Agenzia Radicale http://www.agenziaradicale.com/index.php 2026-07-26T02:00:01+02:00 Joomla! - Open Source Content Management Un breviario liberale dalle lettere di Benedetto Croce 2026-07-18T23:01:28+02:00 2026-07-18T23:01:28+02:00 http://www.agenziaradicale.com/index.php/cultura-e-spettacoli/libri/8032-un-breviario-liberale-dalle-lettere-di-benedetto-croce Luigi O. Rintallo luigirintallo@agenziaradicale.com <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">L’uscita per Adelphi di <em>Perdersi negli altri e nelle cose </em>(2026; pp. 214),  una raccolta di lettere scelte dall’epistolario di Benedetto Croce, regala ai lettori una bella sorpresa. Chi poteva aspettarsi, infatti, che dalla selezione di settanta missive del filosofo scritte fra il 1884 e il 1952, curata da Emanuele Cutinelli-Rendina, emergessero tanti e tali spunti di assoluta attualità rispetto al dibattito intellettuale e politico di oggi? Singolarmente, i richiami all’attualità delle pagine di questa antologia sono poco evidenziati dalle sinossi di presentazione, preferendo soffermarsi sulla scoperta del lato intimo del loro autore e  sulla sua capacità di condensare in poche righe grandi verità umane e filosofiche. Eppure, a ben leggere la sequenza di questi messaggi si ricava una sorta di breviario dove ricorrono i valori e i principi liberali, tanto sovente obliati o deformati nella società contemporanea… <em>di Luigi O. Rintallo</em></span></p> </div> <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">L’uscita per Adelphi di <em>Perdersi negli altri e nelle cose </em>(2026; pp. 214),  una raccolta di lettere scelte dall’epistolario di Benedetto Croce, regala ai lettori una bella sorpresa. Chi poteva aspettarsi, infatti, che dalla selezione di settanta missive del filosofo scritte fra il 1884 e il 1952, curata da Emanuele Cutinelli-Rendina, emergessero tanti e tali spunti di assoluta attualità rispetto al dibattito intellettuale e politico di oggi? Singolarmente, i richiami all’attualità delle pagine di questa antologia sono poco evidenziati dalle sinossi di presentazione, preferendo soffermarsi sulla scoperta del lato intimo del loro autore e  sulla sua capacità di condensare in poche righe grandi verità umane e filosofiche. Eppure, a ben leggere la sequenza di questi messaggi si ricava una sorta di breviario dove ricorrono i valori e i principi liberali, tanto sovente obliati o deformati nella società contemporanea… <em>di Luigi O. Rintallo</em></span></p> </div> Il paternalismo degli aiuti allo sviluppo prepara il terreno alla crisi migratoria occidentale 2026-07-15T20:07:35+02:00 2026-07-15T20:07:35+02:00 http://www.agenziaradicale.com/index.php/esteri/8029-il-paternalismo-degli-aiuti-allo-sviluppo-prepara-il-terreno-alla-crisi-migratoria-occidentale Anna Mahjar-Barducci annabarducci@agenziaradicale.com <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Un filo ideologico lega il fallimento cronico degli aiuti allo sviluppo in Africa alle politiche di immigrazione di massa non selettiva in Europa e in Occidente. Non si tratta di una catena causale meccanica, ma di una stessa visione paternalistica: chi è povero, in patria o da migrante, viene trattato come una vittima da assistere e non come un individuo capace di responsabilità, impresa e integrazione. Questa mentalità mantiene l'Africa dipendente e, una volta che le persone emigrano, si riproduce in Occidente attraverso un welfare generoso e un multiculturalismo relativista che scoraggiano l'assimilazione. Il risultato è duplice: da un lato, società che restano povere; dall'altro, un Occidente che, in nome del buonismo, imbocca una traiettoria di declino, accettando profonde trasformazioni demografiche, sociali e culturali senza aver mai valutato se esse siano compatibili con i principi e i valori fondanti dell'Europa e degli Stati Uniti… <em>Anna Mahjar-Barducci</em></span></p> <p><span style="color: #000000;"> </span></p> <p><span style="color: #000000;">- <span style="color: #0000ff;"><a href="index.php/esteri/8025-poverty-inc-da-documentario-controverso-a-profezia-sugli-aiuti-allo-sviluppo"><span style="color: #0000ff;">Anna Mahjar-Barducci: Poverty, Inc.: ‘Da