Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

24/05/17 ore

POLITICA

Renzi promosso con debiti

Deputato per quarant’anni, Gerardo Bianco è una delle espressioni più significative del cattolicesimo politico italiano. Protagonista dell’ultima battaglia all’interno dell’ex DC (divenuta Partito Popolare), quando nel 1995 si oppose al segretario Rocco Buttiglione che aveva deciso di allearsi con il centrodestra di Berlusconi, Bianco è stato tra i promotori dell’Ulivo, la coalizione di centrosinistra uscita vincente alle elezioni politiche del 1996. Al momento della nascita del Partito Democratico dalla fusione tra Margherita e Democratici di Sinistra, passa al gruppo misto di Montecitorio. Da sempre critico verso le degenerazioni della lotta politica, nello scenario italiano si distingue per onestà intellettuale e limpidezza dell’analisi interpretativa dei processi storici e istituzionali, come dimostra anche in questa intervista su Quaderni Radicali 111.

Primarie Pd, è qui la “festa”!

Sembra tutto già visto o quasi. Il rito si ripete e si consuma, nel senso più proprio del termine. Anche i luoghi dei misfatti più o meno si ripetono: Napoli su tutti, a seguire Roma. E la casistica negli anni è variegata: brogli, irregolarità, cinesi insospettabili e rom sospetti, voti gonfiati e voti comprati per tre denari-tre: miserabile rappresentazione, quest’ultima, della miseria a cui è giunta la politica italiana, che una realtà complicata e complessa come quella napoletana non manca mai di far emergere mirabilmente come un bubbone sintomatico della malattia che ha colpito l’intero organismo. di Antonio Marulo

Pasquino, dal governo Renzi un attivismo privo di visione sistemica

Il politologo Gianfranco Pasquino, intervistato su Quanderni Radicali 111, compie una disamina sull’attività del governo Renzi. Dalla riforma istituzionale alla giustizia e alla scuola, l’azione di questi due anni presenta il dato comune di una disorganicità di fondo derivante dall’assenza di una visione progettuale d’insieme dei campi di intervento.

Giachetti, la rottura del blocco conservatore

Già militante radicale e redattore di Radio Radicale, Roberto Giachetti è fra gli esponenti del Partito Democratico che più si sono impegnati per la modifica del sistema elettorale adottato nel 2005 e dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Dal 2013 vicepresidente della Camera e fresco vincitore alle Primarie per la corsa a sindaco di Roma, su Quaderni Radicali risponde ad alcune domande sugli ultimi due anni che hanno visto salire al governo il segretario del PD.

Il governo di una democrazia malata

In questa intervista rilasciata a «Quaderni Radicali», Emanuele Macaluso – storico esponente del Pci – si sofferma su tre aspetti importanti dello scenario politico italiano.

Biagio de Giovanni: il punto critico della parabola di Renzi

Con la fine del 2015 va delineandosi per il premier Renzi il punto critico della sua parabola politica. Lo sostiene Biagio de Giovanni in questa intervista con il direttore di «Quaderni Radicali», nella quale si descrive come l’iniziativa intrapresa dal segretario del PD rischia di essere pregiudicata da un eccesso di politicismo. Senza falsi moralismi, Biagio de Giovanni interpreta l’azione di Renzi all’insegna del realismo politico, riconoscendogli di aver dato una scossa a un sistema che sembrava ormai girare a vuoto. Tuttavia, egli individua due aspetti problematici nel prosciugamento delle fonti di legittimazione dentro la società, a cominciare dalle realtà urbane, e nella crisi di rappresentatività che rischia di aggravarsi coi cambiamenti introdotti dalla legge elettorale e dalla riforma del Senato.