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17/10/19 ore

ECONOMIA

Manovra economica, l'ottuso coraggio di non cambiare

E' iniziata la stagione dei discorsi, dei dibattiti e delle inutili polemiche intorno alla manovra economica e finanziaria. Salvo una clamorosa eccezione alla regola, si terminerà a cavallo tra Natale e Capodanno, con l'approvazione del provvidenziale maxi emendamento che stravolgerà i connotati della legge di bilancio, trasformando in puro esercizio di stile tutto quanto fatto e detto in autunno. di Antonio Marulo

Amici della Terra: l’approccio emergenzialista al cambiamento climatico fa rischiare la sicurezza del sistema elettrico

Fra gli interventi possibili, il nostro paese ha privilegiato finora e sta continuando a favorire una crescita delle rinnovabili elettriche intermittenti a qualsiasi costo. Oltre che poco efficace, questa scelta si rivela anche molto costosa: il costo degli incentivi già assegnati, per circa 220 miliardi di euro in circa 20 anni, pesa sulle bollette di famiglie e imprese e ad esso si aggiungeranno altri miliardi per conseguire gli obiettivi al 2030 concordati in Europa. È una scelta poco rispettosa di altri parametri ambientali, ugualmente importanti in un’ottica di sviluppo sostenibile come il consumo di suolo e il danno al paesaggio, gli Amici della Terra lo hanno sempre denunciato.

Manovra a rischio: il bivio elettorale

Quanto rischia davvero l'Italia con la politica economica del governo 5 Stelle-Lega? Al netto della propaganda, i numeri sono eloquenti. L'ultimo dato allarmante riguarda il rallentamento non previsto della crescita per il 2018, che rende ancora meno credibili i conti aggiornati all'ultima nota al Def. Pier Carlo Padoan, conoscendo le carte di un bilancio che ha maneggiato fino all'altro ieri, si è detto a più riprese molto preoccupato. E non è il solo. Il suo parere, c'è da dire, non è tra i più popolari di questi tempi, ma va comunque tenuto in conto, perché proviene da persona che per l'esperienza recente è tra le poche che può parlare con cognizione di causa....

 

Manovra a rischio: il bivio elettorale (Agenzia Radicale Video)

Manovra del popolo, “abolire la povertà” e ridurre tutti in miseria

“Buona notte a tutti. Domani ci sveglieremo in una nuova Italia!”. Con l'enfasi delle migliori occasioni, Luigi Di Maio salutava ieri il mondo social per la vittoria contro i burocrati del ministero dell'Economia che ha dato il via libera alla “manovra del popolo”. Dopodiché questa mattina la “nuova Italia” si è svegliata intanto con un buongiorno niente male dai mercati: spread a 280, Borsa valori a picco, tassi di interesse sopra il 3%.

Luigi Di Maio, ministro del sotto-sviluppo economico

Il confronto televisivo Di Maio-Boccia, da Enrico Mentana su La7, ha fatto emergere la distanza non piccola che separa oggi il Governo da Confindustria sulle prime mosse economiche volute o annunciate dal ministro del Lavoro. Dal punto di vista grillino ciò potrebbe essere interpretato come un ottimo segnale che si sta andando nella direzione giusta: contro l'establishment, i poteri forti, la casta e bla bla bla. Se si osservano le cose con meno faziosità, provando a capire dove portano certe scelte, si ha invece la conferma di quanto l'approccio grillino, improntanto perlopiù al sottosviluppo, possa diventare controproducente al di là delle buone intenzioni. di Antonio Marulo

Cottarelli, perché debito e deficit non creano ricchezza

Nei giorni precedenti l'incarico, Carlo Cottarelli è stato visto ovunque spiegare le ragioni per cui bisognava seriamente preoccuparsi delle intenzioni di Lega e M5S, messe nero su bianco nel cosiddetto "contratto di governo". Agenzia Radicale ha raccolto e selezionato alcuni passaggi di un intervento - tenuto al Convegno della fondazione Einaudi a Roma, dal titolo Debito e deficit non generano ricchezza, nel quale “Mr spending review” si sofferma sul perché si rischierebbe un deriva “argentina”, qualora si seguissero le strade tracciate dalle “teste pensanti” grillo-leghiste sotto l'egida di Paolo Savona, a proposito della politica fiscale in deficit - stante l'enorme debito pubblico - e delle temerarie ipotesi di uscite dall'euro.

