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20/08/17 ore

L’Equi-sanatoria di Matteo Renzi


  • Antonio Marulo

Una legge elettorale anima il dibattito politico in queste ore. Ma non è l’Italicum, è la cosiddetta manovra finanziaria 2016/2017, annunciata all’ingrosso e senza dettagli da Matteo Renzi, che mai come questa volta potrebbe aver operato in funzione dell’appuntamento referendario di dicembre; il che, in linea di principio non dovrebbe meravigliare, visto il rischio che corre il premier di non mangiare quest’anno il panettone a Palazzo Chigi.

 

In quest’ottica, la visione di politica economica non poteva essere tanto diversa da quella del breve periodo elettorale, in continuità per altro con il passato prossimo e remoto. Non si ricordano, infatti, a memoria d’uomo, leggi di bilancio comunque lungimiranti, circostanza che spiega molto sul perché ci si ritrovi con l’irrisolta questione dell’enorme e crescente debito pubblico.

 

Eppure, dalle opposizioni, anche quella interna al Pd (vedi D’Alema), è partito il fuoco di fila fintamente sorpreso contro la sfilza di presunti bonus-mancia, incentivi a pioggia e condoni mascherati, con la quale si intenderebbe – ma guarda un po’ - lisciare il pelo dell’elettore indeciso sul Sì o sul No alla riforma costituzionale.

 

Il segretario della Cgil, Susanna Camusso – di cui pure non si ricordano, sempre a memoria d’uomo, parole buone su qualsivoglia politica economica di questo o di quel governo – ha rispolverato per l’occasione uno dei suoi cavalli di ammuffita battaglia, sottolineando che “manca un piano per il paese”. No si può darle certo torto, pur non dimenticando che molti piani sindacali, assecondati dai governi del passato, hanno contribuito a formare il tragico status quo, nel quale un posticino lo ha occupato con pieno merito anche Equitalia. La sua rottamazione – che spunterà di un'importante voce il programma di alcuni partiti, in testa i 5 stelle - si annuncia come il fiore all’occhiello della campagna renziana, con il quale si punterebbe contestualmente a fare cassa, attraverso un pingue sconto sul dovuto, fra tasse non pagate e sanzioni usuraie applicate dall’odiata agenzia di recupero crediti.

 

Si tratterebbe, insomma, dell’ennesima sanatoria rivestita del bello di una cancellazione tanto agognata – a torto o a ragione - dai tartassati d’Italia.

 

Matteo Renzi non avrà una visione e un piano per il Paese, ma senza dubbio ha ben in mente le priorità che fanno subito presa sugli italiani. Basterà? (il 4 dicembre, s’intende).

 

 


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