19/04/21 ore

ESTERI

120 anni dopo il Trattato di Xinchou, la Cina è passata da "umiliazione" a “fiducia”. Articolo su Zihihu.com

Lo scorso 18 marzo, si è tenuto in Alaska il primo meeting Stati Uniti-Cina dell'era Biden. L'incontro ha sottolineato ancora di più l'incapacità dell’Occidente di capire la Cina. Quest’anno, il 2021, corrisponde all'anno cinese Xinchou. In Cina, l'anno Xinchou è ricordato per essere l'anno dell'umiliazione della Cina da parte dell'Occidente. Nel 1901 (anno Xinchou), la dinastia Qing firma infatti il protocollo dei Boxer, voluto dall'Alleanza delle otto nazioni. ll protocollo dei Boxer è considerato un trattato ineguale, che ha trasformato la Cina in un territorio semi-coloniale…

L’Africa viene venduta all’asta in Cina?

Mentre si svolge quella che può essere definita "la corsa ai mercati africani", sarebbe essenziale solo ricordare a noi stessi che la storica sottomissione dell'Africa al dominio politico straniero e alla sottomissione economica è una conseguenza dell'indiscrezione e della miopia dei nostri leader nel barattare l'Africa sul altare dei cosiddetti aiuti esteri e relazioni bilaterali. Ed è piuttosto triste che questa sia stata una narrativa prevalente nella maggior parte delle nazioni africane, anche se iniziamo a sperimentare quello che può essere chiamato il "gioco di potere cinese" in Africa. di Nathaniel Luz (da African Liberty)

Per la Cina i diritti umani non possono essere universali

Il 13 ottobre 2020, Cina e Russia sono state rielette al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite per il mandato 2021-2023. Contrariamente alla Russia, che non ha rilasciato dichiarazioni trionfali, la Cina si è affrettata a congratularsi con se stessa per la sua rielezione al Consiglio... di Anna Mahjar-Barducci

Il veterano diplomatico cinese Yuan Nansheng: la diplomazia del "guerriero del lupo" non darà alla Cina la vittoria sugli Stati Uniti (… e l’Occidente)

Nel settembre 2020, il veterano diplomatico cinese Yuan Nansheng (袁南生) ha pubblicato un saggio, che ha suscitato un'ondata di reazioni, intitolato "I miei pensieri sulle relazioni sino-americane dopo la pandemia del Coronavirus", analizzando il passato, il presente e il futuro delle relazioni Sino-Usa… Nel suo articolo, Yuan sottolinea che Pechino dovrebbe smettere di seguire una diplomazia aggressiva, poiché è nell'interesse di Pechino stabilizzare le relazioni con Washington. Yuan afferma inoltre che la Cina deve avere una chiara comprensione delle relazioni sino-americane, perché è fondamentale mantenere la sicurezza della Cina e un buon ambiente per lo sviluppo, al fine di raggiungere l'obiettivo dei "Due Centennali", una parte importante del programma del Partito Comunista Cinese (PCC) da soddisfare entro il 2021 e il 2049… di Anna Mahjar-Barducci e Sasha Gong (da Memri)

Cina, Russia e creazione di un ordine mondiale multipolare: l’antiliberale prospettiva russa di Alexander Dugin

Nell'ultimo decennio, il principale filo conduttore della politica cinese e russa è stata la creazione di un ordine mondiale multipolare. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, durante il suo incontro dell'11 settembre 2020 con il suo omologo russo Sergey Lavrov a Mosca, ha sottolineato ancora una volta che la multipolarizzazione del mondo è una tendenza inevitabile nello sviluppo della società umana. [1] Pochi giorni dopo, Lavrov ha dichiarato che l'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO) ha avviato una serie di iniziative importanti per la creazione di un nuovo mondo multipolare… di Anna Mahjar-Barducci (da Memri)

 

Russia e Cina reclutano la storia della Seconda Guerra Mondiale per rafforzare la loro rivendicazione di vantaggio morale sugli Stati Uniti e per promuovere il multilateralismo di A.M.B.

