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25/06/17 ore

POLITICA

Quale futuro per il Partito Radicale, intervento di Giuseppe Rippa all’Assemblea degli iscritti

E' quanto mai necessario avere “la capacità di interpretare il tempo che viviamo…",valutarne il ritmo politico, "per capire come il partito radicale può rapportarsi per contenuti e per metodo”. Ciò che serve è un “soggetto politico agile, consapevole, che non presenti “quell’accumulo di contraddizioni” emerse “anche nella presentazione delle liste radicali”.

I “vincitori” del referendum Trivelle

La rissa post voto referendario ci consegna il consueto quadro di vincitori contro nessun perdente. Nessuno ha voluto e saputo mancare all’esilarante rito nemmeno davanti ai numeri inequivocabili, per altro ampiamente attesi vista l’indifferenza ormai consolidata dell’elettorato alla massima espressione di democrazia diretta prevista dalla Costituzione.

Poca giustizia, molta magistratura: le occasioni mancate del Governo Renzi

Il tempo passa, cambiano le stagioni, i governi pure insieme con gli inquilini di Palazzo Chigi, ma il problema resta e si ripropone alla prima buona occasione. Si tratta dell’ormai cronico scontro politica/magistratura che questa volta vede Matteo Renzi vestire i panni dell’insolente che si permette di opinare e minare l’integrità e l’onore della categoria. Occasione di scontro sono state  le inchieste sul petrolio lucano con i relativi strascichi politici sul caso Guidi ancora in corso. Da qui il consueto dibattito sui tempi e i modi della giustizia o ingiustizia, a seconda di come si vuole vederla, sul cattivo funzionamento della macchina giudiziaria, sugli effetti fin troppo politici di certe inchieste bollate come a orologeria, sulle riforme necessarie che tanti promettono e nessuno fa.

Bagnoli “remota”, lo scontro elettorale de Magistris/Renzi

Agenzia Radicale è spesso intervenuta su quelli che poi sono diventati 21 anni di occasioni perdute, di chiacchiere e promesse al vento, di cattiva gestione e di fallimenti della politiche di risanamento dell’area di Bagnoli a Napoli, dopo la dismissione dell’impianto siderurgico Italsider...

Meloni, fascista a chi?!

In Paese senza memoria, che non termina mai una guerra dalla parte in cui l’ha iniziata, in cui circa 40 milioni di devoti al Duce, dalla mattina alla sera, si trasformarono in ferventi oppositori al regime, perché mai stupirsi, per esempio, se qualcuno un bel giorno decide con la proverbiale faccia tosta di rinnegare i suoi trascorsi politici? di Antonio Marulo

Senza un modello che incida sul reale, Renzi girerà a vuoto

Dell’azione di Renzi, Domenico De Masi - intervistato su Quaderni Radicali 111 - dà una lettura che muove dall’interpretazione della società italiana. Con la percezione – alimentata dai media – di essere giunta a un limite estremo di non ritorno, quest’ultima ha finito per aprire la via all’ascesa dell’ex sindaco di Firenze, che ha saputo farsi tanto tattico che decisionista conquistando così un ruolo da protagonista sulla scena politica. Più che nell’assenza di alternative il rischio vero che si corre, secondo De Masi, è nel fatto che anche Renzi – come altri esponenti politici – non dispone di un modello capace di incidere sulla realtà di un mondo pesantemente condizionato dall’economia finanziaria.