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07/08/20

'Twilight: Breaking Dawn – parte 2', la fine della saga (si spera) al Festival del Film di Roma


Categoria: CINEMA
Pubblicato Venerdì, 16 Novembre 2012 13:07
  • Florence Ursino

A me i vampiri son sempre piaciuti (i licantropi un po' meno, tutto quel pelo e quel fastidioso ululare). E poi, a dirla tutta, mi ci voleva proprio una bella serata pop-corn, comode poltrone e amore-foreverandever tra due creature diaboliche e sexy, ecco. Poi c'era Bill Condon, sì, certo, premio Oscar (tredici anni fa), effetti speciali da paura e blablabla.

 

Fatto sta che me so' vista "Twilight: Breaking Dawn – parte 2" e, a metà tra il sogno e le allucinazioni, posso solo dire che infine mi è parso di vedere il viso ammiccante di Maria De Filippi fare capolino da dietro la spalla di Bella, novella succhiasangue supercoatta del capitolo finale della saga firmata Stephenie Meyer.

 

Un film senza senso, quello che mette la parola fine alla storia più scialba, scontata e noiosa che sia mai vista (e raccontata) sui misteriosi discendenti del conte Vlad. Insomma, 5 libri e altrettante pellicole per far sì che una ragazzina ninfomane riesca a sposare e poi portarsi a letto (eh sì, autrice mormoma) il monosillabico Edward che, tra un sorriso sghembo e un altro, non fa che ripetere alla sua amata dagli occhi rossi 'i love you' con l'occasionale variante del rafforzativo 'forever'.

 

Così, tanto per ricordaglielo che correranno sugli alberi e in mezzo ai boschi per l'eternità (ma sempresempresempre). Vabbè, almeno c'è un personaggio nuovo, mi dico, prima di incontrare i capelli posticci e la faccia di plastica che i creatori degli visual effects hanno digitalmente appioppato alla povera creaturina che dovrebbe essere il frutto dell'amore vampiresco-immortale tra i due superboni: Renesmee, bambina muta e scontato bersaglio dei tipici italiani snob, quei Volturi vestiti di tutto punto in perfetto Dracula style, manco fossimo nella Transilvania medievale.

 

Contro i pallidi 'padrini' della stirpe dal canino affilato, i Cullen decidono quindi di schierare una assurda tribù di cugini, zii, parenti, amici trovati un po' dovunque: c'è la donna delle nevi che dà la scossa, la vampira paleolitica che ti fa vedere quello che vuole, il fratello del 'Corvo' che si è fatto tutte le guerre del mondo ecc ecc. Insomma, la 'famigghia' è l'arma vincente, pare vogliano dirci. E non serve manco il sangue, no, quando c'hai quella, e i dialoghi? Nooo, che li scriviamo a fare, c'è l'amore e mamma e papà e la piccola Chucky...ehm, Renesmee.

 

Vabbè, ormai è quasi finito, aspettiamo il bacio appassionato e strappalacrime (cuore romantico) e stop. No, il vero trauma è lì, negli ultimi minuti: Bella ed Edward, il prato, le labbra sempre più vicine e...parte il filmato montato da 'C'è posta per te', dritto dritto nella testa (divenuta busta all'occorrenza) del vampirello, con tutte le immagini più belle dei loro momenti insieme. Ma, mi sono detta, non potevano aspettare di aver accumulato un paio di centinaia di secoli di ricordi?

 

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