30/03/17 ore

STILE LIBERO

Nisida e il disastro ambientale di Bagnoli

È appena il caso di ricordare che nel Tribunale di Napoli è in corso un processo a carico degli amministratori della BagnoliFutura e di alcuni tecnici comunali e della società partecipata accusati di avere disposto “interventi di bonifica che hanno aggravato la contaminazione dei terreni fino a provocare un disastro ambientale(…) tanto che sussiste un pericolo ambientale con una immensa capacità diffusiva che coinvolge l'ambiente e l'integrità della salute di un numero non individuabile di persone”… di Gerardo Mazziotti

Il caso UNAR: chi ha incastrato Francesco Spano?

La versione ufficiale è quella che Palazzo Chigi avrebbe finanziato orge gay tramite l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR). Questo ovviamente è falso: viviamo in un paese che ha sempre esercitato il controllo sociale in modo autoritario e repressivo sin dai tempi di Bava Beccaris, quindi possiamo escludere che oggi improvvisamente decida di dare sostegno economico ai piaceri dell'eros per distrarre il popolo – tantomeno quello omosessuale: siamo lontani dai decadenti fasti carnascialeschi dell'Impero ed anzi sembra ogni giorno d'assistere al suicidio d'un Gracco. di Gianni Carbotti e Camillo Maffia

Giustizia e libertà: il caso di Ambrogio Crespi

Ci sono poche storie come quella di Ambrogio Crespi in grado di far capire quanto rischioso sia negare le disfunzioni del sistema giustizia attuale. Nel 2012 la regione Lombardia è travolta da una nota inchiesta, nell'ambito della quale Ambrogio è accusato di aver procurato 2500 voti in ambienti della 'ndrangheta a vantaggio dell'assessore Domenico Zambetti. Imputazioni gravissime che gli costano 200 giorni di carcere, di cui 65 in isolamento. Ma andiamo con ordine: siamo nel 2012. di Camillo Maffia

Da Casaleggio a Casalino: breve declinazione del grillismo

Quando c'era lui, con la sua aria di filosofo e un ermetismo alla Pasquale Panella, ultimo controverso paroliere di Battisti, qualcuno si stava ancora chiedendo se dietro il simbolo a cinque stelle ci fosse una scuola alberghiera, un casting televisivo o, più banalmente, una setta religiosa; quando c'era Gianroberto Casaleggio, ideologico ideologo di Beppe Grillo, il movimento fondato dall'ex comico genovese era, tuttavia, in grande ascesa. di Paolo Izzo

A cento anni dalla fucilazione di Mata Hari. Perché si volle la morte della danzatrice considerata una spia?

C’era una volta una donna che si lasciò affascinare dalla danza e dalla morte. “Se qualcuno dichiara di avermi fornito informazioni segrete, il crimine lo ha commesso lui, non io”. La storia dello spionaggio del Novecento trova questa osservazione come un inciso su una pietra che resterà nei secoli. Una osservazione sibillina che soltanto una donna intelligente e che seppe sempre rischiare, non rinunciò a scriverla e a pronunciarla. Siamo nel centenario della uccisione per fucilazione di Mata Hari. (Cfr. il video molto bello di Anna Montella). di Pierfranco Bruni

L’eredità di Fidel Castro

La morte di Fidel Castro richiama il Mondo a meditare su tutta un’epoca, sui suoi miti e le sue falsificazioni retoriche. Qualcuno ha intitolato la notizia “morte dell’ultimo comunista”. Ma Fidel è stato altro: un sottoprodotto, una versione latino-americana del comunismo. Un sottoprodotto più della guerra fredda tra l’Occidente e l’U.R.S.S. ed i suoi satelliti, che non l’emblema di un sia pur periferico Marxismo. di Mauro Mellini