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24/03/17 ore

Marijuana, l’assoluzione stupefacente di un “coltivatore diretto”



Come per l’America che estende in molti stati la legalizzazione della marijuana anche in Italia può anche succedere di poter coltivare la piantina proibita senza incorrere in sanzioni. Anche se le motivazioni sono diverse, come si evince dall’esito di un processo ai danni di un coltivatore diretto al primo piano di una abitazione a Samassi, a 40 km da Cagliari.

 

Marcello Mancosu, scoperto dai carabinieri, è finito davanti al giudice monocratico del Tribunale di Cagliari che però lo ha assolto “perché il fatto non sussiste”. La motivazione della sentenza è stata che la marijuana coltivata era di scarsa qualità, priva del principio attivo.

 

Tale esito si deve all’'avvocato difensore dell’imputato, Giovanni Antonio Lampis. "Si può parlare di coltivazione - racconta all'Unione Sarda - in caso di ciclo vegetativo attivo, ma qui siamo in presenza di piante e foglie secche che testimoniano un percorso concluso". Nessuna possibilità di spacciare la droga, dunque, "perché le piante - precisa l'avvocato - erano morte prima di sviluppare l'effetto stupefacente".


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