documentario controverso a profezia sugli aiuti allo sviluppo’</span></a></span> <span style="font-size: x-small;">(<em>Agenzia Radicale</em>)</span></span></p> <p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 12.16px;">- <span style="color: #0000ff;"><a href="index.php/esteri/8022-burocrati-corrotti-invadenti-e-strapagati" style="font-size: 12.16px;"><span style="color: #0000ff;">Anna Mahjar-Barducci: ‘L’Africa non ha bisogno di aiuti, ma di investimenti’</span></a></span></span> <span style="font-size: x-small;">(<em>Agenzia Radicale</em>)</span></span></p> </div> <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Un filo ideologico lega il fallimento cronico degli aiuti allo sviluppo in Africa alle politiche di immigrazione di massa non selettiva in Europa e in Occidente. Non si tratta di una catena causale meccanica, ma di una stessa visione paternalistica: chi è povero, in patria o da migrante, viene trattato come una vittima da assistere e non come un individuo capace di responsabilità, impresa e integrazione. Questa mentalità mantiene l'Africa dipendente e, una volta che le persone emigrano, si riproduce in Occidente attraverso un welfare generoso e un multiculturalismo relativista che scoraggiano l'assimilazione. Il risultato è duplice: da un lato, società che restano povere; dall'altro, un Occidente che, in nome del buonismo, imbocca una traiettoria di declino, accettando profonde trasformazioni demografiche, sociali e culturali senza aver mai valutato se esse siano compatibili con i principi e i valori fondanti dell'Europa e degli Stati Uniti… <em>Anna Mahjar-Barducci</em></span></p> <p><span style="color: #000000;"> </span></p> <p><span style="color: #000000;">- <span style="color: #0000ff;"><a href="index.php/esteri/8025-poverty-inc-da-documentario-controverso-a-profezia-sugli-aiuti-allo-sviluppo"><span style="color: #0000ff;">Anna Mahjar-Barducci: Poverty, Inc.: ‘Da documentario controverso a profezia sugli aiuti allo sviluppo’</span></a></span> <span style="font-size: x-small;">(<em>Agenzia Radicale</em>)</span></span></p> <p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 12.16px;">- <span style="color: #0000ff;"><a href="index.php/esteri/8022-burocrati-corrotti-invadenti-e-strapagati" style="font-size: 12.16px;"><span style="color: #0000ff;">Anna Mahjar-Barducci: ‘L’Africa non ha bisogno di aiuti, ma di investimenti’</span></a></span></span> <span style="font-size: x-small;">(<em>Agenzia Radicale</em>)</span></span></p> </div> Il Grande Gioco asiatico che Europa e Occidente ignorano. Conversazione con Francesco Sisci di Geppi Rippa 2026-07-14T15:13:30+02:00 2026-07-14T15:13:30+02:00 http://www.agenziaradicale.com/index.php/esteri/8027-il-grande-gioco-asiatico-che-europa-e-occidente-ignorano-conversazione-con-francesco-sisci-di-geppi-rippa <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Il conflitto in Medio Oriente e lo scontro tra Iran e Stati Uniti prende una piega sempre più di natura militare (le cronache delle ultime ore descrivono <em>alcuni attacchi aerei statunitensi hanno colpito il sud-ovest dell’Iran… </em>e la vicenda dell’aggressione russa in Ucraina registra nuovi raid russi con missili balistici su Kiev nella notte con otto civili, tra cui un bambino, sono stati uccisi e altri dieci feriti… In un contesto di grande rischio e turbolenza mondiale resta quasi ignorato dal sistema informativo in Europa ma soprattutto in Italia quello che accade in Asia. Eppure quello che accade in quel continente che da solo comprende oltre la metà della popolazione mondiale (più di quattro miliardi sono gli asiatici… Del <em>Grande Gioco asiatico</em> - con molti fronti problematici - parla Francesco Sisci, sinologo, analista politico, giornalista, con Giuseppe Rippa direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale nella conversazione per <em>Agenzia Radicale Video</em> che segue…</span></p> <p><span style="color: #000000;"> </span></p> <p><span style="color: #000000;">- <span style="color: #0000ff;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=xsJNRFgdd2w"><span style="color: #0000ff;">Il Grande Gioco asiatico che Europa e Occidente ignorano. Conversazione