Agenzia Radicalehttp://www.agenziaradicale.com/index.php2026-04-02T06:41:14+02:00Joomla! - Open Source Content ManagementIran: Paesi del Golfo vogliono la fine della leadership degli ayatollah. Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa2026-03-29T23:17:06+02:002026-03-29T23:17:06+02:00http://www.agenziaradicale.com/index.php/esteri/7960-iran-paesi-del-golfo-vogliono-la-fine-della-leadership-degli-ayatollah-conversazione-con-francesco-sisci-di-giuseppe-rippa<div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">La vicenda iraniana dopo l’attacco americano e israeliano si manifesta sempre più con conseguenze di portata globale… In Medio Oriente ci sono al momento 50.000 soldati americani, 10.000 più del solito. Lo riporta il <em>New York Times</em>, ricordando come in situazione normali sono circa 40.000 le truppe americane nell'area sparse in vari Paesi, dall'Arabia Saudita al Bahrain passando per l'Iraq, la Siria, la Giordania, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait (<em>Ansa</em>). Gli attacchi israelo-americano in un porto vicino allo Stretto di Hormuz definiscono sempre più che l’evoluzione della guerra prende forma, con un aspetto politico forse poco rilevato dalla stampa italiana: i paesi arabi come Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, lo stesso Qatar e indirettamente anche altri, spingono perché la vicenda l’Iran sia conclusa, che gli ayatollah vengano sconfitti, anche per un motivo di carattere religioso, considerando che i Sunniti sono la maggioranza nel mondo arabo e non accettano più che un paese sciita come l’Iran - paese che sostiene tutti i terrorismi, da Hamas a Hezbollah, da Houti dello Yemen e altro ancora - divenga una entità nucleare che sarebbe una minaccia per tutto i mondo arabo e Medio Orientale… Francesco Sisci, sinologo, analista politico, giornalista, scrittore discute nel video che segue dello scenario iraniano e dei suoi sviluppi con Giuseppe Rippa, direttore di <em>Quaderni Radicali</em> e <em>Agenzia Radicale</em>.</span></p>
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<p><span style="color: #000000;">-<span style="color: #0000ff;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=tNSWLlABqn4"><span style="color: #0000ff;"> Iran: Paesi del Golfo vogliono la fine della leadership ayatollah. Conversazione F. Sisci - G. Rippa </span></a></span><span style="font-size: x-small;">(<em>Agenzia Radicale Video</em>)</span></span></p>
</div><div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">La vicenda iraniana dopo l’attacco americano e israeliano si manifesta sempre più con conseguenze di portata globale… In Medio Oriente ci sono al momento 50.000 soldati americani, 10.000 più del solito. Lo riporta il <em>New York Times</em>, ricordando come in situazione normali sono circa 40.000 le truppe americane nell'area sparse in vari Paesi, dall'Arabia Saudita al Bahrain passando per l'Iraq, la Siria, la Giordania, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait (<em>Ansa</em>). Gli attacchi israelo-americano in un porto vicino allo Stretto di Hormuz definiscono sempre più che l’evoluzione della guerra prende forma, con un aspetto politico forse poco rilevato dalla stampa italiana: i paesi arabi come Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, lo stesso Qatar e indirettamente anche altri, spingono perché la vicenda l’Iran sia conclusa, che gli ayatollah vengano sconfitti, anche per un motivo di carattere religioso, considerando che i Sunniti sono la maggioranza nel mondo arabo e non accettano più che un paese sciita come l’Iran - paese che sostiene tutti i terrorismi, da Hamas a Hezbollah, da Houti dello Yemen e altro ancora - divenga una entità nucleare che sarebbe una minaccia per tutto i mondo arabo e Medio Orientale… Francesco Sisci, sinologo, analista politico, giornalista, scrittore discute nel video che segue dello scenario iraniano e dei suoi sviluppi con Giuseppe Rippa, direttore di <em>Quaderni Radicali</em> e <em>Agenzia Radicale</em>.</span></p>
