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21/07/17 ore

DIRITTI E LIBERTA'

Carcere, quel trend che cresce

La tendenza c'era ed era stata registrata. Tant'è che l'associazione Antigone ne aveva dato conto in un rapporto dal titolo eloquente: “Torna il carcere”. Ora c'è il sigillo confermativo dei dati aggiornati a fine giugno, messi a disposizione dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria: su 50.241 posti regolamentari, risultano 56.919 detenuti. In una parola, sovraffollamento, che più volte ha visto il nostro Paese nel mirino della Corte europea dei diritti dell'uomo.

Libertà di ricerca come diritto umano. I ritardi italiani

Belgio, Olanda e Stati Uniti tra i paesi più virtuosi al mondo per la libertà di ricerca scientifica, Italia 30esima preceduta da Vietnam, Singapore, Sud Africa, India e Israele. Questa la graduatoria presentata a Ginevra dall'Associazione Luca Coscioni alle Nazioni Unite, nel corso del dibattito “Il diritto a godere del progresso scientifico, e la libertà indispensabile alla ricerca scientifica”.

Biotestamento, la corsa contro il tempo

C'è aria di elezioni anticipate e si fa la conta delle leggi in corso di approvazione che rischiano di non veder la luce. Tra queste, anche la normativa sul Biotestamento potrebbe quasi al traguardo andare a sbattere, tra un ostruzionismo e l'altro, contro le porte chiuse del Parlamento.

Il Coraggio per difendere i diritti umani

Ci vuole coraggio per difendere i diritti umani nel mondo. Ci si muove in un panorama in cui lo spazio di azione è sempre più limitato da leggi che autorizzano l’uso della forza contro manifestanti pacifici o consentono la sorveglianza di massa, fino al divieto di accesso a fondi esteri o all’imposizione di requisiti severissimi per registrare organizzazioni.

“Torna il carcere”, c'eravamo tanto illusi

Il tredicesimo rapporto dell'associazione Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia - dal titolo emblematico,  Torna il carcere - fotografa la diminuzione sensibile dei reati, a fronte di una crescita dei detenuti. “Stiamo tornando – scrivono nell'editoriale Michele Miravalle e Alessio Scandurra - agli stessi numeri che, nel 2013, avevano causato l’onta della condanna per trattamenti inumani e degradanti da parte della Corte Europea dei diritti dell’Uomo (sentenza Torreggiani).