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26/03/17 ore

ESTERI

L’Italia paga i riscatti: tutti lo pensano, c’è chi sa, nessuno osa dirlo, il governo lo nega, Al Jazeera lo svela

È una di quelle cose che vanno sempre negate, anche di fronte all’evidenza. Un po’ come capita al coniuge fedifrago che sorpreso nudo al letto con l’amante si ostina a dire “cara, non è come pensi!”. Il governo così si trova costretto a ribadire di non aver mai pagato alcuni riscatto per i sequestri di italiani in zone di guerra. Eppure sembrano emergere in questi giorni pistole fumanti che attesterebbero un certo giro di milioni, grazie al quale sono tornati sani e salvi a casa Quirico, Greta e Vanessa, e prima di loro altri ancora.

Emergenza rifugiati, il dramma sotto il naso tedesco

Con il macabro ritrovamento di un Tir abbandonato lungo un’autostrada in Austria con decine di morti asfissiati, l’esodo biblico dalle guerre in Asia minore e in Medio oriente è diventata a pieno titolo un problema europeo. Fino a qualche settimana fa, nell’inerzia generale, la rogna sembrava infatti solo e tutta dell'Italia, alle prese con barche e barconi in transito nel Mediterraneo verso le coste di Sicilia, Calabria e Puglia e messa sotto accusa – per certi aspetti non a torto - per la gestione torbida dell’accoglienza. di Antonio Marulo

Nucleare, accordo con l’Iran. Materiali per la Verifica

L'accordo sul nucleare, definito storico, tra i 5 paesi più uno e l'Iran si è presentato come una condizione necessaria per evitare rischi gravi. "L'alternativa all'intesa con l'Iran è un aumento del rischio di una guerra e dei rischi per la nostra sicurezza nazionale" -  ha affermato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Lo stesso leader americano ho ribadito che ... «non si basa sulla fiducia ma sulla verifica".

Armenia, si riscalda l'ambiente in una regione a rischio

In un contesto internazionale, in cui Russia ed Europa si costruiscono i propri totem a supporto di vecchie e nuove pretese egemoniche - per la maggior parte intessute sulle indistruttibili fila di interessi di carattere finanziario - di fronte agli scontri che sono recentemente divampati nelle strade di Everan, diversi politici russi hanno insinuato che gli animi del popolo armeno siano stati accesi da pressioni americane e da organizzazioni filo-occidentali. di Francesca Pisano

Migranti, la Francia se ne frega: il “fallimento delle classi dirigenti d’Europa”

"La Francia non ha bloccato le frontiere". Le parole del ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, sull'emergenza dei migranti bloccati a Ventimiglia alla frontiera italo-francese, suonano come una beffa. Un goffo tentativo di celare, dietro ad un freddo quanto spudorato tecnicismo giuridico, l'imbarazzo di aver abbattuto, di fatto, ogni principio di solidarietà tra popoli sulla quale l'Unione Europea dovrebbe fondare la sua stessa ragion d'essere. di Ermes Antonucci

Lapo Pistelli farà politica estera all’Eni

Rischiava di passare alla storia come l’eterno vice alla Farnesina. Lapo Pistelli ne ha ricevuti infatti di sgarbi dal suo ex portaborse, ora inquilino di Palazzo Chigi: il primo quando, una volta defenestrata Emma Bonino, fu scelta la dilettante allo sbaraglio Federica Mogherini come Ministro degli Esteri, invece che il collaudato e allora già vice ministro; il secondo quando fu nominato un altro inesperto del settore, Gentiloni, per sostituire l’attuale Mrs Pesc. Ma da buon democristiano, Pistelli ha saputo fare buon viso a cattivo gioco, in attesa di cogliere l’attimo fuggente, arrivato poi puntuale. di Antonio Marulo

Quei rapporti mal impostati con la Russia: intervista a Stefano Silvestri

Nel “Putin day” italiano tornano più che mai d’attualità i temi di politica estera legati ai rapporti tra Russia ed Europa, più in generale l’Occidente. L’Italia sembra intenzionata a rompere l’isolamento e alleggerire la pressione e la tensione, dopo i misfatti della Crimea e dell’Ucraina. Potrebbe trattarsi di una scelta sotto sotto condivisa con gli alleati, per provare a sbloccare una situazione che finora non ha portato i frutti sperati, anzi ha ancor più irrigidito il Cremlino.

La Parata scomoda, andare o non a Mosca

La grande parata militare a Mosca per le celebrazioni del 70° anniversario della vittoria nella seconda guerra mondiale sono diventate un caso politico. Infatti quasi tutti i leader occidentali hanno ritenuto opportuno non andare, per motivi abbastanza ovvi – in ragione delle recenti vicende di Crimea e del sud est ucraino. Paolo Gentiloni e Laurent Fabius, ministri degli esteri di Italia e Francia, invece si sono recati a Mosca, senza però andare a sedersi sul palco dei maggiorenti e si sono limitati a portare dei fiori al monumento del milite ignoto. il giorno dopo la parata è andata anche la cancelliera Angela Merkel, compiendo analogo atto di solidale partecipazione. di Silvio Pergameno

Nagorno-Karabakh, l’Azerbaigian vuole un tribunale penale internazionale per Khojaly

La regione contesa è il Nagorno-Karabakh, le parti contendenti sono l’Armenia e l’Azerbaigian, l’evento simbolo di un tragico conflitto è quello della notte tra il 25 e il 26 febbraio 1992, quando le forze militari armene attaccarono la città di Khojaly, seminando distruzione del territorio e la morte di 613 persone, tra cui 106 donne, 83 bambini e 70 anziani.

Alla ricerca di un nuovo Patto per l’Europa

Di fronte ai primi timidi segnali di ripresa economica, le istituzioni europee non devono cadere nell'errore di agire secondo una logica di consolidamento, convinti che il peggio sia passato, ma, al contrario, varare un piano di rilancio dell'intero progetto comunitario su larga scala. E' questo il messaggio lanciato dal secondo rapporto del progetto "New Pact for Europe", presentato ieri a Roma a Spazio Europa, sede della rappresentanza in Italia della Commissione Europea. di Ermes Antonucci

L’Egitto di oggi peggio della dittatura di ieri. Ma Ue e Usa tacciono

Il nuovo governo egiziano sta varando misure autoritarie con una frequenza ed un'estensione mai raggiunte persino durante il regime dittatoriale di Mubarak. E' questo l'allarme lanciato sul Guardian da diverse personalità del mondo accademico e giuridico egiziano. di Ermes Antonucci