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05/07/20 ore

POLITICA

Bonaccini vince senza simboli e il PD mette il cappello

La riconferma a Presidente della regione di Stefano Bonaccini, conquistata senza simboli dopo il voto in Emilia Romagna del 26 gennaio, ha fatto registrare nel PD una reazione che lascia perplessi chi ritiene prioritario riconquistare spazio alla politica e alla sua capacità di agire sulla realtà. Perché ciò possa avvenire è necessario disporre di strumenti e metodi di intervento che rivitalizzino un’impostazione davvero democratica e liberale. Niente di tutto questo si profila invece nel PD, che resta quanto mai incapace di affrontare quella “questione liberale” da tempo indicata come decisiva per il rilancio di una stagione di cambiamento e di riforme… di Luigi Oreste Rintallo

 

Bloc-notes di Rippa: Il voto in Emilia-Romagna e Calabria: l’Italia resta nel pantano (Agenzia Radicale Video)

La politica vent’anni dopo Craxi. Conversazione di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo

I vent’anni dalla morte di Bettino Craxi hanno coinciso con l’uscita del film Hammamet di Gianni Amelio e di alcuni testi sul leader socialista. I numerosi interventi hanno affrontato vari aspetti, ma poco ci si è soffermati sul significato politico sia della sua vicenda, che del “nuovo corso” che contraddistinse il riformismo nel quindicennio che lo vide protagonista. Ne parla il direttore di Quaderni Radicali, Giuseppe Rippa, in questa conversazione, dove si evidenzia come all’inizio degli anni ’80 si aprì lo spiraglio di una prospettiva inedita per l’Italia, da sempre stretta nella gabbia del bipolarismo consociativo fra democristiani e comunisti, all’insegna di una possibile alternativa laica e riformatrice capace di sostanziare una sinistra di governo nel Paese…

 

- La politica vent’anni dopo Craxi. Conversazione di Rippa con Rintallo (Agenzia Radicale Video)

Ha ragione Carlo Nordio: non riusciamo a liberarci dal codice fascista Rocco

Fra le prime iniziative politiche del Partito Radicale rifondato da Marco Pannella ci fu, assieme alla richiesta di abolire il Concordato fascista del 1929 accolto nella Costituzione repubblicana con l’art. 7 votato da Dc e Pci, la raccolta di firme per abolire i reati di opinione presenti nel Codice Rocco. Dapprima ci si mosse attraverso il dibattito su riviste come «Belfagor» ed è significativo che all’epoca, a sostegno della revisione del codice, ci fosse un gruppo di magistrati democratici: nel 1971, si viveva una situazione ben diversa da quella odierna, dove la corporazione in toga non si distingue certo per una sensibilità libertaria. di Luigi O. Rintallo

Grillizzare il Pd

Il Movimento 5 Stelle perderà pure i consensi ottenuti alle elezioni politiche del 2018, man mano che fa danni, in compenso persegue con successo i suoi obiettivi. Ieri ha ottenuto un altro scalpo contro la “casta”, molto meno simbolico del vendicativo taglio dei vitalizi. di Antonio Marulo

La demagogia che incrina l’asse democratico e riformatore

Terminare la cena col premier incaricato Giuseppe Conte, trasfigurato da marionetta a statista sui media, che si appresta a varare il suo secondo ministero promotore di un nuovo Eden senza spread e solo crescita, e far colazione l’indomani con lo stesso premier “irritato” per le intemperanze di Luigi Di Maio, capo politico dello stesso M5S che lo ha imposto al neo-alleato PD, accompagnate dall’improvviso rialzo di dieci punti del solito spreade dal dato scoraggiante dell’aumento di disoccupati. di Luigi O. Rintallo

La semantica vintage dei promotori della rentrée di Conte

Mentre i pamphlet contro la deriva “ducesca” del leader leghista Salvini (vedi Il dittatore di Giampaolo Pansa, Rizzoli) si apprestano a finire sui polverosi banconi di qualche remainder, Giuseppe Conte potrebbe essere confermato alla guida di un nuovo governo, in base agli accordi stretti nel giro di due settimane fra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. di Luigi O. Rintallo