“A parte ciò, tutto va bene Madama la Marchesa”, recitava il testo di un’antica canzone. Così, il ministro dell’Economia ha fatto il dovuto per informarci che nonostante il caso del Monte dei Paschi di Siena, il sistema è sotto controllo.
Presentato come film d'apertura della 76ª edizione del Festival di Cannes, Jeanne du Barry, la favorita del re, di Maïwenn, racconta la vita di Marie-Jeanne Bécu (Vaucouleurs 1743 – Parigi 1793), divenuta contessa du Barry, ultima favorita di Luigi XV di Francia che ebbe grande influenza sul sovrano a Versailles. Dopo la morte del re, perse ogni potere e fu ghigliottinata durante il regime del Terrore della Rivoluzione Francese… di Giovanna D’Arbitrio
Le baruffe tra Francia e Italia sono periodiche, hanno i caratteri delle liti tra cugini, che però sono legati da stretti rapporti storici e culturali ma molto meno economici. Per taluni la Francia vuole che il nostro paese sia una sorte di piccolo partner, un satellite da attrarre. Non vi è dubbio comunque che quella francese è una realtà unitaria, uno Stato secondo i canoni storici e giuridici, mentre l’Italia ha una realtà unitaria molto più recente e si presenta come una società da un punto di vista sociologico e culturale ma molto meno unitaria…
- Francia/Italia: una inevitabile collaborazione. Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa (Agenzia Radicale Video)
Giovedì 15 dicembre 2022 - ore 17.00 al Milea Art & Food (Via della Lungaretta, 164 - 00153 Roma presentazione del libro: Le case di Sofia di Carla Vasile (Edizioni Albatros)…
A poco più di tre settimane dal voto referendario, martedì 17 maggio si è svolta la direzione del Partito Democratico. Dalla relazione del segretario Enrico Letta, approvata all’unanimità, trapela la conferma di una posizione all’insegna di una pervicace volontà conservatrice dello status quo accompagnata dalla debolezza delle motivazioni usate per sostenerla. di Luigi.O.Rintallo
In anteprima al Teatro Era di Pontedera il 21 novembre e in prima nazionale e dal 23 al 28 novembre al Teatro Della Pergola di Firenze, per la prima volta in italiano, La Seconda Sorpresa dell’Amore, tradotto e diretto da Beppe Navello, viene presentato al pubblico del nostro Paese grazie a un progetto accolto dal Ministero della Cultura per incoraggiare la conoscenza di Marivaux, il drammaturgo forse più grande del Settecento francese e che in Italia, nonostante gli storici allestimenti di Strehler, di Chéreau e di altri importanti registi, non è mai riuscito a conquistare spazi stabili nei repertori teatrali.
Sono 80 opere, tra sculture e pitture, distribuite su due piani, compreso il gruppo statuario Hydra and Kali, collocato nel Giardino Segreto dell’Uccelliera, a costituire uno scenario fantastico da kolossal hollywoodiano. Idealmente la mostra continua la narrazione di Treasures from the Wreck of the Unbelievable, che allude al ritrovamento di un vascello affondato nell’Oceano dove vengono ripescate delle statue antiche: mostra parimenti sontuosa avvenuta a Venezia nel 2017… di Giovanni Lauricella
Così come sarebbe forse ingeneroso interpretare le dimissioni di Nicola Zingaretti da segretario del PD un espediente per predisporsi a nuovi incarichi (candidarsi sindaco a Roma), sarebbe da ingenui accreditarle di essere la prova di una compiuta consapevolezza della crisi in cui si trova il suo partito. Crisi che non pare davvero si possa ridurre a una questione di persone, né di lotte fra correnti interne. di Luigi O. Rintallo
L’intervista di Silvia Romano a Davide Piccardo, esponente della comunità islamica di Milano e direttore del giornale online La Luce, ha riaperto il dibattito sul velo, sull’Islam e sui valori dell’Occidente. Sorge però in primo luogo una domanda: come mai questa ragazza, per cui suo padre ha chiesto un po’ di pace perché c’era una figlia da proteggere, sia stata intervistata esponendola al centro di una polemica? di Anna Mahjar-Barducci
A tre mesi dalla morte di Vincenzo Loriga, psicoanalista e poeta, alla Libreria Fahrenheit 451 – (Campo de' fiori 44 - Roma), mercoledì 22 gennaio alle 18.30, incontro nel luogo dove Vincenzo amava parlare di poesia, letteratura e psicoanalisi. Lo ricorderanno: Caterina Cardona, Carla Ventroni, Agostino Bagnato, Carlo Laurenti, Giacomo Martini, Giuseppe Rippa. Saranno proiettate alcune videointerviste ed esposti alcuni ritratti fotografici di Flavio Bruno.
Stiamo trasformando una grande occasione e opportunità estrema, in confuso balbettìo, comunicazione imprecisa, precipitoso ritorno a un linguaggio autoreferenziale in un'immedicabile solitudine: esaltazione di un ripetitivo gioco con se stessi nell'agonia dell'orizzonte politico. (... segue>)