Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

23/10/17 ore

Lo scontro di Ravenna


  • Silvio Pergameno

L’incontro a Ravenna tra Pierluigi Bersani e Vasco Errani per i demoprogressisti e Giuliano Pisapia  per il suo Campo Aperto si è concluso con un nulla di fatto, sancito alla fine con Errani che tentava il colpo gobbo di proclamare Pisapia leader del progetto della casa comune tra i due movimenti, e questi che replicava proclamando Errani, perché lui aveva vinto, visto lo scrosciante applauso dei mille presenti in platea che aveva accolto la sua proposta.

 

In effetti era la conclusione di un dialogo tra sordi, nel quale gli scissionisti dal PD avevano in tutti i modi tentato di stringere nell’angolo il “campista” chiedendogli che si fissasse la data dell’assemblea fondativa dell…’ircocervo e chiudendo con chiarezza a Renzi (che nel frattempo in direzione dichiara invece di voler aprire …  “i nostri avversari, che non sono quelli che se ne sono andati via dal Pd), mentre l’ex sindaco di Milano replicava imperterrito, alla proposta di sposarsi subito, che in politica lui era per la poligamia. In altri termini se la perentoria richiesta di Bersani ed Errani dà per scontato che il connubio sia ormai deciso, la risposta della controparte non lo dà affatto.

 

Naturalmente non è detto che il dialogo sia ormai morto e sepolto, ma è sicuramente chiaro che Pisapia non è il tipo che si lascia incastrare, proprio perché le “convergenze parallele” che ispirano la sua posizione ne rivelano un moroteo ricco di doti, anche se la sua posizione appare difficilmente sostenibile.

 

Infatti, non si può dimenticare che l’unica ragione della scissione dell’MDP è il Renzi dello sgarbo della rottamazione, come primo atto di un percorso di spostamento al centro del PD, e che poi su questa strada pochi giorni fa si è sentito - dopo tanto tempo - con Prodi (vedi il Corriere di ieri), il quale – pur dicendo di non voler scendere in campo - considera il PD l’unico baluardo per l’Italia e cuore di un’alleanza di centro sinistra, impossibile senza un forte Partito democratico, ponendo un’unica condizione: che non ci si muova solo con l’obbiettivo di suggellare una grande coalizione con Forza Italia. Dove la parola più significativa è proprio quel “solo”.

 

L’Ulivo cioè è superato, e con esso il lungo passato di cui rappresentava l’ultima tappa.

 

 


Commenti   

 
0 #4 ilSocialista 2017-10-08 01:26
Ora, le contraddizioni di questo sistema stanno venendo alla luce, il che è naturale perchè ogni fase storica viene alla fine al pettine; il Labour si è rivoltato come un pedalino trovando una persona, Corbyn, di modesto carisma, ma a cui i soldi evidentemente devono interessare poco o nulla perchè è intuitivo che deve avere ricevuto offerte di ogni genere; è evidente che alcuni ceti venga considerato un volgare pezzente però la Storia insegna che non sempre essa si fa plasmare dai quattrini o almeno solo da essi.
Comunque con queste oscillazioni e questi riflussi la storia del labour è una storia grande e di vasto respiro che si gioca su dibattiti corposi, aperti e combattuti, in cui la gente è COSTRETTA a stare NELLO STESSO CONTENITORE e a prendersi pure a sberle ma apertamente senza scissioni e senza scomuniche.
Citazione
 
 
0 #3 ilSocialista 2017-10-08 01:17
e i frutti del bottino fanno impallidire Re Mida perchè il re di frigia doveva pur sempre toccare degli oggetti, il che comportava un certo impegno fisico; invece qualli come Blair per una conferenza du 20 minuti possono guadagnare un milione di serline, il che vuol dire che lo stesso fiato si trasforma in oro; di fronte a ciò gli stessi alchimisti svenirebbero all'emozione; e non si può dire che quei soldi formalmente non siano rubati, perchè qualsiasi persona razionale intuisce che nei fatti simili assurdi compensi sono soldi sottratti, magari per mille vie tortuose, traverse ed indirette sfruttando ingiustamente altri; quindi il socialista rampante non è un semplice e leggittimo socialista liberale, ma un socialista turbocapitalizz ato, globalizzato e sfruttatore.
Citazione
 
 
0 #2 ilSocialista 2017-10-08 00:59
il "socialista rampante" è una figura troppo succosa perchè gli storici del XXX secolo non ci si buttino sopra a capofitto perdendosi in notti e notti insonni di studio immemori di stessi e del presente; il socialista rampante è quello che, dopo anni di onorato pubblico servizio in cui ha deformato il socialismo in senso capitalistico e ha fatto qualche smilzo interesse delle classi disagiate esclusivamente come avanzo residuale di quanto smaccatamente fatto in favore delle classi agiate, si ritira a vita privata godendosi i meritati frutti del proprio onesto lavoro; e questi frutti consistono in unaserie di porte aperte di tutta una serie di multinazionali e di poteri finanziari che sono allegramente pronti a condividere con lui quanto ha abilmente spremuto dal popolo
Citazione
 
 
0 #1 ilSocialista 2017-10-08 00:50
mha, sai i radicali hanno sempre sostenuto l'uninominale secca e sotto molti aspetti hanno avuto ed ragione, seppure è vero anche che la nostra costituzione è stata pensata per un sistema proporzionale e non per uno maggioritario.
La differenza plastica fra proporzionale e maggioritario la vedi nella differenza fra i laburisti inglesi e democratici italiani.
I laburisti inglesi hanno avuto una fase blairiana di spostamento a destra che ha dominato per lungo tempo, ha fatto le sue riforme, ha avuto la sua fase di gloria, ha sostenuto un determinato tipo di "modernizzazion e" ed un determianto tipo di "sviluppo"; soprattutto ha introdotto la figura del socialista "rampante", vera nemesi della Storia e personaggio emblematico e beffa del destino
Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna