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18/10/26 ore

ESTERI

Il Grande Gioco asiatico che Europa e Occidente ignorano. Conversazione con Francesco Sisci di Geppi Rippa

Il conflitto in Medio Oriente e lo scontro tra Iran e Stati Uniti prende una piega sempre più di natura militare (le cronache delle ultime ore descrivono alcuni attacchi aerei statunitensi hanno colpito il sud-ovest dell’Iran… e la vicenda dell’aggressione russa in Ucraina registra nuovi raid russi con missili balistici su Kiev nella notte con otto civili, tra cui un bambino, sono stati uccisi e altri dieci feriti… In un contesto di grande rischio e turbolenza mondiale resta quasi ignorato dal sistema informativo in Europa ma soprattutto in Italia quello che accade in Asia. Eppure quello che accade in quel continente che da solo comprende oltre la metà della popolazione mondiale (più di quattro miliardi sono gli asiatici… Del Grande Gioco asiatico - con molti fronti problematici - parla Francesco Sisci, sinologo, analista politico, giornalista, con Giuseppe Rippa direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale nella conversazione per Agenzia Radicale Video che segue…

 

- Il Grande Gioco asiatico che Europa e Occidente ignorano. Conversazione Francesco Sisci/Geppi Rippa (Agenzia Radicale Video)

Poverty, Inc.: ‘Da documentario controverso a profezia sugli aiuti allo sviluppo’

Quando uscì nel 2014, Poverty, Inc. fu considerato da molti un documentario controverso, espressione della critica libertaria agli aiuti internazionali. Eppure il drastico ridimensionamento di USAID e la capacità dimostrata da molti Paesi africani di adattarsi senza il tradizionale sostegno occidentale hanno finito per conferire nuova credibilità a quella tesi, facendola apparire oggi lungimirante. Prodotto dall'Acton Institute e diretto da Michael Matheson Miller, il documentario sostiene che l'industria degli aiuti, un settore che muove miliardi di dollari, abbia sviluppato interessi propri e ben pochi incentivi a rendersi superflua. Il titolo stesso, Poverty, Inc., suggerisce che la povertà sia diventata un vero e proprio business… diventata un vero e proprio business… di Anna Mahjar-Barducci

 

- Anna Mahjar-Barducci: ‘L’Africa non ha bisogno di aiuti, ma di investimenti’ (Agenzia Radicale)

 

Il tempo stringe per Teheran

La nuova ondata di attacchi contro l'Iran ha un lasso di tempo indefinito, ma almeno un obiettivo chiaro e limitato: riaprire lo Stretto di Hormuz contro la rivendicazione di controllo di Teheran. Apre la strada a nuove possibilità e minacce per l’Iran… Gli Stati del Golfo stanno sviluppando alternative per aggirare lo Stretto di Hormuz tramite oleodotti per l'Oceano Indiano o il Mediterraneo. Alla fine, la morsa su Hormuz riguarderà soltanto il petrolio iraniano, senza chiare rotte alternative. Teheran rimarrebbe intrappolata nella sua stessa strategia… (Comitato editoriale Appia Institute)

L'Africa non ha bisogno di aiuti, ma di investimenti

Gli aiuti internazionali hanno portato più danni che benefici ai Paesi africani. In un’analisi del 1986 ancora oggi attuale, intitolata The Continuing Failure of Foreign Aid, il noto scrittore americano James Bovard afferma: «Gli aiuti esteri hanno raramente realizzato qualcosa che i Paesi non avrebbero potuto fare da soli. Al contrario, spesso hanno incoraggiato le peggiori tendenze dei governi beneficiari, contribuendo a finanziare programmi e politiche che hanno affamato migliaia di persone e compromesso economie già fragili.»… di Anna Mahjar-Barducci

Ma c’è chi vuole un Iran con il nucleare? Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa

Dopo tre mesi di conflitto, Washington e Teheran annunciano un'intesa con firma imminente che potrebbe chiudere la guerra - riportano le Agenzia di stampa . Il testo, dato per "concordato" da fonti negoziali, non è però ancora stato diffuso integralmente e su alcuni nodi centrali (il nucleare in primis) emergono versioni discordanti tra le due parti. (Sky TG24)… L'intesa dovrebbe essere  firmata venerdì a Ginevra e non è nota nel dettaglio - scrive l’AdnKronos - … Ma in ogni caso sono non pochi i punti che restano aperti… Le parti quindi negozieranno per un accordo ulteriore sul programma nucleare iraniano, uno dei nodi più delicati. Nella conversazione conversazione che segue, il prof. Francesco Sisci, analista politico, sinologo, giornalista discute con il direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Giuseppe Rippa, dei potenziali nodi di un accordo ancora difficile e che, se potrebbe portare alla chiusura nell’immediato del conflitto, non risolve le posizioni divergenti in particolare sul programma nucleare iraniano e sulle sue implicazioni future…

