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29/11/20 ore

POLITICA

Indice contagiosità Rt: le nostre vite definite al tempo del Covid-19

Come è noto l’indice Rt (capacità di espansione della epidemia Covid-19) costituisce insieme a altri 21 criteri (per esempio: occupazione posti letto, ricoveri, casi sintomatici, casi nelle Rsa, ecc. ecc.) la base che definisce gli ingressi o le uscite delle Regioni e delle Province autonome (o solo una parte di esse) dalle zone rosse, arancione o gialla che il Ministero della Salute, con una intesa con i presidenti delle singole Regioni (che in molti casi dicono di non essere al corrente di alcuni di questi criteri di fatto non noti…) decide con una ordinanza… Dei criteri e delle conoscenze, molte speso ammantati da segretezze del tutto fuor di luogo, ne parla, con il direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Giuseppe Rippa, il professor Giuseppe Moesch, già professore ordinario di Economia Applicata e Trasporti di Cagliari, del Politecnico di Milano e di Salerno.

 

- Indice contagiosità Rt: le nostre vite definite al tempo del Covid-19 (Agenzia Radicale Video)

Ma il Mes non era la linea del Piave? Il PD ancora una volta in test-coda

Dovevano arrivare le piogge autunnali e le prime brume di novembre perché di punto in bianco, dall’interno del PD, il Meccanismo di stabilità europeo (Mes) perdesse l’aura di scelta preferenziale (in questo caso sulla sanità) per la risoluzione delle difficoltà in cui versa il bilancio statale e addirittura vedesse svanire ogni attrattiva agli occhi di chi, sino a poche settimane or sono, ne faceva motivo per additare come cocciuti sprovveduti quanti facevano resistenza… di Luigi O. Rintallo

Covid: state a casa, anzi no! A Roma il M5S sgombera i baraccati ‘su richiesta dei cittadini’

"Bonifiche", "censimenti": la neolingua elettorale si sbizzarrisce quando si tratta d'equiparare le persone alle cose, di celare palesi forme di discriminazione dietro parole che a ben guardare non significano nulla, perché usate in modo del tutto improprio.

Succede così che a Roma la sindaca twitti con orgoglio di aver "bonificato" un insediamento in cui abitava una comunità di baraccati rom "su richiesta dei cittadini".

Ci si aspetterebbe, leggendo una simile informazione, che sia stata resa più salubre un'area malsana, magari con quegli interventi di pulizia che languono nel degrado al quale i cittadini romani sono divenuti ormai avvezzi nel corso di questa tetra amministrazione… di Gianni Carbotti Camillo Maffia

Arrivare al 2023 per il nuovo Presidente? Ma come e con il parlamento bocciato dal referendum?

Nel corso di un’intervista a Giorgia Meloni, il vicedirettore di «Huffington Post» Alessandro De Angelis ha detto: "È evidente pure ai sassi che non si voterà prima del 2023". A questo assunto, in effetti, la maggioranza in Parlamento si affida, stabilendo le tappe di un viaggio che dovrebbe durare un migliaio di giorni. Ma quanto fondamento ha una tale prospettiva, tenuto conto del sostanziale immobilismo governativo e dell’assenza di una benché minima comunanza di visione per le scelte che attendono il Paese? Davvero si può credere di galleggiare come sugheri nello stagno così a lungo? di Luigi O. Rintallo

David Sassoli: il maggior promotore dell'annullamento della cultura liberale e laica in Europa

La distopia è la visione promossa da David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, per il futuro dell'Europa. Il 23 settembre, Sassoli ha infatti invitato Beppe Grillo (e con lui Gunter Pauli, dalle idee  astruse sull’epidemia diffusa, per esempio, dalle antenne 5G, su tutti i virologi complici delle case farmaceutiche per obbligare la popolazione a fare i vaccini... ecc. ecc...) a intervenire in videocollegamento alla tavola rotonda "Ideas for a new world", dando legittimità alle idee deleterie del comico genovese. Durante il simposio, Grillo ha ripetuto il suo solito mantra: "Credo nella democrazia diretta, non nel Parlamento," aggiungendo anche che si può "fare tutto con il voto digitale" ed elogiando la piattaforma Rousseau.

Il 30% dei No ipoteca pendente sulle manovre di regime

Per quanto adusi al gioco mistificante, sarà difficile per gli attori del circo mediatico-informativo incasellare il 30% dei No al referendum costituzionale sulla riduzione dei parlamentari come espressione dei difensori della casta o dei conservatori. Come, d’altro canto, i votanti a favore della modifica promossa dalla maggioranza grillo-leghista nel 2019 non possono certo ascriversi tutti – come voleva il ministro Di Maio – agli anti-establishment. di Luigi O. Rintallo