Ascoltato in Commissione Giustizia sulla proposta, avanzata da Italia Viva e Lega, di istituire per il 17 giugno una “Giornata nazionale in memoria delle vittime di errori giudiziari”, il presidente dell’ANM – Giuseppe Santalucia – ha espresso la sua contrarietà. Secondo il magistrato, vi sarebbe “il pericolo di indurre sfiducia pubblica nel sistema giudiziario e dare un messaggio in controtendenza rispetto alle numerose giornate in memoria della legalità”. Al momento del voto, sull’iniziativa si sono opposti i 5Stelle mentre il PD si è astenuto, avvitandosi in una contorta serie di motivazioni per giustificare la sua scelta. Dapprima si è rammaricato che la Giornata non indicasse il nome di Tortora (arrestato appunto venerdì 17 giugno 1983), per poi avanzare una serie di obiezioni e distinguo circa il fatto che il caso Tortora fu poi sanato in Appello per cui non si configurerebbe come un vero “errore giudiziario”. Sofismi, che hanno suscitato la comprensibile reazione della figlia del presentatore tv – Gaia Tortora – che in un tweet ha scritto: “Il PD si è astenuto. E vi prego di leggere la “motivazione” sul caso Tortora. Fate pietà, davvero. E aggiungo che la sottoscritta ha chiesto appositamente che fosse una data simbolo sì, ma senza il nome”… di Luigi O. Rintallo
Ad Amsterdam, gli incidenti non sono avvenuti solo dopo la partita. Ho guardato oltre 20 video con diversi timestamp che mostravano eventi che probabilmente erano iniziati prima, vi sarebbe stato la rimozione di una bandiera palestinese, scontri tra due gruppi in piazza e tifosi che cantavano negli ascensori della metropolitana. Si è arrivati all'inseguimento di israeliani in pieno giorno, alla confisca di passaporti per divertimento e all'aggressione di persone, con alcuni inseguiti fino ai loro hotel… di Mohamad Ghaoui (1)
Il sito della Hnegaw Organization for Human Rights, ripreso dalla Associazione Nessuno Tocchi Caino-Spes contra Spem ripropone l’angosciante report delle persone giustiziate nel solo mese di ottobre 2024: 161 di cui 5 donne.
Il regime iraniano può essere rovesciato, ma questo può essere fatto solo con l'aiuto di gruppi etnici. Al fine di fermare la repressione nel paese e portare stabilità nella regione, il popolo del Belucistan chiede non solo un cambio di regime, ma anche autonomia. La soluzione ai problemi del Belucistan è spezzare le catene della schiavitù, un obiettivo per il quale il popolo dei Beluci ha fatto enormi sacrifici nel corso dei decenni. Questa posizione è condivisa anche dal popolo del Kurdistan e di Ahwaz. Pertanto, sono i gruppi etnici non persiani in Iran che sono più impegnati in una rivolta contro la Repubblica islamica, poiché hanno subito le conseguenze più dure della repressione del regime… di Rudam Azad*
Oggi, la regione araba di Al-Ahwaz è sotto la dittatura della Repubblica islamica dell'Iran, che, come il precedente regime di Pahlavi, sta reprimendo, emarginando e discriminando i gruppi etnici non persiani… L'Iran contemporaneo, come l'Iran medievale, non è un paese ma un impero eterogeneo, multinazionale e multilingue. In Iran, i persiani costituiscono metà della popolazione del paese, mentre l'altra metà comprende gruppi etnici non persiani (curdi, balocchi, azeri, arabi, turkmeni, lur e caspi), che mantengono una forte identità etnica che li distingue dai persiani. La storia moderna del paese è stata caratterizzata da brutali attacchi ai gruppi etnici non persiani, ai quali è stato impedito, da una successione di governanti, di godere dei diritti politici e culturali… Dr. Aref Al Kaabi*
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é uscito il N° 119 di Quaderni Radicali "EUROPA punto e a capo" Anno 47° Speciale Maggio 2024 |
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è uscito il libro Edizioni Quaderni Radicali ‘La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu - Atti del Forum di Quaderni Radicali’ |
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è uscito il libro di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo "Napoli dove vai" |
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è uscito il nuovo libro di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo "l'altro Radicale disponibile |