E' in corso in Croazia un'iniziativa popolare per indire un referendum che obbligherebbe il parlamento a definire nella Costituzione croata il matrimonio come ''un'unione tra un uomo e una donna''.
Dall'iniziativa 'Nel nome della famiglia', vicina alla Chiesa cattolica croata, di cui ha ottenuto il diretto appoggio, è stato spiegato che si è giunti a questa proposta ''per evitare in Croazia il caso francese'', ovvero che si riconoscano un giorno i matrimoni tra gay e lesbiche.
Per riuscire, l'iniziativa referendaria deve raccogliere in 15 giorni 450 mila firme, ovvero il 10% dell'elettorato, e da domenica scorsa fino a ieri ne sono state raccolte 215 mila. Secondo gli analisti a questo ritmo le firme necessarie saranno raccolte. In tal caso si tratterà del primo referendum a iniziativa popolare mai proposto in Croazia.
In Croazia, che dal primo luglio entrerà nell'Unione europea, il matrimonio è definito nel Codice della Famiglia come un'unione tra un uomo e una donna, mentre nella Costituzione non è in nessun modo preclusa la sua definizione. Rappresentanti del governo di centro-sinistra hanno detto di non appoggiare l'iniziativa, mentre un anno fa il premier Milanovic aveva promesso una legge speciale che riconoscerebbe le coppie omosessuali, ma il ddl non è ancora stato presentato. (fonte Ansamed)
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