Il 2026 è iniziato con una serie di eventi drammatici, con conseguenze geopolitiche tutte rischiose e ancora da scrivere. La cronaca del capodanno ci ha raccontato della tragedia di Crans-Montana, che ha prodotto angoscia e dolore, ma gli avvenimenti internazionali si sono sovrapposti in una vera e propria esclalation… Dalle rivolte in Iran in un contesto ”… che fa da sfondo allo scontro diplomatico è un deterioramento economico senza precedenti con l’ennesimo crollo del rial - arrivato a circa 1,5 milioni per un dollaro, contro i 250mila del 2021 che ha innescato una nuova ondata di manifestazioni, le prime dopo la guerra con Israele dello scorso giugno e dopo le grandi rivolte del 2022 del movimento pro-democrazia Donna, vita, Libertà…”, alle vicende del Venezuela.
“… Il 3 gennaio 2026 gli Usa hanno effettuato un attacco su larga scala contro il Venezuela, con diverse esplosioni registrate a Caracas. Le tensioni erano andate crescendo dallo scorso agosto. E, da settembre, si sono contati più di 30 attacchi dell'esercito statunitense contro imbarcazioni sospettate di essere utilizzate per il traffico di droga nei Caraibi e nel Pacifico orientale…”.
“… Un’operazione militare - scrive Il Sole 24ORE - in tre fasi, condotta direttamente dalle forze speciali statunitensi con il vasto appoggio dell’intero esercito Usa e difficilmente inquadrabile sul piano del diritto internazionale: mentre lo svolgimento preciso dell’attacco al Venezuela culminato nella cattura di Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores…”.
“…Dall’invio delle navi da guerra statunitensi nel Mar dei Caraibi - ha riportato l’agenzia Ansa - alla minaccia di un raid di terra, fino all'attacco su larga scala che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, l’’escalation della tensione tra Stati Uniti e Venezuela va avanti da mesi, con un intensificarsi dello scontro che ha visto Trump alzare sempre più i toni nei confronti di Maduro, lanciando l'operazione Southern Spear…”.
Sembra ormai certo un tradimento tra gli ufficiali che dovevano occuparsi di proteggere il leader riportano molti organi di informazione.
Uno scenario pieno di incognite e dagli sviluppi imprevedibili anche se appare sempre più evidente che le questioni che riguardano le singole vicende (Venezuela, Iran, Taiwan, Ucraina…) sembrano collegarsi ad un filo rosso comune… la questione Cina-Usa che definisce la scenografia entro qui queste drammatiche turbolenze vanno lette.
Ci si spinge sempre più a guardare i fatti (lo fanno in modo ripetitivo e con poca capacità di definire le questioni i media italiani con una cantinelante rappresentazione poco utile alla conoscenza e alla comprensione) in uno schema ideologico, che a cercare di comprendere se gli stessi in fondo, in assenza di un ordine internazionale, corrispondano alle dinamiche di posizionamenti e rapporti di forza che stanno segnando il nostro tempo.
Siamo nel centro di un braccio di ferro Cina - Usa, una sorta di seconda Guerra Fredda, ben diversa dalla prima Urss-Usa?
Gli Stati Uniti ritengono che anche con i nemici sia possibile collaborare su alcune domande e contrapporsi su fronti diversi, come avveniva con l'URSS durante la Guerra Fredda. La Cina potrebbe pensarla diversamente… Si sa del vertice tra Trump e Xi Jinping, previsto probabilmente per fine aprile, ma sempre più emerge una connessine tra i vari eventi con gli equilibri tra i due attori geopolitico oggi determinanti.
Francesco Sisci, sinologo, analista politico, giornalista conversa con Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali proprio su questo e sugli interessi in gioco, con le connessioni, le alleanze, i rischi, che ci riguardano tutti su Agenzia Radicale Video.
- Cina versus Usa 2^ Guerra Fredda: Venezuela, Taiwan, Iran, Ucraina. Conversazione F. Sisci-G. Rippa
(Agenzia Radicale Video)