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03/02/26

Referendum Giustizia: votare SI per arginare le bugie. Conversazione con Fabio Federico di Giuseppe Rippa


Categoria: POLITICA
Pubblicato Martedì, 03 Febbraio 2026 00:41

Il “Comitato Pannella Sciascia Tortora”, promosso dal Partito Radicale per il SI al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, ha sporto denuncia contro i responsabili del comitato “Giusto dire No”, cui addebita il reato contravvenzionale previsto dall’art. 656 c.p. («pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico») in quanto promotori della diffusione del seguente propagandistico: 

 

«Vorresti giudici che dipendono dalla Politica? No. Con la legge Nordio i politici vogliono controllare le decisioni dei magistrati. AL REFERENDUM VOTA NO».

 

Abbiamo deciso di denunciare lo spot dell’ANM perché a un certo punto bisogna pure dare un segnale di una campagna elettorale che rischia una deriva di forte contrapposizione nella quale bisogna evitare che ci siano false notizie. Siccome ci sono gli strumenti giuridici per i quali la magistratura stessa può accertare se c’è stata o meno una violazione noi abbiamo ritenuto di investire la magistratura di questa questione…” - così si è espresso il prof. Giorgio Spangher, in qualità di presidente onorario del “Comitato Pannella Sciascia Tortora” per il Sì alla separazione delle carriere e la nomina dei membri i del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).

 

Il messaggio, sostiene la denuncia, «veicola una notizia palesemente falsa e tendenziosa, finalizzata unicamente a manipolare l’opinione pubblica e a ingenerare nel corpo elettorale un timore del tutto infondato circa le conseguenze della riforma costituzionale, così da influenzarne il voto».

 

Infatti la notizia diffusa è radicalmente smentita sia dal testo della legge approvata in Parlamento, che ribadisce l’autonomia e l’indipendenza della magistratura da ogni altro potere anche per i magistrati del pubblico ministero, sia dai relativi lavori preparatori.

 

Bisogna dire di sì perché è una riforma necessaria, indispensabile anche per la giustizia ma soprattutto per riorganizzare la magistratura, per dare un segnale importante al Paese di avere un giudice terzo e imparziale  - ha sottolineato in un’intervista il coordinatore del Comitato del Sì Fabio Federico -. La necessità di separare il corpo della magistratura in due Consigli superiori della magistratura, uno per i requirenti, uno per i giudicanti diventa quindi un passaggio importante per ricostruire un pò il tessuto che di quel corpo giurisdizionale e quindi di quel potere giurisdizionale che negli ultimi tempi e soprattutto dalla riforma del Codice procedura penale ha costruito una fase e ha costituito una fase fondamentale”.

 

Al referendum bisogna votare sul merito e non in base ai partiti politici, i partiti li votiamo alle elezioni amministrative. Bisogna farsi un’idea indipendentemente dal colore politico. Credo ci sia una necessità di riforma, perché dopo aver riformato il codice penale è stata staccata in maniera netta la figura del giudice che deve stare in mezzo tra difesa e accusa, è come giocare ad un gioco a tre. Questo però entra in contraddizione se esiste un unico organo, il CSM. In questa situazione i PM riescono ad ottenere quasi tutto nel periodo preliminare e questo porta il cittadino indagato ad essere preso subito per colpevole. Poi magari viene assolto alla fine, ma nel frattempo c’è uno squilibrio processuale”. Queste le parole di Stefano Ceccanti, professore e costituzionalista in un’intervista.

 

In una conversazione pubblica sulla giustizia che è in questo momento surreale, si dicono e si scrivono, su questioni le più varie, stramberie ineguagliate negli ultimi anni. Non è solo opera di opinionisti, che sono istituzionalmente deputati alle circonvoluzioni logiche, contribuiscono politici e magistrati… - scrive Giuliano Ferrara su Il Foglio -. La riforma è solo la tardiva ratifica e la codificazione definitiva di una ovvia tendenza, quella alla separazione delle carriere requirenti e giudicanti, che da tempo immemorabile avrebbe dovuto essere stabilita dal legislativo…”.

 

Con l’avv. Fabio Federico, Giuseppe Rippa discute, nella conversazione che segue, della riforma su cui si andrà a votare il 22 e 23 marzo, soffermandosi in particolare sugli aspetti dello squilibrio processuale e sui rapporti tra giustizia e politica.

 

- Referendum Giustizia: votare SI per arginare le bugie. Conversazione Fabio Federico/Giuseppe Rippa

(Agenzia Radicale Video)

 

 



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