Prima Viber, ora WhatsApp. Il governo dell'Arabia Saudita sta valutando la sospensione della popolare applicazione di messaggistica prima del Ramadam, dopo aver bloccato la scorsa settimana il popolare servizio di voce e messaggi via internet.
La Commissione per le telecomunicazioni e l'Informazione tecnologica di Riad sostiene infatti di non riuscire a controllare il traffico sulle piattaforme di messaggi istantanei secondo gli accordi nazionali: la legge, infatti, prevede che WhatsApp, attraverso un server locale, consenta alle agenzie governative di accedere ai server che monitorano costantemente tutte le attività degli utenti per individuare in anticipo possibili minacce per la sicurezza nazionale.
“Abbiamo dato loro una settimana per rispettare le norme e abbiamo cercato di comunicare con loro da marzo senza alcun risultato – spiegano dalla CITC – Pertanto, questo non ci ha lasciato altra scelta che bloccare questi servizi, a cominciare da Viber”.
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