Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

26/11/20 ore

Il capovolgimento diabolico del sogno pannelliano



di Guido Vitiello

(da 24ilmagazine)

 

Quando c’era Lui, caro lei, i treni arrivavano puntuali. Certo, il rispetto dell’orario ferroviario non è tutto in un Paese; come diceva Massimo Troisi, non c’era bisogno di fare Mussolini capo del governo, bastava farlo capostazione. Poi venne la Repubblica, e calò sui binari un’esasperante anarchia.

 

I partiti, ciascuno con il suo treno, presero ad accumulare ritardi, a volte piuttosto vistosi, sull’orario ferroviario della storia mondiale. Il convoglio dei comunisti italiani, per esempio, era atteso alla stazione di Bad Godesberg nel 1959, svincolo indispensabile per presentarsi in orario alla Leopolda nel 1989. Ma per una serie di disguidi — la cocciutaggine dei macchinisti, i vagoni rallentati dal sovraffollamento — dovette ripiegare, con trent’anni di ritardo, sulla vicina stazione della Bolognina e quando si fermò alle tappe successive molti passeggeri, sfiancati dall’attesa, erano già saliti su altri treni.

 

Il tempo è fuor di squadra, out of joint, diceva Amleto; ma in politica la puntualità non è una virtù trascurabile, e chi non tiene d’occhio il tabellone delle partenze e degli arrivi va incontro a una serie frustrante di appuntamenti mancati. Così, mentre la locomotiva comunista arrancava su un binario morto fischiettando Guccini, il trenino dei radicali sfrecciava con spaventoso anticipo, e nei primi anni Novanta era già lì ad attendere i compagni passeggeri del Pci in un immaginario Blue state italiano, con la proposta di un Partito Democratico all’americana. A volte, poi, il macchinista Marco Pannella si presentava in anticipo non soltanto sugli altri treni, ma addirittura sulla costruzione della stazione.

 

Nel 1989 i radicali avevano già scoperto internet, con Agorà telematica, e nel 2000 avevano usato la Rete per eleggere il Comitato nazionale. Era troppo presto, imperdonabilmente presto; così, quando la stazione fu pronta, a prendere a bordo i passeggeri furono un comico cialtrone che fino a pochi anni prima andava spaccando i computer sul palco e un imprenditore mitomane capace al massimo di organizzare plebisciti elettronici truffaldini.

 

In politica conta solo il kairos, il tempo opportuno, il tempo dell’occasione; e ad acciuffarlo, come in un gioco di rubabandiera, spesso non è il più bravo, è semplicemente il più ladro. Verso la fine degli anni Ottanta, Pannella ha un’altra prodigiosa intuizione: lo Stato-nazione ottocentesco, pensa, non è più il contenitore delle scelte politiche cruciali; per governare il mondo che verrà servono partiti transnazionali, capaci di agire attraverso le frontiere. I tempi, però, sono così poco maturi che la svolta transnazionale dei radicali sarà vissuta da alcuni dirigenti e militanti come un mero suicidio del partito, da altri come la trasformazione in una ong animatrice di grandi campagne per i diritti umani e civili, traguardo meritorio ma irrisorio rispetto alle ambizioni originarie.

 

Ma la storia non è mai a corto di ironie, spesso di cattivo gusto; così, qualcosa di simile al partito transnazionale la sta creando oggi l’arcinemico dei radicali all’Onu, Vladimir Putin. Non è soltanto il vecchio imperialismo, e neppure una variante dell’internazionalismo o delle federazioni di partiti ideologicamente affini. Sotto la guida di Putin — che punta su movimenti e leader locali offrendo loro supporto logistico, dossier spionistici, infiltrazioni elettorali, centrali di disinformazione, proposte di accordi dai contorni oscuri — si sta formando un network transnazionale di forze che, in mancanza di meglio, chiamiamo populiste...

 

- prosegui la lettura su 24ilmagazine.ilsole24ore.com

 

 


Commenti   

 
0 #8 Andrea Maur 2017-11-02 13:01
Per tutti.
Dà prestiti a qualsiasi persona seria. Il mio tasso di interesse è del 3% all'anno per un periodo di rimborso compreso tra 1 e 25 anni a seconda dell'importo prestato. Per ulteriori informazioni vi preghiamo di contattarci al e-mail:
Citazione
 
