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13/12/19 ore

ESTERI

Il 17 settembre Israele torna al voto dopo pochi mesi

Il 17 settembre Israele torna al voto dopo pochi mesi. La mancanza di una maggioranza, dopo il voto dello scorso aprile, è conseguenza di una situazione di stallo nel Parlamento unicamerale, la Knesset, - che ne ha poi portato allo scioglimento – tra il Likud, il partito di centrodestra del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il principale partito avversario – il centrista “il Blu e il Bianco”, dell’ex capo di stato maggiore Benny Gantz. Le divergenze fra i partiti che rappresentano la comunità ultra-ortodossa e Israel Beytenu, il partito nazionalista dell’ex ministro alla Difesa Avigdor Lieberman, non ha consentito il formarsi di una maggioranza con il Likud. 35 eletti contro 35 dell’opposizione rendevano necessaria una alleanza che Netanyahu non ha trovato. Agenzia Radicale ne parla con il prof.Andrea Lattes docente al Yaad Academic College di Tel Aviv e già docente al Bar Ilan University.

 

- Israele torna al voto dopo pochi mesi (Agenza Radicale Video)

Israele, elezioni politiche. Analisi del voto, conversazione con Anna Mahjar-Barducci da Gerusalemme

Il voto per le lezioni politiche del 2019 in Israele ha visto per la quinta volta il successo di Benjamin Netanyahu. L'ex capo di Stato maggiore Binyamin Gantz che ha guidato un nuovo schieramento laico e centrista, l'Alleanza Blu e Bianco (i colori della bandiera israeliana), che pure era sta dato negli ultimi sondaggi in vantaggio, ha ottenuto un numero di seggi pari a quelli di Netanyahu (35) ma va all’opposizione considerando che i partiti religiosi saranno alleati del vincitore e che quindi avranno un peso molto significativo nella direzione di una pesante ipoteca confessionale sul nuovo governo. 

 

- Israele, elezioni politiche. Analisi del voto, conversazione con Anna Mahjar-Barducci da Gerusalemme (Agenzia Radicale Video)

Xiàng. Il Ce.S.I: una nuova direzione nelle relazioni tra Italia e Cina

Agenzia Radicale è intervenuta a più riprese sulla questione del memorandum La Via della Seta. Il Ce.S.I. (Centro Studi Internazionali), preseduto da Andrea Margelletti, partendo dalla discussione sullo stato dell’arte delle relazioni bilaterali tra Italia e Cina, alla luce degli sviluppi avuti nel corso dell’ultimo anno, in una conferenza stampa lo scorso 9 aprile ha presentato un progetto con cui intende approfondire le criticità che ancora vengono riscontrate dagli stakeholder e il possibile ruolo che una maggior conoscenza del sistema Cina potrebbe giocare per rafforzare le opportunità bilaterali.

 

Xiàng, quale direzione nelle relazioni tra Italia e Cina (Agenzia Radicale Video)

- Maledetta Politica. Sulla via della seta l'attacco alla libertà (Agenzia Radicale Video)

Per una Rinascita europea. La lettera di Macron

Quella che segue è la lettera del Presidente Macron agli europei (4 marzo 2019) scritta dal capo di una Repubblica presidenziale (o meglio semi-presidenziale) come quella francese, ma non avrebbe ai potuto essere scritta dal Presidente di una Repubblica parlamentare come quella Italiana. La costituzione francese della Quinta Repubblica conferisce al Presidente ampi poteri esecutivi, anche se non la piena direzione dell’esecutivo come quella americana, mentre nella costituzione del nostro paese il Presidente della Repubblica è un’autorità soprattutto di garanzia... [S.P.]

