Allorquando il vecchio volpone democristiano Pierferdinando Casini – sollecitato in proposito come autorevole appartenente - le ha contestato la partecipazioni di diritto alla cosiddetta Casta (in quota giornalisti), la conduttrice di Otto e mezzo si è mostrata alle telecamere piuttosto sorpresa. Chi, io, Lilli Gruber? Ma figuriamoci, sembrava dire con un’espressione finto-ironica, mal celando il suo disappunto per la presunta corbelleria appena sentita nel corso della puntata del 21 novembre su La7. di Antonio Marulo
La sala è piuttosto piccola e ha un soffitto inteso come la volta di un cielo. Ma tutto nero e solcato da larghe strisce bianche che tra loro s'intrecciano in una una rete “strevza” (= strana, estranea, illogica), che ci ingabbia dall'alto. Certo, e mi viene in mente Duchamp, è un'opera d'arte perché si trova in un museo, è nella sala a piano terra del cortile centrale di quello di Capodimonte, e infatti è opera, non tra le migliori, di Solomone (Sol) LeWitt, considerato un grande artista e noto come brillante pittore di pareti. di Adriana Dragoni
La rissa post voto referendario ci consegna il consueto quadro di vincitori contro nessun perdente. Nessuno ha voluto e saputo mancare all’esilarante rito nemmeno davanti ai numeri inequivocabili, per altro ampiamente attesi vista l’indifferenza ormai consolidata dell’elettorato alla massima espressione di democrazia diretta prevista dalla Costituzione.
Più di due milioni a Parigi, quasi un milione nelle altre città della Francia. Così il popolo francese ha voluto manifestare la sua volontà di lottare contro la violenza e contro gli attacchi alla libertà. Dopo la tragedia del massacro alla redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo e la drammatica sequenza di scontri mortali che hanno visto la morte degli assalitori assassini, oltre che di vittime innocenti e di forze dell'ordine, la Francia tutta ha voluto testimoniare la propria determinazione a non cedere all'aggressione dei fondamentalismi.
«Ho incontrato Pasolini per la prima volta nel 1973, avevano appena sequestrato il suo film La ricotta. Mi aspettavo, quindi, di trovarmi davanti un uomo incattivito e invece mi si svelò come una persona candida: questo suo atteggiamento mi colpì molto e mi conquisto per sempre». di Giorgia Bernoni
Niente incappucciati. Niente Ku Klux Klan: secondo l'Fbi Sharmeka Moffit, la ragazza nera della Lousiana ricoverata con il 60% del corpo ustionato, si sarebbe inflitta da sola le ferite, inscenando l'aggressione a sfondo razzista.
Assassinio sull'Orient Express di Kenneth Branagh, tratto dall'omonimo romanzo di Agatha Christie, sta riscuotendo un notevole successo di pubblico e critica. Sceneggiato da M. Green, il film è interpretato dallo stesso Branagh nel ruolo di Hercule Poirot, il brillante detective. di Giovanna D’Arbitrio
Ha tutta l’aria di essere l’ennesima paradossale eccezione che confermerebbe la presunta regola di immacolata e inviolabile buona reputazione dei grillini. Ci si riferisce al caso di ordinaria e italica illegalità, dai risvolti pure penali, che scuote il Movimento 5 Stelle nella storica roccaforte siciliana. di Antonio Marulo
Una benedizione recitata su una spada, perché guerra e santità non sono incompatibili. Ai Templari era affidata una doppia missione: combattere e pregare, coniugare la mitezza del monaco e il coraggio del guerriero. Nel Tempio il legname di cedro non si conta, duecento melograne sono disposte in fila. Ma il Tempio non è mai stato solo un'opera muraria: è un luogo dell'anima. E un Destino. di Salvatore Balasco
Il tempo passa, cambiano le stagioni, i governi pure insieme con gli inquilini di Palazzo Chigi, ma il problema resta e si ripropone alla prima buona occasione. Si tratta dell’ormai cronico scontro politica/magistratura che questa volta vede Matteo Renzi vestire i panni dell’insolente che si permette di opinare e minare l’integrità e l’onore della categoria. Occasione di scontro sono state le inchieste sul petrolio lucano con i relativi strascichi politici sul caso Guidi ancora in corso. Da qui il consueto dibattito sui tempi e i modi della giustizia o ingiustizia, a seconda di come si vuole vederla, sul cattivo funzionamento della macchina giudiziaria, sugli effetti fin troppo politici di certe inchieste bollate come a orologeria, sulle riforme necessarie che tanti promettono e nessuno fa.
Tra il 1 e il 6 gennaio 2015, ventuno prigionieri sono stati giustiziati in diverse città iraniane, di cui tre in pubblico. Il 1° gennaio, un uomo di 38 anni, identificato come A. Azizi, è stato impiccato nella prigione di Qazvin, ha riferito l'agenzia di stampa iraniana FARS. Era stato arrestato insieme alla moglie e alla figlia di 18-anni mentre trasportava 2.967 grammi di eroina. L'uomo è stato condannato a morte, mentre la moglie è stata condannata a 15 anni di carcere.