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25/11/20

Rifiuti di Roma, l'Ue dice no a Monti dell'Ortaccio


Categoria: CRONACA
Pubblicato Martedì, 30 Ottobre 2012 13:03
  • Andrea Spinelli Barrile

La Commissione petizioni dell'Unione Europea ha visitato il grande laghetto di Monti dell'Ortaccio, dove si vorrebbe veder galleggiare l'emergenza rifiuti di Roma per qualche altro anno. La missione europea rappresenta due aspetti ben chiari dell'emergenza rifiuti di Roma e del Lazio, giunta ormai al suo apice di paradossi e malapolitica: un primo aspetto è la vittoria dei comitati di cittadini, inascoltati dalle istituzioni e dalla struttura commissariale, che grazie a quattro petizioni inviate all'Ue (una su Malagrotta e ben tre su Monti dell'Ortaccio) hanno sensibilizzato la Commissione sull'argomento.

 

Un secondo aspetto, non marginale, è l'insostenibilità delle decisioni sino ad oggi prese dagli attori in scena in questo teatrino emergenziale: Monti dell'Ortaccio, è ormai evidente, è una scelta sbagliata e, come tale, va annullata. Con tutte le ripercussioni (ambientali, sociali, mediche e politiche) del caso.

 

La delegazione europea, arrivata in Italia a seguito di sterili e pretestuose polemiche della partitocrazia nostrana al Parlamento Europeo, ha espresso un parere piuttosto chiaro: "Non servono analisi tecniche per vedere quanto Monti dell’Ortaccio sia limitrofa alle case, all’aeroporto e alla discarica in chiusura; chiederemo quindi al prefetto Sottile il perché di questa scelta, carte alla mano" ha spiegato la vicepresidente del Parlamento Europeo, Roberta Angelilli.

 

Carte che, come si è già scritto più volte, sono state prodotte dai tecnici della Regione Lazio su studi di letteratura e non su studi reali di fattibilità e sopralluoghi: Riano e Corcolle (scelte poi rientrate perchè insostenibili, con relativi salti di poltrone) rientrano in questa logica e Monti dell'Ortaccio ne è il capolavoro, sul quale indaga anche la procura di Roma.

 

La visita alla Valle Galeria, che ha compreso un incontro con i cittadini, è stata guidata dall'avvocato Manlio Cerroni: nella prima parte del tour il monopolista dei rifiuti ha mostrato i due impianti di Tmb di Malagrotta 2 (che lavorano sottoutilizzati): "Se chiedono a me è perché in materia sono il più preparato in città, sto ancora aspettando che dal Campidoglio vengano a prendermi in carrozza" ha detto Cerroni, continuando a battere sul ferro caldo dei Monti dell'Ortaccio, sito di sua proprietà (come Riano del resto).

 

Una proprietà che non è intenzionata a cedere di un centimetro, nonostante le indagini della Dda mostrerebbero illeciti spaventosi anche sull'invaso di Monti dell'Ortaccio: "Il sito è a norma, sarà Sottile a decidere"; lo stesso Sottile che sabato, intercettato dal Fatto Quotidiano, ha dichiarato che "alle osservazioni nate in Conferenza dei Servizi (che ha bocciato il sito, n.d.r.) non devo rispondere io, deve rispondere il proponente, che è Co.La.Ri. (il consorzio di Cerroni, ndr). Come non compete a me il controllo delle autorizzazioni passate, che spetta all’autorità giudiziaria".

 

Pilatescamente, il Commissario Sottile se ne lava dunque le mani, nelle stesse acque di quel lago a Monti dell'Ortaccio in cui si vorrebbe immergere l'immondizia di Roma. E' proprio qui che si gioca la partita vera, a Malagrotta, con gli interessi economici di Cerroni: prova ulteriore è l'atteggiamento del neo-direttore generale dell'Ama Giovanna Anelli, nominata dopo le polemiche sul maxicontratto da 500milioni tra Ama e Cerroni, costato il posto all'ex Ad Cappello: certa che Cerroni "si adatterà alle esigenze della città", si dice pronta a "gestire i rifiuti realizzando una partnership pubblico-privata, così potremmo ridurre le tariffe ai cittadini".

 

Il negazionismo però mostra scarsa lungimiranza: "Roma è una città pulita in linea con le altre capitali europee" (parere diametralmente opposto a quello della Commissione petizioni, che ritiene che "nessun’altra capitale europea vive la situazione di Roma. Una grande città con la storia di Roma non si può permettere di continuare con questa situazione"). A dicembre si saprà se l'Ue aprirà l'ennesima procedura d'infrazione su Malagrotta e sul ciclo dei rifiuti a Roma.



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