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Pannella: “Siamo sopravvissuti. Pronti a rivoluzionare” PDF Stampa E-mail
mercoledě 16 settembre 2009

marcopannella 1000.jpgLettera aperta ai promotori dell’appello sulla libertà di informazione

Illustri e autorevoli Maestri Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelski, mi rivolgo (“pubblicamente”, grazie a TERRA!)  a voi, considerati giustamente, meritatamente, parte importante e prestigiosa dell’intellettualità democratica-e-antifascista di questa ahimè nostra Italia.

Vorrei che non sottovalutaste i vostri meriti, il vostro potere democratico: il vostro appello del 28 agosto su Repubblica, dopo solo sei giorni, il 3 settembre ha finalmente indotto il “Dopolavoro” et similia, che dagli anni ‘30 si è categoricamente rifiutato, senza eccezioni, di farlo, a indire la prima grande manifestazione di massa, nazionale e internazionale, in difesa del diritto costituzionale, civile, umano all’informazione e alla conoscenza.

Mica potreste ottenere anche un altro evento rivoluzionario, democratico, che vanamente auspichiamo da sempre con testardaggine quotidiana: la prima, grande manifestazione di massa per il diritto costituzionale, civile, umano alla Giustizia?

A proposito, cari, illustri, Maestri Cordero, Rodotà, Zagrebelski, a proposito…

Vi chiedo, direttamente, pubblicamente, nella speranza che non vogliate continuare a fare come pressoché tutto il costituzionalismo democratico-e-antifascista e tutto il Regime nuovamente vigente, a fare – dico – orecchio da mercante alla domanda: la situazione della Giustizia, cioè dello Stato, in Italia, è o non è MANIFESTAMENTE, STRUTTURALMENTE, CIVILMENTE, UMANAMENTE BARBARA, INUMANA, ANTICOSTITUZIONALE, ANTI-LEGALITA’ INTERNAZIONALE, ANTIDEMOCRATICA, ORMAI DA GENERAZIONI CRIMINOGENA, CRIMINOSA, CRIMINALE … senza paragone possibile con la situazione dello Stato e della legalità del Regime partitocratico fascista, vigente la sua legalità ufficialmente totalitaria e antidemocratica di allora?

Conoscete  il testo “Il Baratto” di Michele De Lucia, Kaos Edizioni, e già che ci siamo “Italia: il calvario dei diffamati” di Giuseppe Micheletta Ideazione Editrice? - Se no, perché?

E perché non ne parlano i compagni democratici-e-antifascisti vostri, nessuno – parrebbe - del quasi milione di persone e personalità in buona fede ingannate – come voi stessi- dal tentativo di fare del mostro Berlusconi un genio del Male?

In realtà a noi pare non altro che un ennesimo “CAPACE DAVVERO, MA DAVVERO DI TUTTO” che, come i suoi simili e predecessori, è ben più un prodotto che un autore del basso impero partitocratico, ben più vostro che suo, che rotola verso una fine tragica, e voi, e tutti, con lui, con i suoi altri prodotti e complici e barattieri, potenti impotenti buoni a niente.

La verità è che una cosa è certo più forte del “dittatore” Berlusca, della sua ormai manifesta impotentia generandi ordine, pulizia, grandi mete, speranze, legge giustizia e tolleranza e democrazia.

La nausea, la disperazione, la rabbia, la paura, i timori, la reazione umanissima ma accecante, suicida che voi mirabili e cattivi, piccoli nostri maestri avete indotto, prodotto, e contribuite ad alimentare nel nostro popolo, nella gente, in ormai tre sue generazioni. Popolo che resta però speranza di civiltà laica, credente in altro che nel potere e nell’oro, nella simonìa di Costantino e di Pietro.

Come Radicali, lo sappiamo. Voi siete stati e siete ennesima antica dimostrazione del potere che, coinvolgendoci, rende folli. Essenza del monito della grande tragedia greca e shakespeariana. Vi raccomanderei, cari maestri, di leggere urgentemente l’edizione ancora provvisoria del nostro lavoro su “La Peste Italiana”.

È una storia, non solo storiografia, che anche voi avete vissuto ma senza accorgervene. Non continuate a scansarci e cacciarci via come nella “peste” di Camus vien fatto con il topo infetto che viene a morirci fra i piedi.

Noi siamo il topo, ma a ruoli inversi: siete voi che ci avete infettato. Sopravvissuti, ci prepariamo a riaccompagnare all’estremo riposo il maledetto Sessantennio, a governare la rivoluzione liberale… Ve l’annuncio, cari amici.

(* da Terra del 16 settembre 2009)




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