Francesco Sisci/Geppi Rippa</span></a></span> <span style="font-size: x-small;">(<em>Agenzia Radicale Video</em>)</span></span></p> </div> <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Il conflitto in Medio Oriente e lo scontro tra Iran e Stati Uniti prende una piega sempre più di natura militare (le cronache delle ultime ore descrivono <em>alcuni attacchi aerei statunitensi hanno colpito il sud-ovest dell’Iran… </em>e la vicenda dell’aggressione russa in Ucraina registra nuovi raid russi con missili balistici su Kiev nella notte con otto civili, tra cui un bambino, sono stati uccisi e altri dieci feriti… In un contesto di grande rischio e turbolenza mondiale resta quasi ignorato dal sistema informativo in Europa ma soprattutto in Italia quello che accade in Asia. Eppure quello che accade in quel continente che da solo comprende oltre la metà della popolazione mondiale (più di quattro miliardi sono gli asiatici… Del <em>Grande Gioco asiatico</em> - con molti fronti problematici - parla Francesco Sisci, sinologo, analista politico, giornalista, con Giuseppe Rippa direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale nella conversazione per <em>Agenzia Radicale Video</em> che segue…</span></p> <p><span style="color: #000000;"> </span></p> <p><span style="color: #000000;">- <span style="color: #0000ff;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=xsJNRFgdd2w"><span style="color: #0000ff;">Il Grande Gioco asiatico che Europa e Occidente ignorano. Conversazione Francesco Sisci/Geppi Rippa</span></a></span> <span style="font-size: x-small;">(<em>Agenzia Radicale Video</em>)</span></span></p> </div> Guerre Diffuse, di Alessandro Curioni. La dimensione Cyber delle guerre attuali 2026-07-25T20:15:52+02:00 2026-07-25T20:15:52+02:00 http://www.agenziaradicale.com/index.php/cultura-e-spettacoli/libri/8035-guerre-diffuse-di-alessandro-curioni-la-dimensione-cyber-delle-guerre-attuali Giovanna D'Arbitrio darbitrio8@hotmail.com <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Cosa significa “guerra diffusa”? E “guerra ibrida”? Qual è la differenza tra i due tipi di guerre? Ce lo spiega Alessandro Curioni nel suo libro “<em>Guerre Diffuse</em>”, (Ed.MImesis)… Secondo l’autore, in effetti, la <em>guerra</em> <em>diffusa </em>consiste nella dimensione Cyber che ha assunto le caratteristiche di un conflitto costante ed invisibile, senza dichiarazione formale, che sottilmente s’insinua nella vita quotidiana indebolendo la fiducia…<em>di Giovanna D’Arbitrio</em></span></p> </div> <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Cosa significa “guerra diffusa”? E “guerra ibrida”? Qual è la differenza tra i due tipi di guerre? Ce lo spiega Alessandro Curioni nel suo libro “<em>Guerre Diffuse</em>”, (Ed.MImesis)… Secondo l’autore, in effetti, la <em>guerra</em> <em>diffusa </em>consiste nella dimensione Cyber che ha assunto le caratteristiche di un conflitto costante ed invisibile, senza dichiarazione formale, che sottilmente s’insinua nella vita quotidiana indebolendo la fiducia…<em>di Giovanna D’Arbitrio</em></span></p> </div> Pippo Di Marca ci ha lasciati. Quel teatro a cui dobbiamo dire addio 2026-07-24T20:08:20+02:00 2026-07-24T20:08:20+02:00 http://www.agenziaradicale.com/index.php/cultura-e-spettacoli/teatro/8034-pippo-di-marca-ci-ha-lasciati-quel-teatro-a-cui-dobbiamo-dire-addio Giovanni Lauricella giovannilauricella@agenziaradicale.com <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Purtroppo, il mondo del teatro ha recentemente perso un altro suo grande esponente, che si è tolto la vita gettandosi dal quinto piano della sua residenza a Trastevere. Artista molto umano aperto e disponibile  soffriva da tempo per una malattia debilitante. La sua figura è significativa nel contesto del teatro d'avanguardia, un settore culturale in cui molte delle principali voci, purtroppo, ci hanno già lasciato. Influenzato da figure come Carmelo Bene, Leo de Berardinis e Julian Beck, con cui ha anche avuto modo di collaborare, ha fondato la compagnia Meta-Teatro, tra gli autori più apprezzati James Joyce, a cui ha dedicato numerosi progetti, tra i quali «Bloomsday 2007» e «Theatrum Mundi