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10/02/26

Processo Becciu alla svolta. La difesa convince la Corte d’Appello


Categoria: RASSEGNA WEB
Pubblicato Venerdì, 06 Febbraio 2026 17:28

di Francesco Sales

 

(da Bee Magazine)

 

Nella complessa vicenda giudiziaria che vede sempre più come vittima il cardinale Angelo Becciu, ciò che è accaduto nelle ultime ore segna una fase di particolare significato. La Corte di Appello dello Stato della Città del Vaticano ha infatti deciso di riservarsi di deliberare sulle questioni preliminari sollevate dalle difese degli imputati, tra cui l’ex Sostituto alla Segreteria di Stato, sconvocando l’udienza successiva e rinviando la prosecuzione del dibattimento. 

 

Dopo la prova di una macchinazione ai danni dell’alto prelato emersa con le chat a lungo nascoste tra il Promotore di Giustizia, Alessandro Diddi, e figure apparentemente estranee al procedimento giudiziario ma legate a uno degli indagati, poi divenuto magicamente accusatore del cardinale, ora la giustizia vaticana leva le mani e si rimette alle decisioni del Santo Padre.

 

Leone XIV è chiamato a dirimere una questione delicata, che ha visto l’umiliazione pubblica e ingiusta, per anni, di un cardinale passato da angelo a demone nell’arco di 24 ore. Sono in molti, dentro e fuori i Sacri Palazzi, soprattutto tra chi ha studiato le parti e sa che il processo di primo grado ha dimostrato l’onestà di Angelo Becciu, a confidare che Papa Prevost sia lui a promuovere giustizia dopo anni di sofferenze, patimenti e mortificazioni, non solo per Becciu ma per chi ama la Chiesa e l’ha vista esposta al pubblico ludibrio, alla fine dei conti senza alcun giustificato motivo.

 

Il procedimento, che giunge ora a questo snodo così delicato dopo un primo grado concluso nel dicembre 2023 e una lunga fase dibattimentale segnata da forti tensioni giuridiche e mediatiche, si trova così sospeso in attesa di una valutazione che precede ogni possibile ingresso nel merito. Una scelta – quella della Corte d’Appello vaticana – che non ha il sapore di un mero rinvio tecnico, ma che indica la necessità, avvertita dalla Corte stessa, di soffermarsi su nodi che precedono qualsiasi valutazione di merito e che riguardano la struttura del processo, le regole applicate e la loro conoscibilità.

 

Le questioni preliminari riguardano la certezza del diritto

 

Nel corso delle ultime udienze, le difese hanno concentrato il proprio intervento su un punto che attraversa l’intero procedimento: natura, portata e conoscibilità dei rescritti pontifici che hanno inciso sul quadro normativo del processo, anche – circostanza del tutto atipica nei sistemi giuridici ispirati ai principi dello Stato di diritto – in senso retroattivo.

 

Come spiegano le difese, tali rescritti non potrebbero essere considerati meri atti normativi astratti, ma avrebbero prodotto effetti diretti e concreti sullo svolgimento del giudizio, incidendo sull’equilibrio tra accusa e difesa e, in ultima analisi, sull’esercizio effettivo del diritto di difesa. È proprio su questo terreno che si colloca la richiesta di verifica avanzata in sede di appello: non una contestazione formale, ma la necessità di comprendere se le regole del processo fossero pienamente conoscibili e applicabili secondo criteri di certezza giuridica.

 

In questo quadro si inseriscono le più recenti dichiarazioni dei legali di monsignor Becciu, gli avvocati Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, che hanno chiarito come, pur non essendo ancora entrati nel merito delle imputazioni, la difesa non potesse esimersi dal sottoporre alla Corte le questioni di nullità del primo grado, eccepite sin dall’inizio del procedimento. Questioni che, secondo i difensori, attengono a violazioni chiare e persistenti dei diritti di difesa, ribadite nel corso delle ultime udienze, ferma restando – come hanno sottolineato – l’assoluta innocenza del cardinale.

 

Parola a Leone XIV?

 

Un elemento di particolare rilievo, emerso nel corso dell’udienza, riguarda la proposta – avanzata dall’Ufficio del Promotore di Giustizia, la pubblica accusa – di interpellare il Pontefice per chiarire la portata e gli effetti dei rescritti nel contesto del processo. Si tratta di un passaggio delicato, che fotografa bene la complessità del momento. La necessità di un chiarimento ulteriore segnala come il significato operativo di quegli atti continui a porre interrogativi sul piano giuridico, soprattutto in relazione alla loro incidenza su un procedimento che si trova oggi in una fase avanzata. La Corte è dunque chiamata a misurarsi con norme la cui interpretazione resta oggetto di discussione.

 

La Corte si ferma e riflette

 

Al termine dell’udienza, il presidente della Corte di Appello, monsignor Alejandro Arellano Cedillo, ha annunciato che la Corte si riserva di deliberare, rinviando la riconvocazione delle parti e disponendo la sconvocazione dell’udienza successiva. È un segnale che indica come le questioni sollevate richiedano una valutazione autonoma e preliminare: prima di ogni eventuale prosecuzione del dibattimento, la Corte è chiamata a chiarire se il processo possa proseguire senza sciogliere i nodi che riguardano la validità del percorso sin qui seguito.

 

Una fase di possibile svolta

 

Il cardinale Becciu ha ribadito in più occasioni la propria innocenza, sostenendo di aver agito sempre in buona fede, nel rispetto delle decisioni condivise e delle finalità istituzionali e umanitarie delle operazioni contestate, senza alcun vantaggio personale. Nel corso del dibattimento sono emersi elementi hanno confermato senza tema di smentite la sua linea: dalla dimostrata assenza di arricchimento personale alla natura collegiale delle decisioni assunte durante il suo mandato, fino alla destinazione tracciabile e documentata delle somme impiegate per iniziative caritative e umanitarie, mai finite – come risulta agli atti – nelle disponibilità del prelato o dei suoi familiari. 

 

Anche su alcuni dei passaggi più controversi – dall’investimento londinese, gestito in più fasi e da soggetti diversi, alle iniziative in favore della diocesi di Ozieri e alle operazioni umanitarie per la liberazione di una religiosa rapita – è emerso indiscutibilmente come le scelte contestate si collochino all’interno di un contesto decisionale complesso, condiviso e mai caratterizzato dal perseguimento di interessi personali.

 

(da Bee Magazine fondato da Mario Nanni)

 

 



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