 

- Ma c’è chi vuole un Iran con il nucleare? Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa (Agenzia Radicale Video)

Francesco Sisci: ‘Cina, scambiare la politica con l’economia’

Pechino potrebbe affrontare un cortocircuito confuso nei suoi calcoli economici e politici che potrebbe danneggiare seriamente la Cina nei prossimi anni.

 

Un enorme e crescente surplus commerciale sembra essere il principale ostacolo che spinge la Cina verso attriti e conflitti con gran parte del mondo. È quindi fondamentale che la Cina si opponga alla narrazione principale, come ha recentemente scritto il Global Times ufficiale:"La maggiore competitività delle imprese cinesi deriva da un sistema industriale completo, investimenti sostenuti nella tecnologia, un mercato massiccio e una forte concorrenza di mercato, non dai cosiddetti tassi di cambio "manipolati artificialmente". Mirare all'RMB non risolverà le sfide che il settore manifatturiero tedesco deve affrontare, né affronterà le carenze nella catena di innovazione europea”… di  Francesco Sisci 

L'Etiopia si sta affermando come partner indispensabile dell'Occidente nel Corno d’Africa

La nazione africana sta impedendo che la regione cada sotto l'influenza dei Fratelli Musulmani, di Al-Qaeda, dell'Iran e dei loro alleati. L'Etiopia sta rapidamente diventando il partner più importante di Washington nel Corno d'Africa. Con le tensioni nello Stretto di Hormuz che destano preoccupazione per la sicurezza delle rotte marittime globali, è ancora più imperativo mantenere aperto e stabile lo Stretto di Bab el-Mandeb, sul Mar Rosso… di Anna Mahjar-Barducci

Pollice verso per Trump, ma … è poi vero che l’Iran ha vinto? Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa

I negoziati previsti in Svizzera tra Iran e Stati Uniti, volti a raggiungere un accordo per porre fine al conflitto in Medio Oriente, sono stati rinviati a tempo indeterminato. Dopo la cancellazione del viaggio del vicepresidente statunitense JD Vance nel Paese alpino. "I colloqui previsti tra Stati Uniti, Iran, Qatar e Pakistan sono stati rinviati. Poi nuovo cambiamento: la delegazione statunitense, guidata dal vicepresidente, quella iraniana con a capo il presidente del Parlamento Ghalibaf, e i mediatori di Pakistan e Qatar si trovano a Burgenstock, in Svizzera. Lo riferisce il ministero degli Esteri elvetico, precisando che "i colloqui tra le parti dovrebbero iniziare nel corso della mattinata". In Svizzera c'è anche il premier pakistano Muhammad Shehbaz Sharif. "Lo stretto di Hormuz rimane chiuso", avverte Teheran… La questione dell'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran è piena di trappole e insidie… ognuno rivendica di essere uscito vincitore… Ma la vicenda di Israele resta al centro della questione mediorientale… In ogni caso non si può non dire che la Repubblica islamica esce molto indebolita ed è sopravvissuta fino ad ora grazie soprattutto al sostegno della superpotenza cinese. Il direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Giuseppe Rippa conversa con il professor Francesco Sisci sulla miscela unica di radicalismo e pragmatismo che costituisce l’Iran proprio perché molti nella regione e negli Stati Uniti non sono soddisfatti dell'accordo di pace, e di come i prossimi mesi potrebbero essere cruciali…

 

- Pollice verso per Trump, ma … è poi vero che l’Iran ha vinto? Conversazione con F. Sisci di G. Rippa (Agenzia Radicale Video)

Francesco Sisci: ‘Dopo l’accordo. Gli enigmi dell'Iran e le scommesse della Cina’

