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05/04/25 ore 23:57:05

Adolescence, una serie che fa discutere. I gravi problemi degli adolescenti di oggi


  • Giovanna D'Arbitrio

Disponibile su Netflix dal 13 marzo, la miniserie britannica di Jack Thorne e Stephen Graham, diretta da Philip Barantini, sta suscitando discussioni e dibattiti sugli adolescenti di oggi, più esposti ad input esterni deleteri, come accesso a Internet e social. Molti i temi trattati nella serie, come bullismo, cyberbullismo, misoginia, criminalità minorile, rapporti interpersonali, genitorialità e quant’altro. 

 

Essa inoltre è diventata un caso nazionale nel Regno Unito con dichiarazioni del Primo Ministro che ha proposto di portare Adolescence nelle scuole per combattere cyberbullismo e crescente mascolinità tossica che degenerano in violenza. La storia, inoltre, tratta temi scottanti come le aggressioni con coltello molto aumentate negli ultimi anni in UK, come evidenziano i dati dell'Office for National Statistics.

 

In quattro episodi in effetti Adolescence racconta la storia di Jamie Miller (Owen Cooper), un tredicenne che viene accusato di aver ucciso Katie, una compagna di scuola, un caso che genera orrore e sgomento in una piccola cittadina britannica, in particolare nella famiglia del ragazzo, una famiglia normale in cui i genitori Eddie (Stephen Graham) e Manda (Christine Tremarco) sono sconvolti e confusi. Notevole la presenza accanto a loro dell’ispettore Luke Bascombe (Ashley Walters) e della psicologa Briony Ariston (Erin Doherty).

 

I 4 episodi sono stati girati interamente in piano sequenza, cioè una tecnica basata sul riprendere un'intera scena in un'unica soluzione, senza interruzioni o tagli di montaggio, un duro lavoro soprattutto per gli interpreti costretti a recitare più a lungo, accrescendo così la tensione già insita nella sceneggiatura di Stephen Graham e Jack Thorne ed evidenziando la bravura del giovane interprete, Owen Cooper.

 

Questa è una serie su un ragazzo che fa la cosa sbagliata e causa un grande danno. Per capirlo, dobbiamo comprendere le pressioni che ha subito - ha spiegato lo stesso Thorne -. Jamie è stato inquinato da idee che ha sentito online e che per lui hanno senso, che hanno una logica che lo attrae, che rispondono alle domande sulla sua solitudine e sul suo isolamento e lo portano a fare delle scelte molto sbagliate”.

 

La miniserie mette in evidenza una sorta di linguaggio in codice ideato dai ragazzi sui social e svela cosa siano la manosphere e gli Incels: a quanto pare il primo termine si riferisce ad una rete online che promuove mascolinità e misoginia contro il femminismo, mentre gli Incels sono “celibi involontari” che non riescono a trovare partner sessuali. Jamie, il protagonista, apprende idee sbagliate proprio da tale rete prima di commettere l’omicidio.

 

Durante il colloquio con la psicologa Jamie afferma di ritenersi “troppo brutto” per piacere alle ragazze e di aver chiesto a Katie di uscire con lui solo dopo che sue foto a seno nudo erano state diffuse a scuola, pensando che avrebbe accettato, essendo più sola e vulnerabile. 

 

La ragazza invece non solo lo aveva respinto, ma aveva iniziato anche a prenderlo in giro sui social, usando emoji per definirlo un incel destinato a morire vergine. La polizia perfino non comprende questi messaggi in codice, finché non sarà proprio il figlio dell’ispettore a svelarne il significato: sotto accusa tutti gli adulti, genitori e insegnanti che non riescono più ad educare, sempre più lontani per vari motivi dal mondo dei giovani.

 

Costatando che social e siti su Internet contribuiscono all'aumento di cyberbullismo e violenza, in diversi paesi si cerca di porvi rimedio vietandone l'uso ai minori, ma purtroppo mancano i controlli e spesso essi accedono ai social con un account sotto falso nome che non ne rivela l’età. 

 

I genitori più attenti e consapevoli potrebbero almeno usare il Parental control per l’accesso a Internet. E un altro problema si avvicina: l’intelligenza artificiale. Come sarà gestita? Speriamo che anche in questo campo ci siano leggi che tutelino tutti, in particolare i più giovani.

 

Ecco il trailer di Netflix

 

 


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