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<p><span style="color: #000000;">-<span style="color: #0000ff;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=tNSWLlABqn4"><span style="color: #0000ff;"> Iran: Paesi del Golfo vogliono la fine della leadership ayatollah. Conversazione F. Sisci - G. Rippa </span></a></span><span style="font-size: x-small;">(<em>Agenzia Radicale Video</em>)</span></span></p>
</div>Separazione carriere dopo il referendum2026-03-29T19:46:21+02:002026-03-29T19:46:21+02:00http://www.agenziaradicale.com/index.php/diritti-e-liberta/7959-separazione-carriere-dopo-il-referendum<div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Passato il referendum, al netto delle polemiche e delle conseguenze sul piano politico che la risposta degli elettori ha determinato, ritengo che si debba ritornare a quella pacata fermezza con la quale abbiamo ormai da oltre un decennio trattato su <em>Quaderni Radicali </em>ed <em>Agenzia Radicale</em> il tema della separazione delle carriere. In realtà non abbiamo mai abbandonato il nostro metodo anche quando da una parte delle contrapposizioni politiche ci si allontanava dal merito a colpi di slogan e toni esasperati ed impropri. Non a caso, rilanciammo, nelle conversazioni, un mio articolo del 2009 che, dalle pagine di <em>Quaderni Radicali</em>, anticipava le potenzialità della riforma ed affrontava alcune delle obiezioni nel merito… <em>di Fabio Viglione</em></span></p>
</div><div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Passato il referendum, al netto delle polemiche e delle conseguenze sul piano politico che la risposta degli elettori ha determinato, ritengo che si debba ritornare a quella pacata fermezza con la quale abbiamo ormai da oltre un decennio trattato su <em>Quaderni Radicali </em>ed <em>Agenzia Radicale</em> il tema della separazione delle carriere. In realtà non abbiamo mai abbandonato il nostro metodo anche quando da una parte delle contrapposizioni politiche ci si allontanava dal merito a colpi di slogan e toni esasperati ed impropri. Non a caso, rilanciammo, nelle conversazioni, un mio articolo del 2009 che, dalle pagine di <em>Quaderni Radicali</em>, anticipava le potenzialità della riforma ed affrontava alcune delle obiezioni nel merito… <em>di Fabio Viglione</em></span></p>
</div>Lettera di dimissioni della dott. Carmen Ceccarelli dal Comitato Direttivo Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati2026-03-29T12:57:32+02:002026-03-29T12:57:32+02:00http://www.agenziaradicale.com/index.php/diritti-e-liberta/7958-lettera-di-dimissioni-della-dott-carmen-giuffrida-dal-comitato-direttivo-centrale-dell-associazione-nazionale-magistrat<div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">È diventata per me intollerabile la permanenza - dichiara la giudice <strong>Carmen Ceccarelli</strong>, che al Comitato direttivo centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati si dimette dal direttivo dell’Anm, - in una associazione che ha smarrito il senso della sua finalità rappresentativa di tutte le idealità che ispirano l’essere magistrato. Il danno di immagine prodotto da questa campagna referendaria - nella eterogenesi dei fini di questa riforma - è ormai irreversibile, e di esso pagheranno le spese le generazioni future di magistrati. Nessun cittadino si sentirà più garantito nelle aule di giustizia al cospetto di individui che amministrano la legge “in nome del popolo italiano” dopo aver assistito alle scene di giubilo di cui si sono resi protagonisti i magistrati stessi, con balli e cori da stadio… Finanche la viva voce del padre del nuovo codice di procedura penale è stata negletta in nome della difesa dell’unità delle carriere, che affonda, questa sì, le sue radici nell’ordinamento fascista prerepubblicano…</span></p>
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</div><div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">È diventata per me intollerabile la permanenza - dichiara la giudice <strong>Carmen Ceccarelli</strong>, che al Comitato direttivo centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati si dimette dal direttivo dell’Anm, - in una associazione che ha smarrito il senso della sua finalità rappresentativa di tutte le idealità che ispirano l’essere magistrato. Il danno di immagine prodotto da questa campagna referendaria - nella eterogenesi dei fini di questa riforma - è ormai irreversibile, e di esso pagheranno le spese le generazioni future di magistrati. Nessun cittadino si sentirà più garantito nelle aule di giustizia al cospetto di individui che amministrano la legge “in nome del popolo italiano” dopo aver assistito alle scene di giubilo di cui si sono resi protagonisti i magistrati stessi, con balli e cori da stadio… Finanche la viva voce del padre del nuovo codice di procedura penale è stata negletta in nome della difesa dell’unità delle carriere, che affonda, questa sì, le sue radici nell’ordinamento fascista prerepubblicano…</span></p>