Russia e Cina reclutano la storia della Seconda Guerra Mondiale per rafforzare la loro rivendicazione di vantaggio morale sugli Stati Uniti e per promuovere il multilateralismo

La seconda guerra mondiale gioca un ruolo importante nell'etica nazionale della Russia e della Cina. Per questo motivo, entrambi i paesi stanno reclutando la storia della guerra per ottenere da soli una posizione morale e un vantaggio nella politica mondiale sull'Occidente e, più specificamente, sugli Stati Uniti.L'anno 2020 ha segnato il 75 ° anniversario della vittoria sulla Germania nazista. Quest'anno, la Russia ha pianificato di ricordare al mondo, nella parata del giorno della vittoria di Mosca il 9 maggio, che l'Unione Sovietica aveva svolto un ruolo decisivo nella "Grande Guerra Patriottica", con l'obiettivo di sfidare il significato del contributo dell'Occidente alla sconfitta della Germania nazista. I piani di Mosca sono stati, tuttavia, interrotti dalla pandemia di coronavirus… di Anna Mahjar-Barducci (da Memri)

The UAE Crown Prince Merits the Nobel Peace Prize for the Courage Of His Choices

On August 13, the United Arab Emirates and Israel announced the normalization of relations between the two countries. This date has changed the history of the Middle East forever and has launched the war- tormented region, on a path of hope, peace, openness, development, and economic opportunities. by Anna Mahjar-Barducci

Le scelte del Leader degli Emirati Arabi da premio Nobel per la Pace

Il 13 Agosto, gli Emirati Arabi e Israele hanno annunciato la normalizzazione delle relazioni fra i due paesi. Questa data cambia la storia del Medio Oriente e avvia la regione, martoriata dalle guerre, verso un percorso di pace, di apertura e di opportunità economiche e di sviluppo. di Anna Mahjar-Barducci

 

The UAE Crown Prince Merits the Nobel Peace Prize for the Courage Of His Choices by Anna Mahjar-Barducci

 

Aiutiamoli a casa loro? Lo stiamo già facendo, ma male

Il lavoro di Anna Mahjar-Barducci che segue, realizzato negli scorsi mesi prima dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di Coronavirus, riassume con il contributo di analisti, giornalisti e di intellettuali liberali africani, una tesi che è necessario venga conosciuta nonostante largamente ignorata da nostro sistema informativo e non solo.

Gli aiuti internazionali hanno fallito. Le migliaia di persone provenienti dall'Africa, che rischiano la vita ogni giorno per arrivare in Europa, ne sono una prova. La mancanza di libertà obbliga le persone a emigrare in cerca di speranza, libertà, dignità e lavoro. Se nel loro paese avessero avuto veramente un regime democratico, sarebbero in gran parte rimasti nelle loro terre, con i loro familiari. Pertanto, fino a quando il continente africano non troverà la via per la democratizzazione e per lo sviluppo economico, la crisi dei migranti continuerà… di Anna Mahjar-Barducci

Il 17 settembre Israele torna al voto dopo pochi mesi

Il 17 settembre Israele torna al voto dopo pochi mesi. La mancanza di una maggioranza, dopo il voto dello scorso aprile, è conseguenza di una situazione di stallo nel Parlamento unicamerale, la Knesset, - che ne ha poi portato allo scioglimento – tra il Likud, il partito di centrodestra del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il principale partito avversario – il centrista “il Blu e il Bianco”, dell’ex capo di stato maggiore Benny Gantz. Le divergenze fra i partiti che rappresentano la comunità ultra-ortodossa e Israel Beytenu, il partito nazionalista dell’ex ministro alla Difesa Avigdor Lieberman, non ha consentito il formarsi di una maggioranza con il Likud. 35 eletti contro 35 dell’opposizione rendevano necessaria una alleanza che Netanyahu non ha trovato. Agenzia Radicale ne parla con il prof.Andrea Lattes docente al Yaad Academic College di Tel Aviv e già docente al Bar Ilan University.

 

- Israele torna al voto dopo pochi mesi (Agenza Radicale Video)

Israele, elezioni politiche. Analisi del voto, conversazione con Anna Mahjar-Barducci da Gerusalemme

Il voto per le lezioni politiche del 2019 in Israele ha visto per la quinta volta il successo di Benjamin Netanyahu. L'ex capo di Stato maggiore Binyamin Gantz che ha guidato un nuovo schieramento laico e centrista, l'Alleanza Blu e Bianco (i colori della bandiera israeliana), che pure era sta dato negli ultimi sondaggi in vantaggio, ha ottenuto un numero di seggi pari a quelli di Netanyahu (35) ma va all’opposizione considerando che i partiti religiosi saranno alleati del vincitore e che quindi avranno un peso molto significativo nella direzione di una pesante ipoteca confessionale sul nuovo governo. 

 

- Israele, elezioni politiche. Analisi del voto, conversazione con Anna Mahjar-Barducci da Gerusalemme (Agenzia Radicale Video)