La drammatica vicenda dell’aggressione russa in Ucraina, che da quasi quattro anni si trascina con centinaia di migliaia di morti, con Mosca che continua a negare che i suoi raid con missili e droni non colpiscono civili mentre i fatti rivelano il contrario, è in questi giorni ancorata più che mai al centro dei fatti mondiali con incontri, telefonate, dichiarazioni che rendono la terribile guerra sempre più inquietante.
E così mentre il premier ucraino Volodymyr Zelensky incontra a Mar-a-Lago il presidente americano Donald Trump, dopo in contatti con i leader europei Merz, Macron, Meloni, il britannico Starmer e con i vertici di Paesi Bassi, Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia,con la presidente dellaCommissione Europea Ursula von der Leyen, nel tentativo disperato di trovare una soluzione all’assurdo conflitto, la Russia - scrive il Corriere della Sera - accusa Kiev di un presunto attacco con droni a lunga gittata contro la residenza di Vladimir Putin, nella regione di Novgorod, «la residenza dorata».
Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha raccontato che nella notte tra il 28 e il 29 dicembre 91 droni ucraini sono stati lanciati contro la dacia presidenziale e sono stati intercettati dalle difese russe. Volodymyr Zelensky ha subito smentito l’accusa e ha avvertito che Putin la userà per proseguire la guerra - facendo saltare i già fragili negoziati - e per attaccare Kiev e i suoi edifici governativi.
“… Il Cremlino e il ministero della difesa - riporta sempre il Corsera - diffondono spesso informazioni non verificate quando si tratta del fronte ucraino…”. Dunque non si può escludere che abbia mentito anche questa volta. Per gli esperti la versione di Mosca non è credibile.
Nel caotico susseguirsi delle notizie, di presunti accordi che potrebbero verificarsi, tra cessioni territoriali del Donbass, garanzie di sicurezza per l’Ucraina, notizie su stress economico russo, il dramma dell’aggressione resta, con gli effetti catastrofici e inaccettabili umanamente.
In un suo articolo su Appia Institute, il centro studi che ha fondato e dirige, Francesco Sisci, sinologo, analista politico, giornalista scrive: “… Qualcuno in America potrebbe voler salvare la Russia da se stessa, e giustamente. Ma l'accordo attuale non fa che peggiorare la situazione… Ci sono pochi modi per dirlo: il presidente russo Vladimir Putin non ha vinto sul campo di battaglia. Non ha conquistato l'Ucraina, non ne ha rovesciato i leader né ha conquistato tutto il Donbass, come aveva promesso…”.
La NATO si è rafforzata, i paesi europei si stanno riarmando e l'Ucraina ora ha l'esercito più grande d'Europa e una forte identità nazionale che le mancava quattro anni fa. La Russia ha subito da 1 a 1,5 milioni di vittime, con il 40% della sua economia destinata alle spese belliche.
“… Ora, forse Putin tenta di ottenere un accordo - aggiunge Sisci - che può definire una vittoria, ma ci potrebbe riuscirci solo grazie all'America, che, contrariamente alle narrazioni filo-russe, sta ora cercando di aiutare Mosca piuttosto che l'Ucraina. È una vittoria che l'amministrazione americana potrebbe concedere alla Russia per motivi personali… Ma la Russia troverà difficile convincere il suo popolo e il mondo che una vera vittoria è avvenuta. Può raccontare qualsiasi favola voglia, ma i fatti sono chiari: … la Russia si è indebolita persino rispetto ai suoi alleati cinesi e nordcoreani. Il Paese ha subito enormi difficoltà…”.
Di tutto questo questo ha parlato il direttore di Agenzia Radicale e Quaderni Radicali Giuseppe Rippa con Diego Sabatinelli nella trasmissione autogestita del Partito Radicale su Radio Radicale.
- Ucraina, difficile pace con l’aggressore Putin. Conversazione con Geppi Rippa di Diego Sabatinelli (Agenzia Radicale Video)