Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

12/06/21 ore

POLITICA

Conte: attacchi sotterranei a Draghi. La parabola di un finto leader in un quadro senza certezze, conversazione di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo

… Nello scenario attuale, la figura di Mario Draghi è un po’ subita perché in qualche modo attenua il premere dell’UE e rimedia alla montagna di sciocchezze compiute in precedenza: dalla disastrosa gestione iniziale della pandemia agli interventi mancati volti a contenere la seconda ondata, come pure a organizzare decentemente le vaccinazioni… Ecco dunque la figura di Giuseppe Conte, che non è proprio casuale come si è stati portati a credere dal ritratto disegnato dai media. Corrisponde piuttosto all’interfaccia ideale con i settori amministrativi e corporativi, propensi a esercitare il loro condizionamento e controllo profittando dei varchi aperti dalla profonda crisi della politica e delle altre istituzioni, di fatto minate dal generale fenomeno di delegittimazione in atto… Viene fuori adesso, larvatamente, una sottile linea di conflitto tra una serie di soggetti – e non tanto dei residui alogenici dei 5Stelle, quanto di settori dell’establishment identificabili appunto nel partito del Quirinale e in parte del PD – e le linee che ispirano invece Mario Draghi nei rapporti internazionali… Di questo e di altro parla Giuseppe Rippa conversando con Luigi O. Rintallo.


Conflitto fra poteri, per Travaglio la Corte è "cortigiana" solo quando gli conviene


  • Ermes Antonucci

Secondo quanto riferisce l’Ansa sarebbe quasi scontato il “sì” della Corte Costituzionale all’ammissibilità del conflitto tra poteri dello Stato sollevato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nei confronti della Procura di Palermo. Il ricorso formulato dall’Avvocatura dello Stato per conto del Quirinale conterrebbe presupposti “fondati”, sia soggettivi che oggettivi, richiesti per l’ammissibilità del conflitto.

Il giudizio della Corte Costituzionale riguarda – occorre precisarlo – l’ammissibilità del ricorso e nulla impedisce che la Consulta, in seguito, entrando nel merito del giudizio, individui ragioni di inammissibilità fino ad allora non rilevate.

 

In proposito, scrive ironicamente Marco Travaglio: “Chi l’avrebbe mai detto: la Corte costituzionale dichiarerà ammissibile il conflitto di attribuzioni del presidente della Repubblica contro la Procura di Palermo. Ma va? Che sorpresona”.

 

Non pago, il vicedirettore del Fatto quotidiano riprende una dichiarazione rilasciata a Repubblica da Gustavo Zagrebelsky, ex presidente della Corte “quand’era ancora un organo di garanzia” (oggi, secondo la logica travagliesca, non lo sarebbe più, perché non c’è Zagrebelsky a dire cose di questo genere): “Non è una contesa ad armi pari, ma, di fatto, la richiesta d’una alleanza in vista d’una sentenza schiacciante. A perdere sarà anche la Corte: se, per improbabile ipotesi, desse torto al Presidente, sarà accusata d’irresponsabilità; dandogli ragione, sarà accusata di cortigianeria”.

 

Un giudizio errato sia dal punto di vista logico – come ha sottolineato Ezio Mauro – perché “allora tanto varrebbe non prevedere la possibilità di ricorrere all'arbitrato della Consulta, per manifesta superiorità del Quirinale”, sia dal punto di vista pratico, perché – come ha ricordato Eugenio Scalfari – “la Corte si è più volte espressa, in varie occasioni e con vari presidenti della Repubblica, con sentenze e giudizi contrastanti con decisioni del Capo dello Stato; ha bocciato atti da lui firmati, iniziative da lui prese, perfino leggi elettorali da lui promulgate”.

 

Ma tutte queste considerazioni non importano a Travaglio, per il quale ora bisogna solo “prepararsi al verdetto della Corte «cortigiana»” e dopodichè “bisognerà sbrigarsi a decidere anche sul merito: sempre dalla parte del più forte, a prescindere da ragioni e torti”. (Dove fosse Travaglio quando la Corte faceva fuori referendum senza fondate motivazioni dio solo la sa. Ma si sa che il “noto” fustigatore si attiva solo su obiettivi che gli interessano e tutto il resto non rientra nella sfera delle sue attenzioni).

 

A Travaglio non è andata giù neanche la fuga di notizie: “Il ricorso dell’Avvocatura dello Stato alla Consulta, sconosciuto financo alla Procura chiamata in causa, è stato anticipato da Repubblica. Ora il verdetto della Consulta viene preannunciato all’Ansa (all’indomani di quello della Corte tedesca, che ha tenuto sul filo l’intera Europa senza mai uno spiffero: un altro spread che ci divide dalla Germania)”.

 

Il portavoce delle procure – come lo ha definito Giuliano Ferrara –, che ha fondato il suo successo su intercettazioni, rivelazioni segrete, confidenze con i magistrati, mostra dunque insofferenza per le indiscrezioni degli ultimi giorni. Anche questo può accadere, nell’ultimo teatrino italiano.


Aggiungi commento


Archivio notizie di Agenzia Radicale

 

é in uscita il N° 117 di Quaderni Radicali

"Meno Parlamentari Meno Democrazia"

Anno 43° Speciale Marzo 2020 Sommario

quaderniradicali.com

Aiutiamoli a casa loro? Lo stiamo già facendo ma male.

mpmd
videoag.jpg
qrtv.jpg

è uscito il nuovo libro 

di Giuseppe Rippa

con Luigi O. Rintallo

"l'altro Radicale
Essere liberali
senza aggettivi"

 (Guida editori) 

disponibile
in tutte la librerie

Arabi Democratici Liberali