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</div>Giustizia: sinistra e destra non hanno risolto la questione liberale. Conversazione con Giuseppe Rippa di Luigi O. Rintallo2026-03-27T01:04:18+01:002026-03-27T01:04:18+01:00http://www.agenziaradicale.com/index.php/politica/7956-giustizia-sinistra-e-destra-non-hanno-risolto-la-questione-liberale-conversazione-con-giuseppe-rippa-di-luigi-o-rintallo<div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Sul dopo voto per il referendum confermativo sulla riforna della Giustizia, Oreste Luigi Rintallo sollecita il direttore di <em>Quaderni Radicali</em> e <em>Agenzia Radicale</em> in una conversazione che muove sul doppio binario delle ragioni che hanno portato al successo del NO alla riforma ma anche sulle condizioni storico-politiche che hanno segnato la mancanza di riforme necessarie per l’Italia e in assenza della quali il paese sembra aver imboccato una china discendente dalla quale è sempre più complicato risalire… “<em>È </em><em> difficile vincere una battaglia liberale se non si è liberali </em>- proponeva Rintallo -<em>. Certamente siamo delusi dal risultato del voto, anche perché è stato preceduto da una campagna elettorale dove ha prevalso una propaganda violenta e aliena da un approccio minimamente razionale…</em>”. “… <em>Noi che abbiamo sempre immaginato la magistratura e continuiamo con fermezza a immaginarla ancora adesso come un pilastro dello Stato democratico </em>- ha sottolineato Rippa - , <em>ci allarmiamo quando il magistrato diventa attore politico di parte. In quel momento, la sua sacralità all'interno dello Stato di diritto in qualche misura viene ad essere lesa e manca di risolvere la questione della “innocenza” che la magistratura, con grave danno per lo Stato democratico, ha perso a causa di tutti gli elementi critici che l'hanno accompagnata nel passato, recente e meno recente…</em>”… Quelli che seguono sono la trascrizione di quella conversazione e il video della stessa per <em>Agenzia Radicale Video </em>…</span></p>
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<p><span style="color: #000000;">- <span style="color: #0000ff;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=AAr1do4O_9c"><span style="color: #0000ff;">Giustizia: sinistra e destra non hanno risolto la questione liberale. Conversazione Rippa-Rintallo </span></a></span><span style="font-size: x-small;">(<em>Agenzia Radicale Video</em>)</span></span></p>
</div><div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Sul dopo voto per il referendum confermativo sulla riforna della Giustizia, Oreste Luigi Rintallo sollecita il direttore di <em>Quaderni Radicali</em> e <em>Agenzia Radicale</em> in una conversazione che muove sul doppio binario delle ragioni che hanno portato al successo del NO alla riforma ma anche sulle condizioni storico-politiche che hanno segnato la mancanza di riforme necessarie per l’Italia e in assenza della quali il paese sembra aver imboccato una china discendente dalla quale è sempre più complicato risalire… “<em>È </em><em> difficile vincere una battaglia liberale se non si è liberali </em>- proponeva Rintallo -<em>. Certamente siamo delusi dal risultato del voto, anche perché è stato preceduto da una campagna elettorale dove ha prevalso una propaganda violenta e aliena da un approccio minimamente razionale…</em>”. “… <em>Noi che abbiamo sempre immaginato la magistratura e continuiamo con fermezza a immaginarla ancora adesso come un pilastro dello Stato democratico </em>- ha sottolineato Rippa - , <em>ci allarmiamo quando il magistrato diventa attore politico di parte. In quel momento, la sua sacralità all'interno dello Stato di diritto in qualche misura viene ad essere lesa e manca di risolvere la questione della “innocenza” che la magistratura, con grave danno per lo Stato democratico, ha perso a causa di tutti gli elementi critici che l'hanno accompagnata nel passato, recente e meno recente…</em>”… Quelli che seguono sono la trascrizione di quella conversazione e il video della stessa per <em>Agenzia Radicale Video </em>…</span></p>