 
0 #7 ilSocialista 2017-10-24 00:44
"Chi ha tutto da perdere in questo processo è, ovviamente, la middle-class – i cittadini che “seguono le regole”: vanno a scuola, si trovano un lavoro tradizionale il cui maggior pregio dovrebbe essere la stabilità. Queste persone, prive della necessaria spregiudicatezz a per agire da criminali, e delle risorse per comportarsi come plutocrati, possono solo constatare come le istituzioni costruite nel corso del XX secolo per garantire un buon tenore di vita alla grande maggioranza dei cittadini siano state progressivament e smantellate. Mentre le basi sociali dell’azione collettiva si sbriciolano, gli individui appartenenti alle classi medie devono sempre più urgentemente affrontare una scelta radicale: accettare una costante perdita di sicurezza e la degradazione sociale de facto, oppure unirsi a una delle due insurrezioni."
Citazione
 
 
0 #6 ilSocialistas 2017-10-24 00:32
"All’interno delle enclave plutocratiche, l’origine ultima di autorità e lealtà è, alla fine, il denaro. Da un punto di vista spaziale, i plutocrati ribelli tentano di creare zone circoscritte di autorità privata e autonomia legale dove poter gestire beni un tempo considerati pubblici, includendo non solo la sicurezza, ma sempre di più istruzione, trasporti, sanità, commercio, esecutività del diritto e così via.
I diritti, all’interno di tali spazi, discendono dai dollari piuttosto che dalla cittadinanza. La visione del futuro qui dispiegata è quella di un arcipelago globale di ciò che Evan McKenzie chiamava “privatopie”, ovvero enclave sigillate connesse tra loro via aria e via internet, protette da alte fortificazioni contro il torbido oceano distopico dei hoi polloi"
Citazione
 
 
0 #5 ilSocialistas 2017-10-24 00:26
"I plutocrati ritengono di potersi permettere di (e di conseguenza pretendono che tutti i cittadini possano) pagare da sé per i beni e i servizi che un tempo ci si aspettava fornisse lo stato. Vivono in comunità separate, viaggiano con una flotta di bus e aerei privati, e mandano i figli in scuole esclusive. Se ciascuna di queste decisioni potrebbe anche essere determinata da scelte di stile di vita o dal desiderio di differenziazion e sociale, il risultato è un progressivo disinvestimento morale e disimpegno civile, specialmente quando l’abitudine di scartare i servizi pubblici si estende dagli oligarchi alla parte benestante della classe media."
Citazione
 
 
0 #4 ilSocialistas 2017-10-24 00:24
"La strategia politica associata all’offensiva plutocratica è di utilizzare l’austerity sotto forma di shock economici per riscrivere i contratti sociali sulla base di una piattaforma molto più ristretta di obblighi sociali reciproci, con l’effetto ultimo di de-collettivizz are il rischio sociale. Come palliativo per la perdita dei beni pubblici e dei programmi finanziati dallo stato per migliorare il welfare pubblico, i plutocrati di solito propongono la filantropia (diretta verso obiettivi definiti non in modo democratico ma, naturalmente, da loro stessi)."
Citazione
 
 
0 #3 ilSocialistas 2017-10-24 00:22
"Mentre durante la Guerra Fredda l’apparente plausibilità di un’alternativa socialista spingeva gli ultra-ricchi a temperare le loro ambizioni massimaliste, il collasso del comunismo ha rimosso questo limite, permettendo un salto di qualità nella concezione che molti magnati hanno del proprio rapporto con la società. Mentre alcuni continuano a ritenere di essere in debito verso le comunità che li hanno arricchiti, un significativo sottoinsieme – in particolare tra le élite finanziarie – ha cominciato a considerare i propri risultati personali come separati dal successo della società del paese in cui risiede. Invece di vedersi come i vincitori ultimi all’interno dei sistemi nei quali operano, preferiscono dipingersi come nobili ribelli che ce l’hanno fatta da soli nonostante la zavorra dei vincoli, dei fannulloni e dei parassiti che ammorbano governo e società."
Citazione
 
 
0 #2 ilSocialista 2017-10-22 22:38
l'articolo originale è qui
https://www.the-american-interest.com/2014/06/15/the-twin-insurgency/
Citazione
 
 
0 #1 ilSocialista 2017-10-22 20:19
amico mio, il network di forze populiste è l'alternativa velleitaria al vero network di potere sostanziale che ovvimente non è incentrato sulle chiacchiere, nè sulle fakes news, ma, come da 5000 di Storia anni si fonda sui quattrini; ora sussiste una certa ideologia per cui i quattrini hanno sempre ragione indipendentemen te da come sono stati generati e da come sono stati monopolizzati; il denaro è l'essenza della civiltà e chi riesce ad appropriarsene o anche solo ad impossessarsene e a gestirlo ha una primazia sociale "a prescindere" che precede e travalica qualsiasi forma di istituzione; il denaro come entità prepolitica; per una felice sintesi di storia economica recente vedasi questo articolo americano tratto da "The american interest"
http://www.idiavoli.com/focus/offensiva-tenaglia-twin-insurgency-2/
Citazione
 

Aggiungi commento