21/01/20 ore

RIMANDI

Bettino Craxi: guai ai vinti

Gianni Amelio nel suo film Hammamet rilegge, dal suo punto di vista, il profilo di Bettino Craxi negli ultimi sei mesi della sua vita. Come si poteva immaginare il lavoro ha portato a una nuova attenzione sulla sua vicenda, che poi è quella di una pagina determinante della storia dell’Italia repubblicana. É evidente che il film tratteggia il suo aspetto umano in quella parte tragica della sua esistenza. Della questione politica però non si parla e i commenti politici che ci sono stati in questi giorni sono apparsi decisamente poco chiarificatori di quella pagina politica e degli scontri che la determinarono. Avevamo annunciato nostri contributi per sviluppare una riflessione a venti anni dalla sua morte, avvenuta appunto ad Hammamet. Dopo la introduzione di Luigi O. Rintallo a una conversazione che Giuseppe Rippa ebbe con Massimo Pini sul suo libro libro “Vita da leader.La biografia di Craxi” (Mondadori), di seguito pubblichiamo quella stessa conversazione. Questi articoli sono sul n.99 di Quaderni Radicali del novembre/dicembre 2006.

Craxi. Una vita, un’era politica

Il film di Gianni Amelio Hammamet, in cui il regista descrive gli ultimi sei mesi della vita di Bettino Craxi, nonostante il carattere intimistico del racconto, incentrato sugli aspetti umani della sua vicenda, ha riproposto la figura del leader socialista, suscitando una sia pur breve attenzione sulla sua personalità e sul suo ruolo in quella che è poi una lunga stagione della politica italiana. È una occasione che ci permette di fornire un nostro contributo che cercheremo di sviluppare attraverso vari interventi su questa agenzia, considerando come alcuni dibattiti televisivi hanno rappresentato, con personaggi poco attendibili, una pervicace faziosa interpretazione della sua figura e della sua storia. Di seguito la introduzione di Luigi O. Rintallo a una conversazione che Giuseppe Rippa ebbe con Massimo Pini sul suo libro-biografia su Craxi pubblicata su Quaderni Radicali n.99 del novembre/dicembre 2006.

Camus et l’Italie. La tradizione camusiana in Italia da Giacomo Leopardi a Marco Pannella (ottobre 2005)

Quello che segue è il testo – nella traduzione italiana – della comunicazione di Enrico Rufi al convegno “Camus et l’Italie” che si è tenuto nel castello di Lourmarin (in Provenza) il 7 e l’8 ottobre 2005, nell’ambito delle “Journées Méditerranéennes”. Se sono qui a parlarvi del camusismo di Giacomo Leopardi e di Marco Pannella, poeta e filosofo vissuto due secoli fa il primo, uomo politico (semplifico) oggi settantacinquenne il secondo, è perché a loro devo il mio incontro con Albert Camus… di Enrico Rufi

 

 

- L’umanesimo di Albert Camus a sessant’anni dalla sua morte di Enrico Rufi

Emmanuel Macron con le sue stesse parole. L'intervista del presidente francese a The Economist

Nota dell'editore: l'intervista è stata condotta al Palazzo dell'Eliseo a Parigi il 21 ottobre. La trascrizione francese è stata leggermente modificata per chiarezza. La traduzione inglese è stata fatta da The Economist, quella italiana dalla redazione di AR.

The Economist: Siamo rimasti tutti colpiti dal tono molto cupo del tuo recente discorso alla conferenza degli ambasciatori. Hai iniziato con una nota quasi esistenziale sul futuro dell'Europa; hai parlato della possibile scomparsa dell'Europa. Non stai drammatizzando troppo la situazione? Perché una visione così desolante del futuro dell'Europa?

Materiali. Bernard-Henri Lévy Vs Alexander Dugin: Liberalismo si, liberalismo no

Il 21 settembre 2019, l’Istituto Nexus – uno degli istituti intellettuali più prestigiosi che mantengono vivo lo spirito dell’umanesimo europeo – ha celebrato il suo 25° anniversario con un simposio pubblico dal titolo «The Magic Mountain Revisited: Cultivating the Human Spirit in Dispirited Times» (La montagna incantata rivisitata: coltivare lo spirito umano in tempi di scoramento), sulla scia del romanzo fondativo dell’Istituto Nexus, La montagna incantatadi Thomas Mann. Il Simposio Nexus si è aperto con un duello intellettuale tra i due filosofi Bernard-Henri Lévy e Aleksandr Dugin, presentato come la rivisitazione del XXI secolo dei famosi dibattiti tra Settembrini e Naphta nel romanzo di Mann. Di seguito è riportata la trascrizione di questo duello (da geopolitica.ru).

Vince il governo degli utili idioti. Intervista a Rino Formica da L’Espresso

Da Salvatore Formica, detto Rino, barese, dottore commercialista, 92 anni portati con implacabile intelligenza, una giovanile militanza trotskista  che gli ha lasciato una propensione  al  pensiero "dissacrante", una vita da socialista autonomista. Compagno e amico di Bettino Craxi, protagonista dei governi degli anni ’80, e di memorabili liti (“commercialista di Bari”, lo definì con sprezzo il ministro democristiano Nino Andreatta che venne a sua volta definito “una comare come cancelliere dello scacchiere”), autore di battute sulfuree divenute celebri (“la politica è sangue e merda” è un must) - non aspettatevi risposte schiacciate sul presente, o rinchiuse in ambiti ristretti anche se gli chiedete un commento su fatti di scottante attualità. Formica ama sempre partire da lontano, convinto che una politica che non sia consapevole del contesto geopolitico che la sovrasta diventi, per parafrasare la sua definizione di una pletorica assemblea socialista negli anni ’80, affare da «nani e ballerine». Colloquio con Rino Formica di Carmine Fotia (da L’Espresso)