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<p><span style="color: #000000;">- <span style="color: #0000ff;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=AAr1do4O_9c"><span style="color: #0000ff;">Giustizia: sinistra e destra non hanno risolto la questione liberale. Conversazione Rippa-Rintallo </span></a></span><span style="font-size: x-small;">(<em>Agenzia Radicale Video</em>)</span></span></p>
</div>Riflettendo su ‘I Peccatori’, di Ryan Coogler. Vincitore di 4 Oscar e altri premi2026-03-29T10:53:17+02:002026-03-29T10:53:17+02:00http://www.agenziaradicale.com/index.php/cultura-e-spettacoli/cinema/7957-riflettendo-su-i-peccatori-di-ryan-coogler-vincitore-di-4-oscar-e-altri-premiGiovanna D'Arbitriodarbitrio8@hotmail.com<div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Continua il successo di “<em>I Peccatori</em>” (Sinners), di Ryan Coogler, il film finora con più candidature ai premi Oscar (ben 16 categorie), nonché inserito dal National Board of Review nella lista dei migliori dieci film dell'anno. In effetti ha ottenuto 15 candidature e vinto 4 Premi Oscar, 7 candidature e vinto 2 Golden Globes, 13 candidature e vinto 3 BAFTA, 17 candidature e vinto 4 Critics Choice Award, 1 premio ai Writers Guild Awards, 5 candidature a The Actor Awards ed altri riconoscimenti… <em>di Giovanna D’Arbitrio</em></span></p>
</div><div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Continua il successo di “<em>I Peccatori</em>” (Sinners), di Ryan Coogler, il film finora con più candidature ai premi Oscar (ben 16 categorie), nonché inserito dal National Board of Review nella lista dei migliori dieci film dell'anno. In effetti ha ottenuto 15 candidature e vinto 4 Premi Oscar, 7 candidature e vinto 2 Golden Globes, 13 candidature e vinto 3 BAFTA, 17 candidature e vinto 4 Critics Choice Award, 1 premio ai Writers Guild Awards, 5 candidature a The Actor Awards ed altri riconoscimenti… <em>di Giovanna D’Arbitrio</em></span></p>
</div>Les Étoiles 2026: le stelle della danza internazionale a Roma per un messaggio universale di pace2026-03-24T16:55:50+01:002026-03-24T16:55:50+01:00http://www.agenziaradicale.com/index.php/cultura-e-spettacoli/teatro/7955-les-etoiles-2026-le-stelle-della-danza-internazionale-a-roma-per-un-messaggio-universale-di-pace<div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Divenuto in pochi anni uno dei più attesi eventi dedicati al mondo della danza, il 20 e 21 marzo scorsi all’<em>Auditorium Parco della Musica</em> Ennio Morricone «<em>Les Étoiles</em>» di Daniele Cipriani è tornato ad incantare il pubblico della capitale con la sua ventunesima edizione, emblematicamente definita «<em>Galà dell’amore</em>». Una scelta, questa, che rispecchia la presenza sul palco di ben quattro coppie legate anche nella vita, ma soprattutto una visione profondamente sentita della danza come strumento di incontro tra le diversità, siano esse culturali, storiche, globali o personali. Una risorsa inestimabile, che nel nostro tempo sofferente e sempre più pervaso da conflitti si propone come un simbolo di armonia, di superamento delle disuguaglianze, di intesa, di unione. In una parola, di pace…<em> di Regina Picozzi</em></span></p>
</div><div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Divenuto in pochi anni uno dei più attesi eventi dedicati al mondo della danza, il 20 e 21 marzo scorsi all’<em>Auditorium Parco della Musica</em> Ennio Morricone «<em>Les Étoiles</em>» di Daniele Cipriani è tornato ad incantare il pubblico della capitale con la sua ventunesima edizione, emblematicamente definita «<em>Galà dell’amore</em>». Una scelta, questa, che rispecchia la presenza sul palco di ben quattro coppie legate anche nella vita, ma soprattutto una visione profondamente sentita della danza come strumento di incontro tra le diversità, siano esse culturali, storiche, globali o personali. Una risorsa inestimabile, che nel nostro tempo sofferente e sempre più pervaso da conflitti si propone come un simbolo di armonia, di superamento delle disuguaglianze, di intesa, di unione. In una parola, di pace…<em> di Regina Picozzi</em></span></p>
