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16/07/24 ore

EDITORIALI E COMMENTI

Il Salone del Libro di Torino e la libertà di parlare: AAA Sinistra liberale cercasi

Eugenia Roccella, ministro per la Famiglia, durante la presentazione del suo nuovo libro Una famiglia radicale (Rubbettino ed.) al Salone del Libro di Torino, è stata aspramente contestata da gruppi di attiviste di alcuni movimenti (Extinction Rebellion, Non una di meno ecc.). Assalti e grida che hanno reso impraticabile il confronto fra l’autrice ed Anna Bernardini De Pace sul libro, che ricostruisce il percorso di una biografia che prende le mosse dal partito radicale (di cui il padre Franco Roccella fu storico esponente) ed approda alle attuali posizioni in difesa della famiglia e di contrasto alla maternità surrogata… di Luigi O. Rintallo

La campagna del ‘continuismo-restaurativo’, lanciata da Antonio Polito e proseguita da altri

L’editoriale d’inizio mese sul «Corriere della Sera» di Antonio Polito ha dato l’avvio a quella che può ben definirsi la “campagna di maggio” in nome del continuismo. A Polito va il merito di aver dato il “la” alla musica che hanno poi fatto sentire gli altri intervenuti, contrassegnata proprio dal refrain sintetizzato nell’elogio dei poteri neutri espresso nell’articolo del 2 maggio (Il valore del potere neutro). In cosa consista il motivo ricorrente, lo si è meglio compreso grazie agli altri interpreti come ad esempio Massimo Franco, sempre sul «Corriere» una settimana dopo, oppure Daniela Padoan su «La Stampa»… di Luigi O. Rintallo

Via Rasella / Fosse Ardeatine: il “non detto” di una polemica mistificatoria

La nostra prima reazione, come redazione di «Quaderni Radicali» e «Agenzia Radicale», di fronte alle polemiche sorte a seguito prima delle dichiarazioni della premier per commemorare le vittime della rappresaglia delle Fosse Ardeatine e poi di quelle del Presidente del Senato sull’attentato di Via Rasella che la innescò,  è stata di constatare quanto sia arretrata la consapevolezza politica rispetto a 44 anni fa. Così come tocca registrare quale sia il grado di superficialità, di imprecisione  e, insieme, di mistificazione che caratterizza - sia a destra sia a sinistra - quanti sono intervenuti, contribuendo più che altro a fare della memoria storica una indistinta poltiglia in cui diventa persino impossibile, se non inutile, provare a individuarne la composizione… di Luigi O. Rintallo

 

- Via Rasella/Fosse Ardeatine: la lettura di Marco Pannella. Intervista di Radio Radicale a Geppi Rippa

Il ‘continuismo’: la regola della democrazia fittizia

… I fenomeni legati alle tante “emergenze” evocate nel dibattito pubblico sono sempre nati per scaricare aspetti rischiosi – qualunquismo, terrorismo, ribellismo – tenuti sotto osservazione ma al tempo stesso coltivati, perché erano facilmente eliminabili dall’agenda politica. Mentre invece era pericolosissimo il percorso di una democrazia matura, che passava attraverso il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini, che non era la partecipazione eterodiretta dagli input dei vertici politici. Un percorso che prese forma attraverso la battaglia dei diritti civili, con la possibilità di trasferirsi anche sui temi dei diritti sociali ed economici, agendo inoltre sugli stessi modelli formativi della società così da sottrarre i singoli soggetti dall’irresponsabilità parassitaria che è servita a creare i presupposti dell’ammorbamento generale in cui ci troviamo… di Giuseppe Rippa

Gianni Minà, il ricordo di Fabio Viglione

Sono passati oltre venticinque anni dalla prima volta che ho avuto il piacere di conversare con lui che, all’epoca, dirigeva Tuttosport ed era amico del mio maestro, l’avvocato Vincenzo Siniscalchi. Non dimenticherò mai quegli scambi di opinioni sul calcio e sulla vita. Quanta saggezza e quanta semplicità, quella che solo i grandi sono in grado di offrire nelle relazioni. Anche le più estemporanee. Gianni Minà è stato un mastro di giornalismo senza mai salire in cattedra… di Fabio Viglione

Crisi della politica e poteri incontrollati della burocrazia

L’ennesima surreale polemica sollevata da Enrico Letta a proposito delle recenti nomine effettuate dal governo Meloni merita qualche considerazione. Non importa qui rilevare come, ancora una volta, il segretario dimissionario del PD – un partito che negli ultimi dieci anni ha “occupato” tutto l’occupabile dei posti pubblici, dalla Rai agli enti erogatori di servizi, senza nessun riguardo per il reale peso rivestito nelle istituzioni – dimostri un assoluto sprezzo del ridicolo, quanto piuttosto che la questione del rapporto tra direzione politica e gestione amministrativa andrebbe impostata in modo del tutto diverso che nel passato… di Luigi O.Rintallo