Ntv, il made in Italo

Al di là delle diatribe sull'italianità, sui gioielli di famiglia (ma non è questo esattamente il caso) che passano in mani straniere, sui nostri capitalisti per finta (è questo il caso) che alla prima occasione se la danno a gambe levate col bottino, un fatto deve far riflettere in positivo...

Pubblico impiego, dai 500mila pensionamenti un'occasione straordinaria per perseverare

Se ne parla da un paio di giorni: “nei prossimi 4 anni abbiamo quasi 500 mila persone che nel sistema pubblico andranno in pensione”. Il sottosegretario al ministero della Semplificazione e Pubblica amministrazione, Angelo Rughetti, intervenendo alla festa dell'Unità a Roma, l'ha considerata “un'occasione straordinaria”. Per far cosa, però, dipende dai punti di vista... di Antonio Marulo

Atac: mors “sua”, vita mea

Tutto è bene quel che finisce bene, dunque. Per l'azienda di trasporto pubblico di Roma “finalmente, inizia una nuova vita”. Ad annunciarlo, con l'enfasi delle migliori occasioni, Virginia Raggi. L'Obiettivo è “chiaro: migliorare le linee, rinnovare la flotta degli autobus, la metropolitana; ridurre i tempi d'attesa; dare ai cittadini i servizi che meritano; tutelare i dipendenti onesti". Tutto questo evitando che l'Atac finisca “nelle mani dei privati che puntano esclusivamente a fare cassa sulle spalle dei romani e dei dipendenti”.

“Assunzione giovani”, di bonus in peggio

Se è vero che nel lungo periodo siamo tutti morti, come diceva Keynes, nel breve periodo tuttavia rischiamo di affogare comunque nel mare magnum di bonus, incentivi e sgravi fiscali. Dalla somma di quanto speso negli anni per questo genere di sterili interventi a sostegno dell'economia italiana verrebbe infatti fuori un bel gruzzoletto, che sarebbe stato più saggio destinare a una riforma strutturale del sistema fiscale valevole per tutti. di Antonio Marulo

La fuga dalla Brexit

Checché ne dicano gli anti-europeisti convinti, anche nostrani, sui presunti vantaggi britannici all’indomani della Brexit, stare con un piede dentro e uno fuori dall’Unione Europea ai sudditi della Regina Elisabetta conveniva, eccome.

Alitalia, il bidone per il miglior sofferente

Circa una settimana fa ci si chiedeva se alla fine avrebbe pagato ancora una volta Pantalone. Per ora sì, con i 600 milioni messi sul tappeto dal governo. Lo hanno chiamato prestito ponte. Un ponte per chissà dove, che intanto consentirà – ci dicono - di prendere quel tempo necessario alla terna di commissari appena nominati per trovare una soluzione.

Il ricatto Alitalia …na

Alla fine pagherà – come sempre - Pantalone? A dare credito alle parole del ministro dei trasporti Graziano Delrio, se “qualcuno si è convinto che ci sarebbe stato l'ennesimo salvataggio pubblico”, si è sbagliato di grosso, perché “indietro non possiamo tornare”. Ma...

L’Equi-sanatoria di Matteo Renzi

Una legge elettorale anima il dibattito politico in queste ore. Ma non è l’Italicum, è la cosiddetta manovra finanziaria 2016/2017, annunciata all’ingrosso e senza dettagli da Matteo Renzi, che mai come questa volta potrebbe aver operato in funzione dell’appuntamento referendario di dicembre; il che, in linea di principio non dovrebbe meravigliare, visto il rischio che corre il premier di non mangiare quest’anno il panettone a Palazzo Chigi. di Antonio Marulo

Referendum Ticino: gli svizzeri fanno gli svizzeri contro l’invasione “lumbard”

Si è sempre “terroni” di qualcuno. Lo sanno anche gli abitanti del profondo Nord d’Italia al confine con la Svizzera. Lo sanno perché da sempre, quotidianamente, sono costretti a sopportare la malcelata spocchia dei ticinesi (a loro volta terroni dei cantoni svizzeri franco-tedeschi); lo sanno, a maggior ragione, dopo l’esito del referendum col quale si è chiesto di dare una frenata alla spola transfrontaliera dei circa 60mila lavoratori italiani. di Antonio Marulo