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18/06/19 ore

L'immagine e lo spettatore. Many Worlds diretto da Alexis Kirke


  • Stefano Delle Cave

In questi giorni sarà presentato  al Peninsula Arts Contemporary Music Festival ,organizzato dall’Università di Plymouth,  il cortometraggio Many Worlds diretto da  Alexis Kirke. Questa piccola opera di appena 15 minuti rappresenta un complesso esperimento sulla percezione sensoriale del pubblico stesso.

 

Nel  1970, all'interno dei suoi studi, Gene Youngblood aveva affrontato il problema parlando del concetto di  cinema espanso come un valicamento dei confini dello schermo dovuto alle nuove tecnologie che modificano anche le possibilità del linguaggio cinematografico implicando un allargamento del sistema sensoriale umano. Lo studioso americano dunque aveva messo un punto fondamentale su un cammino iniziato dal cinema fin dai primordi, si pensi alle scoperte sul montaggio fatte dall'Avanguardia russa con Eisensteijn e Vertov, e proseguito poi con la videoarte che da sempre riflette sulle possibilità creative dell'immagine.

 

Nel caso di Kirke ci troviamo di fronte uno studio effettuato in base alla moderna tecnologia digitale offerta dal computer di cui lo spettatore non è solo passivo ma anche attivo. L'esperimento dell'artista inglese consiste infatti nel coinvolgere quattro spettatori su cui sono applicati dei  sensori  capaci di misurare alcuni indicatori biologici come la tensione muscolare, le onde cerebrali e la cosiddetta conducibilità della pelle.

 

Gli  impulsi registrati vengono infine trasformati dal computer in algoritmi in grado di tradurre queste reazioni fisiche in determinate svolte nella trama e nella colonna sonora del film con l’intento di rimontarlo a seconda dei gusti del pubblico. Cioè dunque se  la parte del film sottoposta agli spettatori risulta noiosa, il ritmo di quella seguente sarà più veloce fino a proporre al pubblico addirittura ben 4 finali alternativi.

 

Kirke è sicuro  infatti che proprio l'interazione con il film sia il futuro del cinema: "Ho letto la storia della Industrial Light and Magic e sembra inevitabile che il pubblico interagirà con i film" - afferma l'artista inglese citando  la nascita di nuove  tecnologie come computer-aided editing ( una tecnica  che permette la creazione di immagini in alta definizione ed interattive). " … Le nuove macchine da presa, puntando sul pubblico potranno stabilire la reazione dello spettatore".

 


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