Show» (2018)… <em>di Giovanni Lauricella</em></span></p> </div> <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Purtroppo, il mondo del teatro ha recentemente perso un altro suo grande esponente, che si è tolto la vita gettandosi dal quinto piano della sua residenza a Trastevere. Artista molto umano aperto e disponibile  soffriva da tempo per una malattia debilitante. La sua figura è significativa nel contesto del teatro d'avanguardia, un settore culturale in cui molte delle principali voci, purtroppo, ci hanno già lasciato. Influenzato da figure come Carmelo Bene, Leo de Berardinis e Julian Beck, con cui ha anche avuto modo di collaborare, ha fondato la compagnia Meta-Teatro, tra gli autori più apprezzati James Joyce, a cui ha dedicato numerosi progetti, tra i quali «Bloomsday 2007» e «Theatrum Mundi Show» (2018)… <em>di Giovanni Lauricella</em></span></p> </div> Francesco Sisci: ‘L’onere russo per la Cina’ 2026-07-16T17:47:28+02:00 2026-07-16T17:47:28+02:00 http://www.agenziaradicale.com/index.php/esteri/8030-francesco-sisci-l-onere-russo-per-la-cina <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Pechino potrebbe dover decidere dove tracciare la linea e ridurre le sue perdite in Ucraina. Potrebbe non voler seguire Putin nel buco che ha scavato per se stesso. La guerra della Russia in Ucraina ha fatto un tributo senza precedenti in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale. Mosca potrebbe aver subito oltre 1,4 milioni di vittime (uccise, ferite, disperse o catturate), tra cui 500.000 uccise, al costo di oltre 500 miliardi di dollari - circa l'1% della sua intera popolazione e un terzo del suo PIL annuale - in quattro anni e mezzo di guerra. Milioni di persone stanno tornando a casa profondamente segnati dalla crudeltà dei campi di battaglia e senza prospettive chiare. Farà a pezzi famiglie e intere comunità per generazioni… <em>di Francesco Sisci</em></span></p> </div> <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Pechino potrebbe dover decidere dove tracciare la linea e ridurre le sue perdite in Ucraina. Potrebbe non voler seguire Putin nel buco che ha scavato per se stesso. La guerra della Russia in Ucraina ha fatto un tributo senza precedenti in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale. Mosca potrebbe aver subito oltre 1,4 milioni di vittime (uccise, ferite, disperse o catturate), tra cui 500.000 uccise, al costo di oltre 500 miliardi di dollari - circa l'1% della sua intera popolazione e un terzo del suo PIL annuale - in quattro anni e mezzo di guerra. Milioni di persone stanno tornando a casa profondamente segnati dalla crudeltà dei campi di battaglia e senza prospettive chiare. Farà a pezzi famiglie e intere comunità per generazioni… <em>di Francesco Sisci</em></span></p> </div> ‘Il mondo oltre’: distopia, simbolo e libertà nel cinema di Dario Germani. Intervista al regista 2026-07-15T17:44:49+02:00 2026-07-15T17:44:49+02:00 http://www.agenziaradicale.com/index.php/cultura-e-spettacoli/cinema/8028-il-mondo-oltre-distopia-simbolo-e-liberta-nel-cinema-di-dario-germani-intervista-al-regista <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Dario Germani è un regista, sceneggiatore e direttore della fotografia che da anni lavora soprattutto nel cinema di genere, confrontandosi con horror, thriller e fantastico attraverso un approccio fortemente legato alla concretezza del set e alla tradizione artigianale del cinema italiano. Con <em>Il mondo oltre</em>, però, il suo cinema sembra spostarsi verso un territorio più intimo e personale. La fantascienza distopica resta la cornice, ma il vero centro del film è altrove: nel rapporto tra una madre e una figlia, nell’isolamento, nel desiderio di conoscere ciò che esiste oltre i limiti imposti e nel conflitto tra protezione e libertà. È proprio quando il film lascia emergere i personaggi, i loro silenzi e ciò che non riescono ancora a nominare che trova, a mio avviso, le sue corde più interessanti. Da qui è nata una conversazione che, partendo da quest’ultimo lavoro, si è allargata inevitabilmente al cinema di genere, al simbolo, all’immaginario e alla necessità, oggi più che mai, di tornare a osare… <em>di Gianni