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22/09/19 ore

POLITICA

La demagogia che incrina l’asse democratico e riformatore

Terminare la cena col premier incaricato Giuseppe Conte, trasfigurato da marionetta a statista sui media, che si appresta a varare il suo secondo ministero promotore di un nuovo Eden senza spread e solo crescita, e far colazione l’indomani con lo stesso premier “irritato” per le intemperanze di Luigi Di Maio, capo politico dello stesso M5S che lo ha imposto al neo-alleato PD, accompagnate dall’improvviso rialzo di dieci punti del solito spreade dal dato scoraggiante dell’aumento di disoccupati. di Luigi O. Rintallo

La semantica vintage dei promotori della rentrée di Conte

Mentre i pamphlet contro la deriva “ducesca” del leader leghista Salvini (vedi Il dittatore di Giampaolo Pansa, Rizzoli) si apprestano a finire sui polverosi banconi di qualche remainder, Giuseppe Conte potrebbe essere confermato alla guida di un nuovo governo, in base agli accordi stretti nel giro di due settimane fra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. di Luigi O. Rintallo

Il pressing ossessivo dell’ex sinistra democristiana nel PD

Il potere logora chi non ce l’ha” è una nota battuta di Giulio Andreotti. Più volte ripresa tanto dagli apologeti quanto dai critici del senatore a vita, i primi per accreditarlo quale epigono del realismo politico che muove dal laico Machiavelli e i secondi per biasimarne il cinismo, essa oggi sembra davvero la principale fonte di ispirazione di quanti nel PD hanno promosso il rovesciamento di linea alla ricerca di un’alleanza di governo con il Movimento 5 Stelle. di Luigi O. Rintallo

Crisi di governo: voci dissonanti a sinistra: Macaluso, Cacciari, Bertinotti

Sui social del web, che non contano poco per le determinazioni che devono prendere le forze politiche durante questa crisi, comincia a circolare una battuta: “mezzo mondo vuole che PD e Movimento 5 Stelle stringano un patto di governo… meno buona parte dei loro elettori”. Giornali e talk show, in effetti, accreditano che davvero “mezzo mondo” si muova nel senso di favorire l’abbraccio: dalle stanze del Vaticano agli uffici di Bruxelles, con il contorno del sindacato di Landini che, addirittura, starebbe già approntando parte del programma del futuro dicastero, e delle intromissioni un po’ sopra le righe di importanti politici fuori confine. Trovare voci dissonanti potrebbe quasi risultare un’impresa, ma non è così. di L.O.R.

Crisi di governo. Guerra lampo o di posizione?

Un po’ tutti i soggetti politici di questa crisi di governo devono affrontare un dilemma di natura tattica: meglio una guerra lampo o di posizione? La Lega di Salvini, dopo aver denunciato l’inerzia in cui il governo Conte si era arenato, è sembrata optare per la prima soluzione: puntare rapidamente al voto e capitalizzare l’aumento di consensi registrato alle europee... di Luigi O. Rintallo

Una crisi più grossa del previsto

Proprio così, una crisi più grossa del previsto, un po' da parte di tutti. Certo, Salvini ne esce con una sconfitta, e non di poco conto, ma anche con la possibilità di rientrare in campo, in quanto la soluzione della crisi non sta nella ricomposizione di un governo qualsiasi pur di non tornare alle elezioni (per quanti in un nuova consultazione popolare hanno molto o poco da perdere), ma richiede il formarsi (quanto meno) della consapevolezza che la crisi attuale è il risultato ultimo del percorso politico dell’Italia e dell’Europa del secondo dopoguerra, una storia che non può essere ignorata. di Silvio Pergameno