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18/11/19 ore

Salvini, sindaci: una battaglia su un cumulo di assurdità



di Mauro Mellini

 

Il Governo, cioè Salvini, con le disposizioni sui migranti inserite nel cosiddetto “decreto sicurezza”, sembra aver conseguito un sicuro record: quello del caos e delle grottesche assurdità. Sembra. Il peggio viene sempre dopo.

 

A prima vista (come si addice alla logica di quelli del Bar dello Sport) disporre che la scadenza del permesso di soggiorno non dovesse essere più titolo per un’automatica iscrizione nelle liste anagrafiche dei residenti appare un provvedimento ovvio, una misura addirittura superflua.

 

Il fatto è che tale scadenza, nella stragrande maggioranza dei casi, avviene senza che nel periodo di soggiorno autorizzato e scaduto sia stato effettuato alcun accertamentosulle condizioni del soggetto considerato, sulle cause della sua emigrazione in Italia, sulle prospettive di un suo ulteriore pacifico soggiorno non affidato solo alla buona sorte ed alla altrui generosità.

 

E, cosa ancor più grave e tale da rendere grottesca oltre che ingiusta la situazione precedente, nessuna concreta misura coerente col giudizio negativo su tali condizioni veniva ordinariamente adottata con l’espulsione ed il rimpatrio forzoso dei “bocciati”.

 

La questione dei migranti, in altre parole, è una colossale commedia, una presa in giro della legge e dei principi stessi di cui Sinistra, Papa, “buonisti”, “tiraccampà” con relativo contorno di cretini e di profittatori viene quotidianamente rappresentata per prendere in giro gli Italiani.

 

Ha dunque ragione Salvini ed il suo c.d. “decreto sicurezza”? Manco per sogno. Negare l’iscrizione anagrafica, ma con ciò, in realtà qualsiasi iscrizione, controllo dei “non promossi” ad un esame quasi mai effettuato, significa trasformare in tragedia la commedia (ammesso che solo di una commedia si tratti).

 

Il “decreto sicurezza”, infatti, è per tale sua parte privo di “copertura” non finanziaria (cioè non solo…) ma di quella di ulteriori, necessari provvedimenti che stabiliscano che cosa fare, e subito, dei “bocciati” il cui permesso di soggiorno sia, appunto scaduto.

            

Altro che violazione dei principi umanitari!!! È la solita violazione della ragione umana, della logica elementare consumata non facendo, voltandosi dall’altra parte.

            

Ha torto, quindi, Salvini ed il suo “decreto”, che purtroppo è legge dello Stato. E cioè abbiamo torto noi tutti che ci teniamo certi gaglioffi a decidere delle sorti non solo dei migranti, ma del Paese e delle nostre personali.

            

Hanno torto i Sindaci. I quali con toni, argomentazioni e generalizzazioni varie, grondanti di lurida ipocrisia, difendono nel migliore dei casi non altro che l’incapacità dello Stato di far fronte ai suoi doveri e concorrono a camuffare di generosità fasulla e di spirito umanitario una situazione grottesca che in realtà è violatrice di tutti questi buoni principi. E dei diritti di tanti bravi emigrati che avrebbero tutti i numeri per essere accolti e protetti da altro che dall’incapacità di buttarli fuori, magari, anche se pericolosi delinquenti.

            

Alla indecente gravità del groviglio di assurdità commesse (si fa per dire) con il “decreto sicurezza” si aggiunge quella derivante dalla sua connessione con l’oramai grottesco “reddito di cittadinanza”.

            

È difficile da credere a chi non abbia da tempo osservato e valutato la profonda, oscena gravità della patologia socioculturale del neopopulismo e del suo Governo, il groviglio di cazzate che già si accumula sulla questione della spettanza (e sulla misura) del sussidio (invano altrimenti camuffato).

            

Lo danno solo ai cittadini italiani? (così vorrebbe il nome ad esso dato). Lo daranno anche ai migranti stabiliti in Italia? Ma che significa “stabiliti”? Non sapete espellere? La contesa iscrizione anagrafica sarà titolo per riscuotere?

            

Autorevoli menti del Governo dicono su tale argomento tutto e, soprattutto, il contrario di tutto. A cominciare da Di Maio “o’ bello guajoncello”, che per lui (ed anche per il Governo?) quel che vale è la natura della propina conforme alla denominazione ad esso data. Solo ai cittadini (così ha detto!).

            

Ma non è che l’inizio del gran casino che si scatenerà quando si dovrà mettere mano alla borsa.

            

Governo gialloverdi, Governo Lega-Cinquestelle, Governo Salvini-Di Maio, persino Governo Conte. Per non dire la pura verità: Governo del gran casino!!

 

 


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