Carbotti</em></span></p> </div> <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Dario Germani è un regista, sceneggiatore e direttore della fotografia che da anni lavora soprattutto nel cinema di genere, confrontandosi con horror, thriller e fantastico attraverso un approccio fortemente legato alla concretezza del set e alla tradizione artigianale del cinema italiano. Con <em>Il mondo oltre</em>, però, il suo cinema sembra spostarsi verso un territorio più intimo e personale. La fantascienza distopica resta la cornice, ma il vero centro del film è altrove: nel rapporto tra una madre e una figlia, nell’isolamento, nel desiderio di conoscere ciò che esiste oltre i limiti imposti e nel conflitto tra protezione e libertà. È proprio quando il film lascia emergere i personaggi, i loro silenzi e ciò che non riescono ancora a nominare che trova, a mio avviso, le sue corde più interessanti. Da qui è nata una conversazione che, partendo da quest’ultimo lavoro, si è allargata inevitabilmente al cinema di genere, al simbolo, all’immaginario e alla necessità, oggi più che mai, di tornare a osare… <em>di Gianni Carbotti</em></span></p> </div> Agenzia Radicale Podcast, Maledetta Politica. La corsa dei ‘cosiddetti liberali’ al centro 2026-06-28T17:18:29+02:00 2026-06-28T17:18:29+02:00 http://www.agenziaradicale.com/index.php/56-podcast/8019-agenzia-radicale-podcast-maledetta-politica-la-corsa-dei-cosiddetti-liberali-al-centro <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Paolo Pavolini nella sua introduzione al libro <em>Verso il regime </em>(di Mario Boneschi, Leopoldo Piccardi, Ernesto Rossi), nel 1950 si poneva il quesito su che cosa era un regime. “È un sistema politico nel quale una parte esercita il potere secondo le proprie parziali concezioni, senza possibilità di ricambio, forzando gli istituti politici e aggirandoli, comunque creando un sistema di … d<em>ittatura morbida</em>…  una <em>dittatura dai passi felpati </em>capace di imbrigliare l’immenso e semplicistico elettorato moderno … ridefinendo il lecito, il legittimo, il costituzionale per “salvarlo” delle sue illusioni liberali e democratiche, dalle sue stanchezze, dalle sue collere… Oggi siamo allo stadio avanzato di un processo che definisce una sempre più accentuata polarizzazione senza nessun reale cambiamento. Ecco allora l’agitarsi di una parte dei residui alogeni di questo sistema per cercare di ritagliarsi uno spazio  in un presunto centro con un profilo liberale di cui non hanno nessuna consapevolezza ma soprattutto senza avere alle spalle nessuna battaglia autenticamente liberale e per lo Stato di diritto… In questo numero del Podcast di Agenzia Radicale, <strong>Antonio Marulo</strong> chiede al direttore di<em> Quaderni Radicali </em>e<em> Agenzia Radicale</em> <strong>Geppi Rippa</strong> la sua opinione in proposito…</span></p> <p><span style="color: #000000;"> </span></p> <p><span style="color: #000000;">-<span style="color: #0000ff;"> <a href="https://open.spotify.com/episode/0sXxGVfnsb0SYP9uIu0tjG"><span style="color: #0000ff;">Agenzia Radicale Podcast, Maledetta Politica. La corsa dei ‘cosiddetti liberali’ al centro</span></a></span> (<em>Podcast on Spotify</em>)</span></p> </div> <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Paolo Pavolini nella sua introduzione al libro <em>Verso il regime </em>(di Mario Boneschi, Leopoldo Piccardi, Ernesto Rossi), nel 1950 si poneva il quesito su che cosa era un regime. “È un sistema politico nel quale una parte esercita il potere secondo le proprie parziali concezioni, senza possibilità di ricambio, forzando gli istituti politici e aggirandoli, comunque creando un sistema di … d<em>ittatura morbida</em>…  una <em>dittatura dai passi felpati </em>capace di imbrigliare l’immenso e semplicistico elettorato moderno … ridefinendo il lecito, il legittimo, il costituzionale per “salvarlo” delle sue illusioni liberali e democratiche, dalle sue stanchezze, dalle sue collere… Oggi siamo allo stadio avanzato di un processo che definisce una sempre più accentuata polarizzazione senza nessun reale cambiamento. Ecco allora l’agitarsi di una parte dei residui alogeni di questo sistema per cercare