Un’opera murale dal titolo oMaggio, significativo ricordo di Mariella Lo Giudice nei dieci anni della sua scomparsa, rinnova una volta di più il volto del Teatro Stabile di Catania e il segno della sua presenza nel contesto cittadino, grazie ad un progetto tutto al femminile che tiene insieme le arti visive e quelle teatrali. Il murale che è stato “svelato” il 9 luglio sulla facciata laterale dell’edificio della Sala Verga è stato realizzato dalle MaleTinte con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti e il supporto del Teatro Stabile di Catania.
Nella Galleria Marchetti sono esposti 25 meravigliosi quadri di Giulio Turcato (Mantova, 1912- Roma, 1995), mostra dal titolo “Colori mai visti”, che potremmo dire una mini antologica che va dall’inedito dipinto bifronte del 1928-30, su un lato del quale Giulio Turcato dipinge un Interno, e sull’altro un Porto, tra le prime opere dell’artista, fino ad arrivare a una delle sue ultime opere, Dune (1922) di carattere informale, come a testimoniarne l’intero percorso artistico. di Giovanni Lauricella
Ci sono voluti appena tre mesi perché si manifestasse a pieno la previsione di Rino Formica, secondo il quale il voto favorevole al referendum sulla riduzione dei parlamentari sarebbe stata una maledizione per il Partito Democratico. Oltre che “una resa all’anti-politica”, quella scelta certificava la totale assenza di una strategia da parte dell’attuale dirigenza ed esponeva il partito ad essere in balia della continua oscillazione fra l’opportunismo di un miserevole “governismo” (occupazione dei posti di potere) e l’ottusa rincorsa della demagogia. di Luigi O. Rintallo
Il 25 aprile ricorre l’anniversario della Liberazione e da allora sono passati tre quarti di secolo che hanno visto il trionfo dei partiti di massa… la fine della Monarchia … la Costituzione … la lunga storia dei sei partiti che si richiamano alla Resistenza … e l’arrivo del partito radicale di Marco Pannella con le battaglie per i diritti civili e la società aperta… la fine del Pci e di tutti gli altri partiti… E allora oggi c’è una domanda alla quale pur occorre rispondere: dove è finita la vecchia classe politica? Perché si parla da tempo di due Repubbliche e anche di una terza? È un errore. di Silvio Pergameno
Promosso dalla “Nuova Associazione Amici di Quaderni Radicali” venerdi 30 agosto al Lido Gradinoro (lungomare dei Tirreni – TARQUINIA lido), alle ore 18.30 dibattito sul tema Crisi della politica. Riflessioni partendo dal n. 116 di Quaderni Radicali (Il mondo Radicale dopo Pannella).
Interverramno: Augusto Minzolini (giornalista), Luigi O. Rintallo (redattore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale), Giuseppe Rippa (direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale), Enrico Rufi (redattore di Radio Radicale), Fabio Viglione (avvocato).
È la mia traduzione, di queste ore, di cento versi del Libro I delle Metamorfosidi Ovidio, vv. 452-556. Un poema terribile che guarda con occhi mai stanchi l’enigma delle cose e che, alla fine, nel Libro XV affida a Pitagora di rappresentare il molto affanno in cui perdiamo il nostro volto. Ovidio terminò di scriverlo nell’8 d.C. l’anno in cui la sua vita si spezza, si trasforma. Condannato da Augusto all’esilio di Tomi, sul Mar Nero, l’anno successivo lasciò Roma, e morì lontano da se stesso.
Vialibera, peraltro, che viene confermato dalla scelta della federazione gioco calcio di non accogliere le richieste di sospendere il campionato almeno per un giorno, dopo la serata da cani di Milano, con un morto e vari feriti provocati dagli agguati degli Ultras.Sulla scelta di non sospendere il campionato si possono avere molti pareri diversi. Anche se a me sembra che sia semplicemente una scelta opportunistica. Fondata sulla necessità di far prevalere gli interessi del mercato sull’affermazione di alcuni valori culturali. di Piero Sansonetti (da Il Dubbio)
C'è chi si è fatto scappare la battuta sui 5 Stelle che cambiano le regole come gli indumenti intimi. La questione è a suo modo di igiene. Nella fattispecie, si pone la necessità di adattare di volta in volta il vestito alle mutevoli misure del momento, facendo sembrare la cosa più normale e politicamente pulita che ci sia agli occhi degli adepti-ortodossi della prima ora. di Antonio Marulo
I recenti fatti di Rimini e Firenze hanno riportato al centro del dibattito pubblico il tema della violenza contro le donne e ispirato una inattesa quanto profonda autocritica nel mondo politico e in quello dell'informazione, troppe volte protagonisti in passato di uscite improvvide destinate a sobillare gli istinti più retrivi, xenofobi e sessisti della nostra società. Non è andata così, ovviamente. di Adil Mauro
Il clima nella settimana finale delle Primarie dice tutto sul momento di crisi del Pd. Il “confronto” fra i contendenti su Sky ha messo ben in evidenza ciò che è parso improvvisamente già vecchio, dal tono dimesso e ben lontano dai fasti mediatici di pochi anni fa. Partono da qui le riflessioni di Geppi Rippa, nella rubrica Maledetta Politica, sollecitato da Antonio Marulo, sulle dinamiche che stanno portando all'inesorabile auto-consuzione di un partito senz'anima.
«Che diritto ha l’Unione Europea a porre il veto su qualcosa che vuole democraticamente il popolo?», si è chiesto il presidente turco due giorni fa. Erdogan è stato in effetti eletto nel 2014 con il 52 per cento dei consensi dal 76 per cento degli aventi diritto. L’elezione parlamentare del 2015 ha confermato il successo del suo partito, anche se non nei termini da lui sperati. Ha ora i poteri che gli attribuisce la Costituzione turca del 1982, più volte modificata, in particolare con i referendum del 2007 e del 2010. Si tratta di poteri molto estesi, che vanno dalla proclamazione della legge marziale e dello stato di emergenza (su decisione del Consiglio dei ministri) alla nomina dei presidenti delle università. di Sabino Cassese (Corriere della Sera)