L’Europa e l’antisemitismo

Il caso del filosofo Alain Finkielkraut è rimbalzato alla cronaca più in riferimento alla vicenda dei gilet gialli che per le offese che l’intellettuale aveva ricevuto dai manifestanti con i giubbotti gialli e sulle quali la procura di Parigi aveva annunciato di aver aperto un'inchiesta sulle offese antisemite sotto il titolo di “offesa pubblica per origine, etnia, nazione, razza o religione”… 

 

- L’Europa e l’antisemitismo. Intervista al prof. Andrea Lattes (Agenzia Radicale Video)

Membro dell'opposizione Venezuelana: La dittatura di Maduro è gestita dall'Intelligence Cubana

Riportiamo qui seguito la traduzione in italiano delle parti più rilevanti di un'intervista a un membro attivo del movimento di opposizione venezuelano, Soldados de Franela, mandata in onda dall'edizione in spagnolo del canale israeliano I24. Si ricorda che lo scorso Agosto 2018, i Soldados de Franela hanno rivendicato l'attentato fallito contro il dittattore venezuelano Nicolas Maduro. Per ragioni di sicurezza, l'attivista venezuelano si presenta sotto lo pseudonimo di Capi. Nell'intervista, Capi spiega come l'intelligence cubana stia guidando la dittatura di Maduro e racconta di come il Venezuela sia diventato la culla del terrorismo internazionale. di Anna Mahjar-Barducci

Baviera: perché i verdi

Credo di dovermi scusare con i lettori di “A.R.” se per  la terza volta torno a parlare delle elezioni in Baviera, che in fondo è solo una regione della Germania, quando nel nostro paese abbiamo problemi grossi con un governo che vorrebbe tanto essere spendereccio (una tentazione che sicuramente alberga in ogni governante, almeno nel fondo dell’anima…), ma poi non è affatto sicuro che ci riesca o almeno in tanti lo sperano, per evitare grossi guai. di Silvio Pergameno

 

- Monaco … Chemnitz … elezioni in Baviera

Monaco…. Chemnitz… elezioni in Baviera

Le elezioni di ieri 14 ottobre hanno confermato le previsioni, sia pur con qualche precisazione nei numeri. La CSU (data al 30/ 33% ha ottenuto il 37, 3), i Verdi hanno sfiorato il 18 (17,8 per la precisione) i Liberali hanno superato la soglia di sbarramento (proprio con il minimo indispensabile: 5,1%), i Liberi elettori (frazione dissidente delle CSU, sembra più che altro a causa di liti interne) sono arrivati all’11,7 mentre la famosa AfD (data tra l’11 e il 12 per cento) si è fermata al 10,7. di Silvio Pergameno

Baviera alle urne

Domenica prossima hanno luogo le elezioni nel Land della Baviera, il secondo Land della Germania per popolazione (annovera quasi 13 milioni cittadini) e presenta oggi dati interessanti sotto il profilo degli schieramenti delle forze politiche in campo, offrendo spunto a considerazioni che vanno al di là della regione interessata e sotto qualche profilo forse anche oltre le Alpi e il Reno. di Silvio Pergameno

Orban, sarà un lavoro per Conte...

Sulle prime la decisione si presta all'enfasi giornalistica delle migliori occasioni: il Parlamento europeo vota contro l'Ungheria di Orban per le violazioni alle regole democratiche e lo stato di diritto. Salvo poi scoprire un attimo dopo che il sì alla mozione per l'avvio delle procedure per l'applicazione dell'articolo 7 del trattato di Lisbona rimarrà con molte probabilità solo agli atti, senza portare a reali sanzioni, la più grave delle quali è la negazione del diritto di voto.

Un piano Marshall per l'Africa? Non ci sono le condizioni

Leader italiani ed europei cominciano a dire che serve un Piano Marshall per l'Africa, per frenare l'emergenza migranti. Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi ha sostenuto a più riprese la necessità di un grande Piano Marshall per l’Africa, per evitare che l’Europa venga "invasa dai sei miliardi di persone che vivono nella miseria" (Ilgiornale.it, 14-12-2017). Intervenendo a Bruxelles agli European Development Days, inoltre, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha detto: "Serve un nuovo piano Marshall. Non è solo nell'interesse dell'Africa, è anche nel nostro interesse" (Ansa.it, 5 Giugno, 2018). di Anna Mahjar-Barducci