di ritagliarsi uno spazio  in un presunto centro con un profilo liberale di cui non hanno nessuna consapevolezza ma soprattutto senza avere alle spalle nessuna battaglia autenticamente liberale e per lo Stato di diritto… In questo numero del Podcast di Agenzia Radicale, <strong>Antonio Marulo</strong> chiede al direttore di<em> Quaderni Radicali </em>e<em> Agenzia Radicale</em> <strong>Geppi Rippa</strong> la sua opinione in proposito…</span></p> <p><span style="color: #000000;"> </span></p> <p><span style="color: #000000;">-<span style="color: #0000ff;"> <a href="https://open.spotify.com/episode/0sXxGVfnsb0SYP9uIu0tjG"><span style="color: #0000ff;">Agenzia Radicale Podcast, Maledetta Politica. La corsa dei ‘cosiddetti liberali’ al centro</span></a></span> (<em>Podcast on Spotify</em>)</span></p> </div> Il tempo stringe per Teheran 2026-07-10T16:24:07+02:00 2026-07-10T16:24:07+02:00 http://www.agenziaradicale.com/index.php/esteri/8024-il-tempo-stringe-per-teheran <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">La nuova ondata di attacchi contro l'Iran ha un lasso di tempo indefinito, ma almeno un obiettivo chiaro e limitato: riaprire lo Stretto di Hormuz contro la rivendicazione di controllo di Teheran. Apre la strada a nuove possibilità e minacce per l’Iran… Gli Stati del Golfo stanno sviluppando alternative per aggirare lo Stretto di Hormuz tramite oleodotti per l'Oceano Indiano o il Mediterraneo. Alla fine, la morsa su Hormuz riguarderà soltanto il petrolio iraniano, senza chiare rotte alternative. Teheran rimarrebbe intrappolata nella sua stessa strategia… <span style="font-size: x-small;">(<em>Comitato editoriale Appia Institute</em>)</span></span></p> </div> <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">La nuova ondata di attacchi contro l'Iran ha un lasso di tempo indefinito, ma almeno un obiettivo chiaro e limitato: riaprire lo Stretto di Hormuz contro la rivendicazione di controllo di Teheran. Apre la strada a nuove possibilità e minacce per l’Iran… Gli Stati del Golfo stanno sviluppando alternative per aggirare lo Stretto di Hormuz tramite oleodotti per l'Oceano Indiano o il Mediterraneo. Alla fine, la morsa su Hormuz riguarderà soltanto il petrolio iraniano, senza chiare rotte alternative. Teheran rimarrebbe intrappolata nella sua stessa strategia… <span style="font-size: x-small;">(<em>Comitato editoriale Appia Institute</em>)</span></span></p> </div> Odissea, di Christopher Nolan. Un kolossal che suscita discussioni 2026-07-18T16:30:52+02:00 2026-07-18T16:30:52+02:00 http://www.agenziaradicale.com/index.php/cultura-e-spettacoli/cinema/8031-odissea-di-christopher-nolan-un-kolossal-che-suscita-discussioni Giovanna D'Arbitrio darbitrio8@hotmail.com <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;"><em>Odissea</em> (The Odyssey), sceneggiato, diretto e co-prodotto da Christopher Nolan, divide pubblico e critica con giudizi contrastanti. Il film segue la trama del poema omerico e inizia il racconto dopo la fine dell'assedio di Troia grazie al noto stratagemma ideato dall’astuto Ulisse (Matt Damon) che poi salpa con i compagni verso Itaca, dove lo attendono la moglie Penelope (Anne Hathaway) e il figlio Telemaco (Tom Holland). Il viaggio di ritorno, tuttavia, si trasforma però in una lunga odissea, piena di ostacoli, tra tempeste, incontri con strane creature. Tanti personaggi e i fantasmi della sua coscienza… <em>Giovanna D’Arbitrio</em></span></p> </div> <div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;"><em>Odissea</em> (The Odyssey), sceneggiato, diretto e co-prodotto da Christopher Nolan, divide pubblico e critica con giudizi contrastanti. Il film segue la trama del poema omerico e inizia il racconto dopo la fine dell'assedio di Troia grazie al noto stratagemma ideato dall’astuto Ulisse (Matt Damon) che poi salpa con i compagni verso Itaca, dove lo attendono la moglie Penelope (Anne Hathaway) e il figlio Telemaco (Tom Holland). Il viaggio di ritorno, tuttavia, si trasforma però in una lunga odissea, piena di ostacoli, tra tempeste, incontri con strane creature. Tanti personaggi e i fantasmi della sua coscienza… <em>Giovanna D’Arbitrio</em></span></p> </div>