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22/11/17 ore

Famiglia, le varianti che mettono in crisi il Vaticano



In occasione della “Giornata della Famiglia” del 26 e 27 ottobre Papa Francesco ha chiesto ai suoi fedeli come sia possibile vivere al giorno d’oggi la gioia della fede in famiglia: “Io vi domando: è possibile vivere questa gioia o no?”. Ad un’analisi più attenta ci si chiede quale sia il diretto destinatario della domanda, se esclusivamente un modello familiare di stampo tradizionale o lo scenario più realistico delle mille varianti della “famiglia moderna”.

 

La Chiesa di Francesco, vocata a un nuovo modo di comunicare, non può più esimersi dall’affrontare gli inevitabili e fisiologici cambiamenti sociali del suo “pubblico”. “Un Papa dannatamente buono” ha detto Timothy Dolan, cardinale statunitense, che però “non potrà cambiare la sostanza e le certezze della Chiesa”.

 

Profetizzava Dolan che Francesco sarebbe stato sicuramente in grado di dare alla Chiesa un aspetto più “accogliente e attraente”, ma alla “rivoluzione dell’apparenza” sarebbe subentrato il freno degli insegnamenti tradizionali.

 

In previsione del Sinodo straordinario delle Conferenze Episcopali nazionali, che si terrà nell’ottobre del 2014, il Vaticano ha richiesto un sondaggio, i cui risultati dovranno pervenire entro la fine dell’anno, per l’analisi di quei cambiamenti della famiglia moderna che saranno il tema dell’incontro.

 

Ogni Vescovo si occuperà delle modalità di avviamento del sondaggio, che dovrà essere un’indagine rivolta ai cattolici di tutto il mondo sulle famiglie monoparentali, sui matrimoni interreligiosi, sulla maternità surrogata, sull’uso dei contraccettivi, sulle nascite e divorzi, oltre che sul comportamento tenuto dai sacerdoti nei confronti di coppie omosessuali e divorziate…

 

E’ forse la fine di un approccio “Vaticano-centrico” o un’apertura che non avrà alcun seguito? Tra i temi trattati nel discorso alle famiglie del 26 ottobre Bergoglio ha denunciato una “cultura del provvisorio”, responsabile di quella precarietà matrimoniale incompatibile con la solennità dell’impegno davanti a Dio: “Gli sposi cristiani non sono ingenui, perché conoscono i pericoli della vita, ma non hanno paura di affrontare i problemi della società”.

 

L’inno al coraggio di Papa Francesco si scontra con i numeri dell’Istat che mostrano in costante aumento i tassi di separazione e divorzio. “Quello che Dio ha congiunto, l’uomo non separi” ha detto Gesù, ma una parte di comunità cattolica aspetta ancora una risposta in merito alla concessione del sacramento della Comunione ai divorziati che hanno iniziato una nuova unione. Secondo Bergoglio la Chiesa dovrà affrontare il fenomeno della “fragilizzazione del legame coniugale”, preparando adeguatamente le coppie al passo decisivo.

 

Anche sul fronte laico si apre la necessità di guidare all’unione sia civile che religiosa, attraverso corsi prematrimoniali aperti a tutte le coppie eterosessuali e omosessuali, come quelli organizzati a Milano dall’Associazione Buen Vivir.

 

Se i matrimoni sono meno che mai “per sempre”, le coppie di fatto sono in crescita, come dimostra la stima del 2011 di 972 mila contro le 500 mila del 2007; inoltre le unioni civili nel Nord Italia hanno superato nello stesso anno quelle religiose.

 

Di fronte a questi numeri la Chiesa dovrà scegliere la propria strategia: una nuova stagione di evangelizzazione anche in “casa propria, o forse quella apertura alla modernità, di cui ha parlato Papa Francesco come dovere urgente.

 

Ludovica Passeri


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