L'annuncio di pace sulla guerra tra Stati Uniti e Iran segna una nuova fase strategica per entrambi i paesi. L'Iran è un misto di radicalismo e pragmatismo. La guerra con l'Iraq negli anni '80 e il recente scontro con gli Stati Uniti hanno contribuito a rafforzare il regime quando è stato gravemente scosso. Ha ottenuto un successo importante imponendo un blocco sullo Stretto di Hormuz. Ma la società e l'economia sono gravemente sfregiate e la leadership è divisa. Questa divisione potrebbe rappresentare un problema in futuro quando si affronta l'economia. Il regime potrebbe fare peggio in pace che in guerra. L'Iran non è libero da sanzioni e sfide esterne, e gli attacchi futuri sono ora una possibilità reale. Le sue difese aeree si sono dimostrate impotenti e le sue capacità di rappresaglia possono spaventare gli avversari, ma hanno dimostrato di non poter raggiungere un vero successo militare… di Francesco Sisci (da Appia Institute)

La sentenza della corte turca reintegra l'ex leader dell'opposizione dopo la vittoria dell’opposizione, accendendo la reazione

Il 21 maggio 2026, la 36a Camera Civile della Corte d'Appello Regionale di Ankara ha stabilito che il 38° Congresso Ordinario, tenutosi 4-5 novembre 2023, e il 21° Congresso Straordinario, tenutosi il 21 settembre 2025, del principale partito di opposizione della Turchia, il Cumhuriyet Halk Partisi (CHP), erano "assolutamente nulli" a causa della corruzione, ha detto, nel procedimento. Questa sentenza ha creato una crisi legislativa e giudiziaria nel CHP che è in corso… Questa non sarebbe la prima volta che il governo del presidente Erdoğan ha usato il potere statale per cercare di schiacciare l'opposizione in Turchia. Nel dicembre 2022, prima delle elezioni presidenziali del maggio 2023, Ekrem İmamoğlu, il sindaco di Istanbul, è stato condannato a due anni e mezzo di carcere per aver insultato un ente governativo. Quattro mesi dopo, il 23 marzo 2025, è stato arrestato con accuse separate di corruzione e terrorismo e portato nella prigione di Silivri di Istanbul, provocando massicce proteste a suo sostegno. Lo stesso giorno, in un'elezione primaria che ha coinvolto quasi 15.000.000 di elettori, il suo partito lo ha scelto come prossimo candidato presidenziale. Nonostante İmamoğlu fosse già in prigione, un altro mandato per il suo arresto per spionaggio politico è stato emesso nell'ottobre di quell’anno. L'accusa contro di lui chiede una pena compresa tra 849 e 2.430 anni di carcere per le varie accuse. Il suo processo è in corso… da Memri

Think tank con sede in Etiopia 'Horn Review': il Sudan come questione strategica per l'Etiopia, non solo un conflitto vicino

Mentre il Sudan entra nel suo quarto anno di guerra civile, il think tank con sede in Etiopia Horn Review ha recentemente pubblicato un brief politico, intitolato "La guerra del Sudan e l'imperativo del ri-impegno dell'Etiopia", sostenendo che l'Etiopia dovrebbe riaffermarsi come principale mediatore africano nel conflitto. Il documento sostiene che il futuro del Sudan è troppo importante per la sicurezza etiope per lasciare il campo all’Egitto, all'Eritrea e ad altri attori esterni, avvertendo che il continuo disimpegno etiope rischia di minare gli interessi di Addis Abeba per la sicurezza delle mfrontiere, la stabilità regionale, la gestione dei rifugiati e l'ambiente di sicurezza che circonda la Grand Ethiopian Renaissance Diga (GERD). Richiede quindi un ruolo diplomatico etiope più attivo, incentrato su una rinnovata leadership all'interno delle istituzioni africane e sul sostegno a un insediamento politico guidato dai civili in Sudan… (da Memri)

Archivio notizie di Agenzia Radicale

é uscito il N° 119 di Quaderni Radicali

"EUROPA punto e a capo"

Anno 47° Speciale Maggio 2024

è uscito il libro 

Edizioni Quaderni Radicali

‘La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu - Atti del Forum di Quaderni Radicali’

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Aiutiamoli a casa loro? Lo stiamo già facendo ma male.

è uscito il libro 

di Giuseppe Rippa

con Luigi O. Rintallo

"Napoli dove vai"

è uscito il nuovo libro 

di Giuseppe Rippa

con Luigi O. Rintallo

"l'altro Radicale
Essere liberali
senza aggettivi"

 (Guida editori) 

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