17/08/17 ore

EDITORIALI E COMMENTI

La rinascita la faranno le imprese in Italia e in Europa. Conversazione con Vincenzo Boccia

L’appuntamento è qualche giorno prima del ferragosto al suo stabilimento “Arti Grafiche Boccia” in un pomeriggio assolato. “Dopo un anno intenso a viale dell’Astronomia e in attesa della ripresa a fine agosto dell’impegno istituzionale, approfitto delle ferie per tornare un po’ a casa, qui in fabbrica.

Si tratta di un periodo breve e molto importante per programmare il piano aziendale per il prossimo autunno-inverno. È una dimensione che mi appartiene, che mi resta dentro in modo totale e necessario, una sorta di vizio dell’imprenditore, senza visione ci si perde. I due piani sono contigui, ma il ruolo che mi trovo a ricoprire rende necessario il calarmi con dinamiche diverse tra i due impegni”. di Giuseppe Rippa

Saint Nazaire: partenza sbagliata, ma obbiettivo necessario

Lo scorso aprile la Fincantieri – società del Ministero dell’economia, colosso delle costruzioni navali presente in tutto il modo e in tutti i rami del settore – concluse un accordo con la Francia per l’acquisto della maggioranza (51%) della STX, proprietaria e gestore dei cantieri navali di Saint Nazaire – i più importanti della Francia -. Ma circa tre mesi dopo il governo francese ha deliberato la nazionalizzazione dei cantieri, formulando all’Italia la proposta di dividere la proprietà in misura pari tra Francia e Italia (la quota del Ministero dell’Economia di Parigi sarebbe del 36,5% e il resto andrebbe diviso tra società private), mentre la gestione sarebbe interamente affidata a Fincantieri. Finalità complessiva: creare un colosso europeo in grado affrontare il futuro, potendo competere da una posizione di forza con coreani e cinesi, già oggi più che ben piazzati. di Silvio Pergameno

Macron … Napoléon

Emmanuel Macron comincia a incontrare le prime difficoltà nel dar vita al percorso presidenziale delineato già lo scorso anno con il lancio del nuovo movimento “En marche”, con il libro Révolution e nel corso della campagna elettorale che lo ha portato a una decisa vittoria nelle presidenziali e nelle legislative della scorsa primavera sull’intero schieramento degli avversari, il retrivo Front National di Marine Le Pen, i socialisti, i Républicains eredi del partito gollista, la nuova sinistra di Jean Luc Mélenchon, i comunisti già da tempo ridotti a  percentuali modeste di rappresentanza. di Silvio Pergameno

Chi ha sabotato la stato di diritto? Risposta a Galli della Loggia

A leggere l’ultimo editoriale di Ernesto Galli della Loggia sul «Corriere della Sera», viene da chiedersi se l’immagine del suicidio della politica che lo chiude  sia quella più calzante o se, piuttosto, non si debba parlare di un omicidio. Lo stesso evocato nel titolo del libro intervista del direttore di «QR» Giuseppe Rippa (Hanno ammazzato la politica) uscito 25 anni fa. di Luigi O. Rintallo

Stefano Rodotà e il mondo radicale

Agenzia Radicale e Quaderni Radicali vogliono dedicare qualche pagina a Stefano Rodotà non per assolvere a un dovere di cronaca che ovviamente non rientra nei compiti e nei doveri di strumenti militanti come questi nostri, ma perché l’illustre giurista aveva scritto sul “Mondo” e aveva aderito in gioventù al Partito radicale al tempo dei fondatori, uscendone al momento della crisi del 1962, quando i fondatori persero la fiducia nel movimento politico cui avevano dato vita e l’eredità della “sinistra liberale” - fuoriuscita dal Partito liberale nel 1955 e che del nuovo partito era stata il nucleo centrale – fu raccolta dai giovani che con Marco Pannella avevano animato la “sinistra radicale”. di Silvio Pergameno

Per una “rivincita democratica”

“Se […] i cosiddetti “democratici” […] non riaffrontano in chiave critica le loro contraddizioni interne e sciolgono i nodi di quella “questione liberale” […] la crisi difficilmente troverà una soluzione diversa dalla fine di questa democrazia e dalla probabilità di un’involuzione politica di dimensioni spaventose.”; così chiudevo il contributo al numero 109 di Quaderni Radicali intitolato “Un domani al Partito Democratico”. Oggi, a distanza di quasi quattro anni, al di là di qualsiasi accelerazione più o meno improbabile della fine della legislatura, troviamo un quadro politico i cui attori sono tutti profondamente cambiati, compreso, nello specifico, il PD. di Roberto Granese