Groenlandia, Ucraina, Venezuela, Minneapolis, Gaza, il massacro dei curdi in Siria, questi i fronti più caldi di un quadro internazionale in fibrillazione… Un fronte tragico si rivela in questo tremendo complesso ed è quello iraniano.
“È il massacro di pacifici manifestanti più terrificante della storia moderna quello avvenuto in sole 48 ore in Iran. Dall’8 al 9 gennaio, oltre 36.500 persone sono state uccise, nel corso dell’insurrezione popolare, dalle forze paramilitari della Repubblica islamica iraniana e dalle milizie sciite fatte affluire da diversi paesi del medioriente. Lo riportano il Time e Iran International che pubblicano un dettagliato rapporto di personale medico, funzionari del ministero della Salute iraniano coperti da anonimato, ex funzionari del regime, testimoni oculari e familiari delle vittime…” - così agenzie di stampa e quotidiani rilanciano la drammatica notizia.
“… Le fonti hanno riferito che in quei due giorni, un giovedì e un venerdì, le scorte di sacchi per cadaveri erano andate esaurite e le ambulanze erano state sostituite da autoarticolati a diciotto ruote - scrive l’Ansa. La stima di 30.304 morti, scrive Time, non tiene poi conto dei feriti ricoverati negli ospedali militari deceduti successivamente, o delle vittime in aree dove non sono stati forniti bilanci.
Il conteggio interno dei morti, reso noto dal magazine americano, risulta di dieci volte superiore al bilancio di 3.117 annunciato il 21 gennaio dai sostenitori della linea dura del regime che rispondono direttamente alla Guida Suprema Ali Khamenei.
Per Il Foglio, l’Adnkronos “… Time precisa di non poter verificare in modo indipendente i dati, ma segnala che la stima è coerente con le testimonianze di medici e soccorritori presenti sul campo contattati dalla rivista: Amir Parasta, un chirurgo e oculista tedesco-iraniano che ha redatto un rapporto sui dati, ha riferito che il conteggio occulto di decessi registrati dagli ospedali ammontava a 30.304 venerdì, numero che tuttavia non comprende i decessi di persone registrati negli ospedali militari, i cui corpi sono stati portati direttamente agli obitori. Tale bilancio esclude anche quelle morti legate a proteste avvenute in luoghi non raggiunti dall'indagine. Il Consiglio di sicurezza iraniano ha affermato che le mobilitazioni di piazza si sono svolte in 4mila località del Paese…”.
La mappa mondiale in fibrillazione, in particolare lo scenario iraniano è oggetto della conversazione di Francesco Sisci, sinologo, giornalista, analista politico con Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali, nella conversazione per Agenzia Radicale Video che segue.
- Mondo in fibrillazione: Iran, Ucraina, Groenlandia … Conversazione Francesco Sisci - Giuseppe Rippa
(Agenzia Radicale Video)