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18/03/19 ore

Concertazione in via di rottamazione


  • Luigi O. Rintallo

Il presidente del Consiglio Mario Monti, intervenendo all’assemblea dell’Abi due giorni fa, ha dichiarato: “Esercizi profondi di concertazione in passato hanno generato i mali contro cui noi combattiamo e a causa dei quali i nostri figli e nipoti non trovano facilmente lavoro”.

Com’era prevedibile, la frase ha suscitato la reazione di quanti sulla concertazione hanno fondato azione (e fortuna) politica.

 

Non a caso è stato tutto un coro – soprattutto dal sindacato e da dentro il Pd – per evidenziare i meriti di un metodo che a loro dire è indispensabile per ben governare. In realtà, oggi i difensori della concertazione (come dice onestamente la Bindi) o del “dialogo” (come dice meno onestamente Bersani) appaiono sempre più simili ai leghisti e alle loro sirene secessioniste: insistono a usare mezzi divenuti oramai impraticabili nell’attuale contesto politico.

 

Pretendere di continuare nel rito delle riunioni fiume, attorno a tavoli affollati oltre misura, alla ricerca del compromesso in grado di soddisfare tutti – sindacati, imprenditori e governo – scaricando al di fuori del tavolo stesso i costi dell’accordo raggiunto, è una pratica insostenibile. Le condizioni che nel passato hanno consentito a quello strumento di essere ancora usato non ci sono più.

 

Ricordiamo il suo funzionamento: la mediazione governativa fra gli interessi contrastanti poteva contare sul controllo esercitato sulla moneta. Salari variabili indipendenti e pace contrattuale erano pagati attraverso l’incremento del debito pubblico e periodiche svalutazioni, utili a rendere competitivi i nostri prodotti. Debito e svalutazione non sono più nel controllo del governo italiano e di conseguenza la mediazione rimane priva di efficacia.

 

Per questo, la concertazione non può che avviarsi sulla via della rottamazione. Così come è avvenuto per le pretese indipendentiste o xenofobe di leghisti e lepenisti, divenuti presenze che mantengono la loro consistenza ma di fatto marginalizzate nei rispettivi scenari politici.


Commenti   

 
0 #3 ilSocialista 2012-07-14 00:20
Uno degli articolo che Monti dovrebbe leggersi prima di dare fiato alla bocca col cervello scollegato
http://economyincrisis.org/content/jobs-emergency-hollowing-out-the-middle-class
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0 #2 ilSocialista 2012-07-13 20:30
Però dare la colpa a quello della disoccupazione, diciamo la verità, è una cagata pazzesca peggio della corazzata potemkin; mi pare che Obama si lamenti pure lui e non ha mai suonato manco il triangolo; al confronto i tedeschi suonano con passione la grancassa e pure bassotuba.
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0 #1 ilSocialista 2012-07-13 20:19
Avresti del tutto ragione, sarebbe inutile fare stupidi concertini fra pochi intimi quando i direttori d'orchestra sono ben altri a livello globale e pretendono con la forza che tutti stiano a loro tempo e suonino la loro musica facendo tra l'altro offerte esplicite che "non si possono rifiutare"; tutto apparirebbe logico, però sai, la Storia insegna che i popoli non sempre seguono gli spartiti che gli vengono imposti da entità ed interessi "superiori" e anche quello che può apparire come un grande immenso corale Concerto mondiale in cui ognuno sembra fare nient'altro che ordinatamente il suo controcanto si può trasformare in men che non si dica in un altrettanto grande Bordello.
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