21/06/18 ore

POLITICA

Salvini, l'incidente diplomatico e i punti di partenza

C'è un punto “dolente” su cui il leader della Lega verrà atteso al varco, al netto dei negoziati per rivedere gli accordi sull'accoglienza tra i paesi europei. La propaganda ha infatti la sua efficacia, ma mostra nel tempo la corda, se non è supportata dai risultati.

Gli “alleati” di Matteo Salvini

Indubbiamente Matteo Salvini nel suo mestiere di politico populista è abile, forza la mano, azzarda e ottiene spesso i risultati voluti. In più è fortunato. Perché può contare sul contributo non richiesto di una folta schiera di benpensanti che gli offrono sul piatto d'argento argomenti validi per sostenere con profitto elettrorale i metodi discutibili da rude ministro degli Interni.

Aquarius, il mattatore Salvini

L'azione di blocco dei porti italiani alle navi che viaggiano cariche di disperati è in linea, piaccia o non, con quanto gridato di piazza in piazza dal leader della Lega e portano acqua al mulino di chi ha vinto facendo leva sulla sicurezza e sulla paura a buon mercato, costituendo anche una grande arma di distrazione di massa dalle altre problematiche sulle quali sarà molto più complicato mantenere un approccio coerente.

M5S-Lega, ma la pacchia è finita per loro

A pochi giorni dall'insediamento del nuovo governo è un tourbillon di proclami, come se si fosse ancora in campagna elettorale. Non poteva essere altrimenti. Per i fatti ci vuole tempo e non si possono pretende immediati miracoli, benché siano stati promessi oltre ogni ragionevole misura.

Banalmente Conte

“92 minuti di applausi”, per dirla con Fantozzi, intervallati dalla rigorosa enunciazione delle buone intenzioni: ora più incisiva e convinta, quando si è trattato di manifestare, ahinoi, l'anima giustizialista e manettara del governo; ora ambigua ed equivoca, a proposito di Europa e migranti; ora fumosa e superficiale, nella parte dove non è chiaro il “chi paga”.... di Antonio Marulo

Immigrazione e Flat tax, i primi segnali di “cambiamento”

Aspettando i fatti, i primi giorni del “governo del cambiamento” sono stati – come prevedibile – l'occasione per prolungare la campagna elettorale, anche in vista della tornata amministrativa di domenica prossima. Il fronte bicefalo grillo-leghista si è così diviso i temi e le piazze, per ribadire i concetti ormai noti e cari ai rispettivi elettorati. Tuttavia, tra una propaganda e l'altra, sono emersi i primi segnali concreti di cambiamento, quello sì, rispetto alle favole raccontate.