26/04/26 ore

La più piccola, di Hafsia Herzi. Premiato a Cannes


  • Giovanna D'Arbitrio

 

Presentato in concorso al 78°Festival di Cannes, La più piccola (La Petite Dernière), film diretto e sceneggiato da Hafsia Herzi, tratto dall'omonima autobiografia di Fatima Daas, ha ottenuto per la protagonista esordiente Nadia Melliti, il prix d'interprétation féminine, nonché 1 premio César.

 

Il libro viene così presentato da Fandango: Fatima Daas, la mazoziya, la più giovane della famiglia, quella che avrebbe dovuto essere un maschio come Ahmad, suo padre, aveva sperato. Le sue due sorelle sono nate in Algeria. È l’unica a essere nata in Francia, con parto cesareo. Sua madre, Karmar, è una maestra nel suo Regno: la cucina. Ma soprattutto Fatima è musulmana, devota e schiava della sua religione. Religione nella quale vorrebbe trovare approvazione, un modo per essere accettata da omosessuale senza dover rinunciare alla fede. 

 

E così, a poco a poco, con ritmo incalzante da rap ipnotico e una lingua asciutta, originalissima e misteriosa perché mescolata a parole arabe, il puzzle si compone: il suo amore per le ragazze e per Nina in particolare, i riti e i precetti dell’islam, i conflitti interiori, l’amore per Allah, il bisogno di consegnarsi a questo dio di fronte al quale Fatima si sente peccatrice. Ma la scrittura è una cura, il dolore che ne scaturisce a poco a poco si allevia, si intravede la luce della riconciliazione”.

 

Il film si attiene alla trama del libro e racconta la storia di Fatima (Nadia Melliti), una ragazza di 17 anni, la più giovane di tre sorelle, cresciuta in una banlieue parigina in una famiglia di origine algerina molto unita non solo da affetto, ma anche da antiche tradizioni. 

 


 

Studentessa brillante, ottiene una borsa di studio per seguire un corso di filosofia all’università e così, stando lontana dalla famiglia, scopre un mondo nuovo, fatto di esperienze diverse vissute con maggiore libertà. La scoperta della sua attrazione per le donne genera in lei una dolorosa crisi come musulmana, combattuta tra rimanere fedele a sé stessa e non rinnegare le sue radici, scoprendo che il percorso verso la libertà comporta difficoltà, sofferenza e coraggio.

 

Il film fa riflettere su temi profondi come ricerca di identità, conflitto interiore tra fede e desiderio di libertà, distacco dalle tradizioni familiari. E in effetti la regista Hafsia Herzi si è mostrata rattristata e incredula per il divieto ai minori di 14 anni imposto in Italia al suo film, una forma di censura non applicata in altri paesi. 

 

Difendendo il suo film, ha affermando che "non contiene scene sessuali esplicite" essendo un racconto di formazione delicato sulla scoperta di sé, di un’identità legata a una sessualità diversa non accettata in un contesto familiare musulmano.

 

Il film si avvale di bravi interpreti come Park Ji-min, Nadia Melliti, Mouna Soualem, Aloïse Sauvage, Melissa Guers, Sophie Garagnon, Louis Memmi, Némo Schiffman, Rita Benmannana, Victorien Bonnet; sceneggiatura: Hafsia Herzi; fotografia: Jérémie Attard; musiche: Amin Bouhafa.

 

Hafsia Herzi, nata nel1987 a Manosque, francese di origine tunisina, è nota soprattutto come brava attrice per il suo ruolo nel film Cous cous, per il quale vinse un premio ai César 2008 e il premio Marcello Mastroianni a Venezia. Come regista ha al suo attivo altri due film Tu mérites un amour (2019), Bonne Mère (2021)

 

Ecco il trailer del film (da Coming Soon)

 

 


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