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22/11/17 ore

ECONOMIA

Fiat, la lezione poco calzante di Mr Tod's

“Vergognatevi” scrisse Diego Della Valle sui principali quotidiani italiani rivolgendosi ai politici italiani, prima che si costituisse il governo Monti. La stessa espressione è stata riutilizzata dal patron di Tod’s nei confronti di Fiat e del suo Ad Sergio Marchionne, dopo l’annuncio fatto dall’azienda sul possibile dietrofront rispetto agli impegni presi con il piano Fabbrica Italia.

Fiat, travolti da un prevedibile destino

La Panda non è un’automobile in via d’estinzione. Anzi, è l’unica Fiat prodotta in Italia che gode di discreta salute. Gli altri modelli, un po’ ammuffiti, pagano la dura legge del mercato e della crisi. Per questo l’ad del Lingotto Sergio Marchionne ha rivisto i suoi programmi d’investimento: il progetto Fabbrica Italia, datato 2010, è stato superato dagli eventi. In soldoni, la multinazionale, sempre meno italiana, non ha più tanta voglia di bruciare denari nel Belpaese.

Imu, la Chiesa "esente giustificata"

Fatta la legge, trovato l’intoppo (non si sa quanto giustificato e giustificabile). È il caso dell’Imu dovuto dalla Chiesa, secondo quanto predisposto dal decreto Cresci Italia. In merito, 'MilanoFinanza' ha svelato che potrebbe non giungere un soldo dagli enti ecclesiastici per le attività ritenute profit. Questo perché manca ancora il decreto attuativo della legge previsto per lo scorso maggio.

Non restare fermi all'Età del "Carbosulcis"

L’occupazione della miniera di carbone di Nuraxi Figus nel Sulcis, in Sardegna, sta conquistando grande attenzione sia dei media che della politica locale e nazionale. Circa un centinaio di minatori, dei 463 totali, protesta a 370 metri di profondità per convincere il Governo a sbloccare il progetto di rilancio della galleria destinato a riconvertire l’ultima miniera di carbone rimasta in Italia in una centrale che produca energia elettrica attraverso lo stoccaggio di anidride carbonica nel sottosuolo.

Aziende decotte comprate dallo Stato, la 'geniale' idea anni 70 di Susanna Camusso

Un probabile fattore positivo delle crisi economiche, come quella attuale, – si dice spesso – è quello di indurre ad una maggiore razionalizzazione delle scelte in campo economico, e soprattutto, evitare (o quantomeno provare a farlo) gli errori del passato. Non si colloca su questa linea, evidentemente, la segretaria della Cgil Susanna Camusso, che sulle pagine dell’Unità giorni fa ha lanciato una proposta ancien regime.

Germania con le casse piene: si può volere di più da questa crisi?

Una crisi economica senza precedenti dal 1929 in poi, la nostra. La stessa cosa non può dirsi certo per la Germania, che di questo passo potrebbe vivere in futuro momenti di nostalgia per i tempi belli del passato, cioè questi.

Fuori dal tunnel del declassamento, Moody's e Fitch "amiche" ritrovate

Il peggio è passato, l’Italia ce la farà. Un’ondata anomala di ottimismo ha invaso i media da un paio di giorni. È stato Mario Monti a indicare per primo, al meeting di Cl, la luce fuori dal tunnel. A ruota sono seguite le confortanti parole di Corrado Passera, che non ha voluto esser da meno. Poi, ecco il sigillo delle odiate società di rating Moody’s e Fitch, che sono tornate a vedere rosa nel futuro del Belpaese.

Lo spettro di una Carestia globale d'altri tempi

Una carestia mondiale sembra stia colpendo in maniera diretta e indiretta gran parte delle aree del globo. Nelle regioni dell’Africa Centrale e Occidentale, secondo quanto riportato da Oxfam International, la scarsità di cibo avrebbe i tratti di una vera e propria crisi umanitaria. Le probabilità che questa diventi mondiale (si stima potrebbe essere la peggiore degli ultimi 5 anni) aumenterebbero se paesi come gli Usa cominciassero a limitare le esportazioni dei prodotti agricoli, accumulando riserve.

Grecia, che fare? La divisione regna sovrana

Siamo alla vigilia dell’ennesima settimana cruciale per il futuro dell’Euro. Protagonista in negativo è tornata a essere la Grecia, malata cronica, di nuovo con un piede nella fossa dopo la scoperta di un altro rilevante buco (circa 3 miliardi di euro) nel bilancio rispetto alle previsioni di risanamento. Sarà necessario quindi intervenire in qualche modo, forse con altri aiuti.

Questa crisi conviene alla Germania: ecco alcune prove

Se qualcuno ha qualche dubbio sul fatto che la crisi dell’Euro e dei debiti sovrani stia avvantaggiando l’economia tedesca, qualche dato aiuta a chiarire il concetto.

Il circolo vizioso del debito pubblico

Il supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia informa che a Giugno il debito pubblico italiano ha raggiunto quota massima di 1972,9 miliardi di euro, crescendo di qualche altro miliardo rispetto ai 1966, 3 di maggio. A poco sono quindi fin qui servite le misure lacrime e tasse del governo Monti.

Goldman Sachs, la banca d’affari strani

Fra i responsabili della tempesta finanziaria che sta mettendo a dura prova l’economia europea e mondiale si possono annoverare senza dubbio le grandi banche d’affari degli USA, paese dal quale, non dimentichiamolo, è partita la scintilla dei mutui subprime che ha innescato la miccia. Fra queste banche, Goldman Sachs occupa di diritto un posto d’eccellenza, grazie all’uso cinico e spregiudicato di strumenti finanziari derivati che hanno fatto da effetto moltiplicatore della crisi. di Antonio Marulo

La fiammata di Draghi: gli speculatori battono in ritirata strategica

Solo due giorni fa la situazione era più o meno questa: Grecia fallita e fuori dall’Europa, Spagna con un piede nella fossa, Italia prossima vittima predestinata; il tutto coronato dal crollo delle borse mondiali e dall’impennata dello spread a livelli berlusconiani.

Lavoro o salute? Il dilemma dell'Ilva di Taranto

In rete qualcuno ha rielaborato la questione in modo brutale: stare a casa senza stipendio ma con la salute, o andare a lavorare condannando i nostri figli al cancro? In un modo o nell’altro, la cosa si presenta così alla società e alla politica, dopo la decisione del gip di Taranto di sequestrare sei reparti dell’impianto siderurgico più grande d’Europa, l’Ilva, per le tremende attività inquinanti.

La Guerra mondiale dell'Euro

Un’Europa finalmente consapevole delle sfide della globalizzazione Mentre si moltiplicano i boatos sul ritorno a zecche nazionali, con importanti banche che si preparerebbero ad abbandonare l’euro, la risposta alla crisi delle cancellerie europee insiste soltanto sul tasto del rigore e dell’austerità senza nemmeno tentare altre strategie.