Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

30/10/20

Il “reddito di cittadinanza” che non lo era


Categoria: RASSEGNA WEB
Pubblicato Giovedì, 08 Marzo 2018 16:09

Passata la sbornia elettorale, ora che non serve più sparare slogan propagandistici, si può forse avere maggior fortuna nel fare un po' di chiarezza sul reddito di cittadinanza promesso dal M5S, che poi non è il reddito di cittadinanza comunemente inteso e fatto credere, per esempio in Puglia.

 

Ciò che propone Luigi Di Maio è piuttosto qualcosa più simile al sussidio di disoccupazione e inoccupazione, o, ancora meglio, al reddito minimo garantito.

 

Come ricostruisce il post.it, “la proposta del Movimento non prevede di erogare un sussidio incondizionato e uguale per tutti, anzi.

 

Per ottenerlo bisognerà invece rispettare una serie di condizioni:

- Essere maggiorenni

- Essere disoccupati

- Oppure, percepire un reddito da lavoro inferiore alla soglia di povertà

- Oppure, percepire una pensione inferiore alla soglia di povertà

 

Chi ha diritto al sussidio dovrà rispettare alcune regole per poter continuare a riceverlo.

- Iscriversi ai centri per l’impiego

- Accettare uno dei primi tre lavori che gli saranno eventualmente offerti

- Partecipare a progetti “utili per la collettività” organizzati a livello comunale per un massimo di 8 ore alla settimana

- Partecipare a corsi di riqualificazione e formazione

 

Chi soddisfa questi requisiti avrà diritto a un sussidio di circa 780 a euro al mese, o sufficiente a portare il suo reddito a 780 euro, con alcune variazioni in base alle dimensioni del nucleo familiare. Per i pensionati, secondo la proposta del Movimento 5 Stelle, queste limitazioni non si applicano”... -

 

- prosegui la lettura sul post.it

 

 



Nuova Agenzia Radicale - Supplemento telematico quotidiano di Quaderni Radicali
Direttore Giuseppe Rippa, Redattore Capo Antonio Marulo, Webmaster: Roberto Granese
Iscr. e reg. Tribunale di Napoli n. 5208 del 13/4/2001 Responsabile secondo le vigenti norme sulla stampa: Danilo Borsò