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15/08/20

Cina, Pannella vola a New York


Categoria: COSE RADICALI
Pubblicato Lunedì, 13 Maggio 2013 16:23

“Ho dovuto decidere all’improvviso di andare a New York e per questo, dopo aver sospeso lo sciopero della sete tre giorni fa, ho dovuto concedere ai medici che mi seguono di ricominciare a nutrirmi quasi normalmente. Da oggi ho intenzione di dedicare il mio tempo prevalentemente al Partito Radicale e vado a New York, sperando di prendere un contatto all’ONU con la Cina, spero che vengano avvisati gli ambasciatori cinesi”.

 

Lo ha detto nel corso della trasmissione settimanale in onda su Radio Radicale, Marco Pannella, che aveva iniziato l’ultima fase dello sciopero della fame il primo maggio scorso, nell’ambito del satyagraha per la legalità, la giustizia e le carceri.

 

“Vado a New York - spiega Pannella - per provare ad aiutare la Cina, per la protesta di Pechino contro gli Uiguri, i tibetani e contro i Radicali, contro Rabia Kader e il Dalai Lama, entrambi iscritti al Partito Radicale che agli occhi della Cina ha la colpa di fare parlare all'Onu Uiguri e Tibetani, come già fece per i Ceceni".

 

 

"Vorrei spiegare alla Cina - continua il leader radicale - che come per l' Europa vogliamo la federazione leggera, anche i tibetani e gli uiguri la vogliono per la Cina. Voglio dimostrare che da parte tibetana ed uigura non c'è il riflesso tipico di altri schiavi che, odiando i propri padroni, vogliono divenire loro padroni".

 

"Vado lì - insiste Pannella - per invitare la Cina a guardare e considerare cose recenti: mi riferisco alle dichiarazioni rese da Rabia Kader per gli Uiguri, e il Dalai Lama per i tibetani un mese fa a Bolzano quando ha detto di augurarsi che Pechino faccia come Roma con Bolzano e il Trentino, quindi autonomia e non indipendenza".

 

"Entrambi (Rabia Kader e il Dalai Lama) - conclude l'83enne leader di Torre Argentina - hanno dichiarato di voler lottare per la libertà e la democrazia innanzitutto degli Han (la popolazione cinese storicamente al potere), cioè non vogliono l'indipendenza nazionale ma chiedono che cresca la democrazia per gli Han e anche per Uiguri e Tibetani".



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