</div>Paolo Cirino Pomicino, per ricordare. ‘Le trame dell’antipolitica’ conversazione con Giuseppe Rippa (2003)2026-03-23T01:34:51+01:002026-03-23T01:34:51+01:00http://www.agenziaradicale.com/index.php/politica/7953-paolo-cirino-pomicino-per-ricordare-le-trame-dell-antipolitica-conversazione-con-giuseppe-rippa-2003<div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Il 21 marzo è scomparso Paolo Cirino Pomicino a 86 anni. Negli anni ’80 esponente di spicco della corrente andreottiana nella DC, è stato ministro del Bilancio nella cosiddetta “prima Repubblica”. Sotto processo per quarantadue volte durante le inchieste di Mani pulite, subì due condanne per finanziamento illecito al suo partito. Uscito dalla politica attiva, dal 1993 in poi ha scritto vari saggi che hanno rivelato alcuni retroscena di quella delicata fase dell’Italia… Nel 2003, trascorso un decennio da quel drammatico tornante della nostra storia, che portò allo scardinamento del sistema politico italiano, il direttore di «<em>Quaderni Radicali</em>», Giuseppe Rippa, lo intervistò nel n. 83 della rivista… Riportiamo di seguito la conversazione…</span></p>
</div><div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Il 21 marzo è scomparso Paolo Cirino Pomicino a 86 anni. Negli anni ’80 esponente di spicco della corrente andreottiana nella DC, è stato ministro del Bilancio nella cosiddetta “prima Repubblica”. Sotto processo per quarantadue volte durante le inchieste di Mani pulite, subì due condanne per finanziamento illecito al suo partito. Uscito dalla politica attiva, dal 1993 in poi ha scritto vari saggi che hanno rivelato alcuni retroscena di quella delicata fase dell’Italia… Nel 2003, trascorso un decennio da quel drammatico tornante della nostra storia, che portò allo scardinamento del sistema politico italiano, il direttore di «<em>Quaderni Radicali</em>», Giuseppe Rippa, lo intervistò nel n. 83 della rivista… Riportiamo di seguito la conversazione…</span></p>
</div>Vaticano. La Corte ha stabilito che il Cardinale Becciu non si è appropriato neanche un centesimo2026-03-20T17:21:18+01:002026-03-20T17:21:18+01:00http://www.agenziaradicale.com/index.php/rubriche/rimandi/7951-vaticano-la-corte-ha-stabilito-che-il-cardinale-becciu-non-si-e-appropriato-neanche-un-centesimo<div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Il Caso Becciu. Agli avvocati Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, difensori del Cardinale, abbiamo chiesto un approfondimento del tema dopo il provvedimento della Corte d’Appello che, accogliendo le loro eccezioni preliminari, ha demolito la sentenza di primo grado… Alla fine è stata premiata la costanza e la determinazione del collegio di difesa del cardinale Angelo Becciu, che ha sempre creduto nella solidità delle questioni processuali proposte sin dal primo momento e poi, successivamente reiterate… <em>di Pino Nano</em> <span style="font-size: x-small;">(da Prima Notizia 24)</span></span></p>
</div><div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">Il Caso Becciu. Agli avvocati Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, difensori del Cardinale, abbiamo chiesto un approfondimento del tema dopo il provvedimento della Corte d’Appello che, accogliendo le loro eccezioni preliminari, ha demolito la sentenza di primo grado… Alla fine è stata premiata la costanza e la determinazione del collegio di difesa del cardinale Angelo Becciu, che ha sempre creduto nella solidità delle questioni processuali proposte sin dal primo momento e poi, successivamente reiterate… <em>di Pino Nano</em> <span style="font-size: x-small;">(da Prima Notizia 24)</span></span></p>
