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03/07/20 ore

Il boom cinematografico cinese


  • Stefano Delle Cave

Analizzando il fatturato mondiale della Cina, che nel 2012 ha raggiunto i 17 miliardi di yen (2 miliardi di euro) con  un aumento di oltre il 30% dei biglietti venduti, si giunge alla conclusione che il mercato cinematografico cinese è il secondo al mondo dopo gli Usa.

 

Nonostante i film esteri costituiscano una fetta importante di questo nuovo grande mercato asiatico con introiti pari  a 8.8 miliardi, i produttori cinesi non sono rimasti a guardare producendo lo scorso anno 893 film di cui 33 di animazione.

 

“La Cina è ormai il terzo maggior produttore di film al mondo e il secondo mercato cinematografico” -  ha affermato Tong Gang, capo della Sarft (State admnistration of radio, film and television). "Un successo eccezionale raggiunto a fine anno quando ha debuttato la commedia low-cost Lost in Thailand, che in meno di un mese ha raccolto il risultato record di 1,2 miliardi di yuan, stracciando colossal come Avatar Transformers”.

 

Bisogna però comunque dire, come più volte a sottolineato Zhang Hujin, il presidente della Film Academy di Pechino, che la Cina è in ritardo dal punto di vista tecnologico soprattutto sul 3d. Se  infatti sul suolo cinese il cinema è giunto al 10,5% di schermi in medi al giorno, l'utilizzo di pellicole cinesi all'estero è sceso del 48%.

 

Tuttavia, come ha dichiarato ancora Tong Gang, la Cina sta lavorando per dotarsi di nuovi schermi Imax3d, oltre che aumentando gradualmente - come nello scorso anno il prezzo del biglietto - garantendo una normativa che protegge le produzioni cinesi dalle grandi distribuzioni straniere specie quelle americane.

 

Proprio per questo, come si legge  in un rapporto recentemente stillato dall'agenzia di Ernest & Young, si pensa che entro il 2020 il mercato cinematografico cinese potrebbe sorpassare quello americano diventando il primo in assoluto.

 


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