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25/04/17 ore

EDITORIALI E COMMENTI

Radicali Italiani, il 15esimo non spacca

Era partito con le più bellicose intenzioni l’annuale appuntamento congressuale  del ponte di Ognissanti di Radicali Italiani, giunto al  quindicesimo anno.Nella relazione introduttiva, il segretario uscente Riccardo Magi non le aveva mandate a dire, mettendo sul tappeto alcune ipotesi di modifica statutarie per cambiare la natura dell’associazione in un soggetto politico con tutti i crismi, concorrente e contrapposto alla casa madre transnazionale. di Antonio Marulo

 

Mozione generale Congresso Radicali Italiani. Magi rieletto segretario (Agenzia Radicale)

Castagnetti “terremota” il referendum

Non capita di rado che dal PD si lancino accuse di “volgari strumentalizzazioni” agli avversari politici. Ne hanno fatto le spese Salvini e Grillo in primo luogo. Spesso, tuttavia, la pratica ricorda da vicino il proverbio del bue che dice cornuto all’asino. di Luigi O. Rintallo

Marcia per l'Amnistia, oltre 17mila detenuti digiunano: il servizio pubblico se ne fotte

Insieme ai dati, molto significativi, di adesione alla "Marcia per l'Amnistia" la marcia 6 novembre nel giorno del giubileo dei carcerati e che hanno visto la partecipazione di regioni come Piemonte, Basilicata, Calabria oltre che numerosi Comuni e sindaci e l'iniziativa dello sciopero della fame di compagne e compagni del partito radicale, un evento emerge come uno dei più clamorosi e quindi indigesto per il sistema politico-istituzionale: sono oltre diciassettemila (e numerose sono le lettere ancora da aprire per dare un dato definitivo) i detenuti che avevano deciso, come segno di adesione alla marcia a cui non possono partecipare, di realizzare per il 5 e 6 un'azione nonviolenta  di sciopero della fame. di Giuseppe Rippa

Tutti in Goro: “italiani brava gente”

I fatti accaduti nella frazione di Gorino nel piccolo comune di Goro nel ferrarese mettono in crisi il mito, già di per sé decadente, degli “italiani brava gente”, ovvero di quel popolo di santi, poeti, navigatori…che poi venne rappresentato in molte occasioni nel dopoguerra soltanto casualmente complice – oggi si direbbe a sua insaputa - delle nefandezze nazifasciste degli orchi tedeschi. Quel popolo che col tempo, pur cambiando pelle nei passaggi generazionali e coi mutamenti sociali, è stato – si narra - tra mille difetti e tante canagliate sempre e comunque intento a far del bene al prossimo... di Antonio Marulo

PD: direzione n. 31

La direzione del Partito Democratico dello scorso 9 ottobre è da poco terminata: i leader della minoranza escono corrucciati, terrei in volto, non hanno formulato alcuna proposta di merito di fronte all’offerta di Renzi  di una Commissione per discutere dell’Italicum dopo il referendum, anche se Roberto Speranza la ha di fatto demolita, sostenendo che la Commissione deve riunirsi subito, perché la proposta deve uscire dal PD. di Silvio Pergameno

D’Alema e “compagni”: Perché No (ma anche Sì)

... Perché poi la maggioranza ha sempre la minoranza che si merita, adatta al suo spessore. Per cui Matteo Renzi, con tutti i conclamati limiti, può nel Pd continuare a far finta di confrontarsi con chi è stato l’origine dei suoi successi, incarnata più o meno nei soggetti che anelano rancorosi di riprendersi il presunto maltolto. di Antonio Marulo