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30/03/17 ore

ESTERI

Crimea, sì alla secessione dall'Ucraina: il popolo sceglie la Russia

“Russia ti amo”, “Siamo tornati a casa” gridano centinaia di persone in piazza Nahimov, a Sebastopoli, mentre le bandiere russe sventolano nell’aria al ritmo dell’inno di Mosca. All’indomani del referendum che con il 96,6% delle preferenze ha detto sì alla secessione dall’Ucraina, il Parlamento di Crimea ha votato formalmente per l’indipendenza e ha chiesto al Cremlino di far diventare la penisola un nuovo soggetto della Federazione Russa con lo status di Repubblica.

Nigeria, Boko Haram e il massacro degli studenti

59 corpi che bruciano, il futuro di un Paese tra le fiamme dell'odio. E' un'immagine raccapricciante quella degli studenti uccisi in una scuola secondaria di Buni Yadi, nello stato di Yobe, nord della Nigeria. Boko Haram, il gruppo islamista estremista che agisce seminando morte e terrore nel Paese africano, ha colpito ancora: bambini, ragazzi tra gli 11 e i 18 anni, arsi vivi nel sonno, sgozzati nei propri letti, rincorsi fin nella boscaglia che circonda il collegio e uccisi a colpi d'arma da fuoco.

Ucraina, si guarda al futuro (europeo)

Sotto il cielo di Kiev la battaglia, per ora, è finita. Esautorato dal parlamento il 22 febbraio, l'oramai ex presidente dell'Ucraina Viktor Yanukovich, fuggito dalla capitale e dichiarato latitante, è indagato per “strage” a causa del massacro di piazza Maidan, epicentro della protesta europeista che ha sconvolto il Paese negli ultimi 3 mesi.

L'Ucraina sull'orlo della guerra civile

“Fermare il bagno di sangue” era la priorità, ma la tregua annunciata mercoledì sera da Victor Yanukovich al termine di un incontro con i capi delle opposizioni ha retto per poco più di dodici ore e, mentre conta i suoi morti, l'Ucraina si prepara alla guerra civile.

Brucia l'Ucraina, 25 morti nella notte. Yanukovitch: "Inaccettabile"

L'Ucraina “è un'isola di libertà e noi la difenderemo” ha dichiarato Vitaly Klitschko, leader del partito d'opposizione Udar, esortando i manifestanti a difendere la piazza. E la piazza prende fuoco: sono almeno 25, e il bilancio potrebbe salire, le persone che hanno perso la vita negli scontri tra forze di sicurezza governative e manifestanti filoeuropeisti scoppiati ieri a Kiev e proseguiti per tutta la notte.

Marò, l’imbarazzante ambiguità dell’Onu

“Risolvetevela da soli”: questa è stata, nella sostanza, la clamorosa risposta dell’Onu al governo italiano, che, per iniziativa del ministro degli Esteri Emma Bonino, aveva richiesto un maggior sostegno da parte del massimo organismo internazionale sulla vicenda dei due marò bloccati in India. di Ermes Antonucci

Nagorno-Karabakh, la guerra sopita in una regione strategica

L’hanno definita la “Srebrenica del Caucaso”. È Khojaly, una città situata nella regione del Nagorno Karabakh, dove il 25 febbraio del 1992 avvenne un massacro delle popolazioni civili di etnia azerbaigiana ad opera delle forze armene, divenuto simbolo tragico di una delle questioni più controverse e tuttora irrisolte scaturite dalla dissoluzione dell’impero sovietico: lo scontro fra Armenia e Azerbaigian sulla sovranità dell'enclave del territorio azerbaigiano abitata in maggioranza da armeni. di Antonio Marulo

Marò, Bonino: no a disputa bilaterale, l'Onu intervenga

Prima la preoccupazione, poi la rassicurazione. Emma Bonino, in audizione al Senato, ha commentato il cambio di rotta delle Nazioni Unite sulla possibilità di un intervento dell'Onu nella controversa vicenda dei due marò italiani prigionieri in India.

Immigrazione in Svizzera, l'asse italo-tedesco pone un limite

Contro ogni previsione, la Svizzera dice sì ad un'iniziativa che pone un limite all'immigrazione degli stranieri. Il 50,3% dei cittadini elvetici ha infatti votato a favore di una norma contro “l'immigrazione di massa” che reintroduca tetti massimi e contingenti al libero accesso di nuovi residenti, lavoratori frontalieri e richiedenti asilo politico.

Processo ai marò, l'accusa di terrorismo e l'ennesimo rinvio

Doveva essere una giornata decisiva, ma è diventato solo l'ennesimo rinvio: la Corte Suprema di New Delhi ha infatti riscontrato troppo divario tra la richiesta avanzata dalla pubblica accusa e la strenua opposizione difesa nel caso di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due marò la cui complessa vicenda sta scatenando una vera e propria crisi diplomatica tra Italia e India, e ha deciso di rinviare al 18 febbraio l'udienza in cui si deciderà la sorte dei fucilieri.

Siria, tra sfiducia e speranza di rimuovere lo stallo

Risuonano le parole di Lakhdar Brahimi, inviato speciale delle Nazioni Unite per la Conferenza di Ginevra 2, che ha dichiarato falliti i negoziati di gennaio perché non hanno condotto all’affermarsi del governo di transizione, né hanno permesso l’apertura di corridoi umanitari sul territorio siriano. di Francesca Pisano