</div>A proposito della Biennale Arte di Venezia 2026 2026-03-13T11:01:11+01:002026-03-13T11:01:11+01:00http://www.agenziaradicale.com/index.php/rubriche/arte-e-dintorni/7945-a-proposito-della-biennale-arte-di-venezia-2026Giovanni Lauricellagiovannilauricella@agenziaradicale.com<div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">L’improvvisa scomparsa di Koyo Kouoh, che avrebbe dovuto curare la <em>Biennale di Venezia 2026</em>, ha dato il via a una vicenda singolare: la selezione di 111 artisti tra i quali non figura nemmeno un italiano e il Padiglione Italia viene assegnato “d'ufficio” a Chiara Camoni. Viene da chiedersi: la curatrice non ha fatto in tempo a includerli, o il problema è più profondo?… <em>di Giovanni Lauricella</em></span></p>
</div><div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">L’improvvisa scomparsa di Koyo Kouoh, che avrebbe dovuto curare la <em>Biennale di Venezia 2026</em>, ha dato il via a una vicenda singolare: la selezione di 111 artisti tra i quali non figura nemmeno un italiano e il Padiglione Italia viene assegnato “d'ufficio” a Chiara Camoni. Viene da chiedersi: la curatrice non ha fatto in tempo a includerli, o il problema è più profondo?… <em>di Giovanni Lauricella</em></span></p>
</div>Iran pericolo reale: c’è chi vuole che abbia il nucleare? Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa2026-03-23T19:17:05+01:002026-03-23T19:17:05+01:00http://www.agenziaradicale.com/index.php/esteri/7954-iran-c-e-chi-vuole-che-abbia-il-nucleare-conversazione-con-francesco-sisci-di-giuseppe-rippa<div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">L’attacco degli Stati Uniti e di Israele in Iran, al di là di perplessità legittime, non attenua una verità di fondo: il paese degli Āyatollāh è o no di fatto un pericolo reale non solo in Medio Oriente, il finanziatore e l’ispiratore di tutti i gruppi terroristici di quell’area e non solo (Hamas, Hezbollah, Huthi, Jihad islamica e altro), catalogati in varia misura come organizzazioni terroristiche dagli Stati Uniti e da Israele; che dal 2013 l’Unione europea ha inserito nella sua ala militare nel novero delle organizzazioni terroristiche; e dal 2016 è stata dichiarata terroristica anche dal Consiglio di cooperazione del Golfo… L’attacco ha indubbiamente devastato l’arsenale iraniano, anche se non pochi commentatori sembrano negarlo, ma un dato di fatto resta: qual è l'obiettivo degli Stati Uniti e qual è la narrazione dell'attuale guerra in Iran? Questa potrebbe essere la chiave della guerra in questa fase…</span></p>
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<p><span style="color: #000000;">- <span style="color: #0000ff;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=0Q0a4pNlv9U"><span style="color: #0000ff;">Iran pericolo reale. C’è chi vuole abbia il nucleare? Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa</span></a></span> <span style="font-size: x-small;">(<em>Agenzia Radicale Video</em>)</span></span></p>
</div><div class="feed-description"><p><span style="color: #000000;">L’attacco degli Stati Uniti e di Israele in Iran, al di là di perplessità legittime, non attenua una verità di fondo: il paese degli Āyatollāh è o no di fatto un pericolo reale non solo in Medio Oriente, il finanziatore e l’ispiratore di tutti i gruppi terroristici di quell’area e non solo (Hamas, Hezbollah, Huthi, Jihad islamica e altro), catalogati in varia misura come organizzazioni terroristiche dagli Stati Uniti e da Israele; che dal 2013 l’Unione europea ha inserito nella sua ala militare nel novero delle organizzazioni terroristiche; e dal 2016 è stata dichiarata terroristica anche dal Consiglio di cooperazione del Golfo… L’attacco ha indubbiamente devastato l’arsenale iraniano, anche se non pochi commentatori sembrano negarlo, ma un dato di fatto resta: qual è l'obiettivo degli Stati Uniti e qual è la narrazione dell'attuale guerra in Iran? Questa potrebbe essere la chiave della guerra in questa fase…</span></p>
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<p><span style="color: #000000;">- <span style="color: #0000ff;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=0Q0a4pNlv9U"><span style="color: #0000ff;">Iran pericolo reale. C’è chi vuole abbia il nucleare? Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa</span></a></span> <span style="font-size: x-small;">(<em>Agenzia Radicale Video</em>)</span></span></p>
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