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14/08/20

Fecondazione eterologa, il diritto di avere figli motivato dalla Corte Costituzionale


Categoria: DIRITTI E LIBERTA'
Pubblicato Mercoledì, 11 Giugno 2014 14:30

“La scelta di diventare genitori e di formare una famiglia è espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi”: perciò, spiega la Consulta nelle motivazioni alla base della sentenza dello scorso 9 aprile, il divieto per le coppie sterili di ricorrere all’eterologa è privo di alcun fondamento costituzionale.

 

Secondo i giudici, che esattamente due mesi fa hanno dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa imposto dalla legge 40, “la determinazione di avere o meno un figlio, anche per la coppia assolutamente sterile o infertile, concernendo la sfera più intima ed intangibile della persona umana, non può che essere incoercibile, qualora non vulneri altri valori costituzionali”, e ciò anche quando sia necessario ricorrere all'eterologa.

 

Inoltre, continua la sentenza, la legge 40 ha di fatto costretto oltre 2mila coppie sterili a rivolgersi ogni anno a centri esteri dove era possibile sottoporsi all’eterologa, producendo “un ingiustificato, diverso trattamento delle coppie affette dalla più grave patologia, in base alla loro capacità economica”.

 

La decisione della Corte di dichiarare illegittima la norma che vietava la fecondazione con gameti provenienti da un donatore, si legge poi nelle motivazioni depositate martedì 10 giugno, “non provoca alcun vuoto normativo”, ma, sottolinea l’Organo, il pronunciamento dello scorso aprile va riferito “esclusivamente” ai casi di coppie in cui “sia stata accertata l’esistenza di una patologia che sia causa irreversibile di sterilità o di fertilità assolute”.

 

Circostanze che devono “essere documentate da atto medico e da questo certificate”: in tal caso il ricorso alla fecondazione eterologa deve “inoltre osservare i principi di gradualità e del consenso informato”, tenendo conto della necessità di consentire le donazioni “entro un limite ragionevolmente ridotto”.

 

Intanto le coppie italiane infertili che vogliono provare ad avere un figlio con l’eterologa sarebbero già circa 9mila, con 11 donatori di gameti pronti ad aiutarli, in barba a quella legge 40 che, nello spazio di 10 anni è stata lentamente ‘ripulita’ da tutti i suoi liberticidi obblighi - come quello di impianto contemporaneo di tutti gli embrioni prodotti - e divieti, come quello di produrre più di tre embrioni e quello di diagnosi pre-impianto.

 

Oggi, finalmente, la bocciatura del divieto di fecondazione eterologa, “una lezione – commenta Filomena Gallo, legale della coppia che si è rivolta al tribunale di Firenze e Segretario dell’Associazione Luca Coscioni – al legislatore italiano che nel 2004 ha voluto vietare a tante coppie di avere una famiglia”. (F.U.)



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