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17/10/19

Il mercato cinematografico italiano e le major americane


Categoria: CINEMA
Pubblicato Giovedì, 17 Gennaio 2013 14:56
  • Stefano Delle Cave

Recentemente l'Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive) ha avviato uno studio sulle attuali performance del cinema italiano. Dai primi dati raccolti emerge che nelle prime due settimane del 2013  la produzione cinematografica ha avuto una diminuzione del totale di spettatori  quasi del 20%”.

 

“Manca una vera politica a sostegno dell’industria culturale - ha affermato il presidente dell'Anica Riccardo Tozzi - “Una politica ancor più necessaria se in futuro l'online si prospetta come il principale bacino di sfruttamento dell’opera cinematografica dopo la sala”.

 

Se da un lato però il web potrebbe rappresentare un'uscita dallo stallo per il cinema italiano, dall'altro, per il calo degli investimenti da parte delle major nostrane e per  l’incertezza riguardo agli incentivi fiscali rivolti alla produzione cinematografica, una forma essenziale di finanziamento per i film italiani potrebbe provenire dai grandi Studios di Hollywood come dimostra il loro crescente investimento nelle pellicole mady in Italy.

 

Basti pensare alla Warner Bros, che ha aperto il 2013 portando nelle sale  La migliore offerta di Giuseppe Tornatore, coprodotto con la Paco Cinematografica e ha successivamente  prodotto l’opera seconda da regista di Rocco Papaleo, intitolata Una piccola impresa meridionale, e il nuovo film di Giovanni Veronesi L’ultima ruota del carro. Accanto  alla Warner non bisogna poi dimenticare l' esperienza di 20th Century Fox con Vallanzasca, ma soprattutto l’accordo tra Universal e Cattleyaper la cooproduzione di 8 film.

 

Tuttavia non è sicuro che gli investimenti americani possano compensare le carenze del mercato italiano in quanto Rai e Mediaset, le due principali emittenti televisive italiane nonché grazie alla 01 e alla Medusa i due principali distributori cinematografici italiani, attualmente promuovono produzioni proprie non garantendo al nostro cinema quei ricavi essenziali derivati dalla vendita dei canali televisivi.

 

 



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