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23/10/19 ore

Pena di morte, a Taiwan il boia non molla



Taiwan ha messo a morte sei prigionieri del braccio della morte, il maggior numero di esecuzioni praticate in un solo giorno negli ultimi anni. Le esecuzioni sono state effettuate  in tre carceri, in diverse parti del Paese, il giorno dopo che il ministro della Giustizia Tseng Yung-fu ha firmato i sei ordini di esecuzione. Tutti avevano sentenze capitali approvate dalla Corte Suprema.

 

Tseng Si-ru e Hung Ming-tsung sono stati giustiziati nella prigione di Taipei; Chen Chin-huo e Kwang Teh-chiang nella prigione di Greater Taichung; Huang Hsien-cheng nella prigione di Greater Tainan e Tai Te-ying nella Prigione di Greater Kaohsiung, ha reso noto il Vice Ministro della giustizia Chen Shou-huang in una conferenza stampa. Non è stato precisato come i sei siano stati giustiziati.

 

Di solito i detenuti a Taiwan vengono messi a morte con un colpo di arma da fuoco alla testa. Chen Shou-huang ha detto che i sei giustiziati avevano ucciso donne e bambini con modalità molto crudeli, compreso l’incendio di una casa che ha ucciso vite innocenti. Chen Chin-huo e Kwang erano stati condannati a morte per aver ucciso una agente di assicurazione, sminuzzando e mangiando parti del suo corpo, nel 2004 nella ex Taichung County.

 

Tseng Si-ru, un ex insegnante della Taipei County, era stato condannato per aver ucciso una collega che lo aveva sorpreso rubare nella propria abitazione, nel 2002. Hung appiccò il fuoco alla casa di parenti, uccidendo il cognato ed i suoi tre figli, nel 2003 nella Taipei County. Tai uccise il padre della sua ragazza con 26 coltellate, inoltre ferì gravemente la madre di quest’ultima, nel 2006 a Kaohsiung. Huang, che aveva scontato una pena detentiva per aver ucciso l’ex-moglie, uccise due uomini cinque giorni dopo essere stato rilasciato su cauzione, nel 2005.

 

Nelle settimane precedenti, il dibattito sull'uso della pena di morte era stato riacceso nel Paese dall’omicidio in un parco giochi di un ragazzino di 10 anni. A seguito di notizie secondo cui il 29enne sospettato dell’omicidio aspettava con impazienza vitto e alloggio gratis in carcere, manifestanti arrabbiati si sono riuniti davanti al Ministero della Giustizia, chiedendo l’esecuzione di tutti i condannati a morte dell’Isola.

 

Il Vice Ministro della Giustizia Chen Shou-huang ha ribadito l’obiettivo a lungo termine del Ministero della Giustizia di abolire la pena di morte. Ma il Ministero deve comunque rispettare la legge e praticare le esecuzioni fino a quando i cittadini raggiungeranno un accordo per porre fine alla pena capitale, ha aggiunto.

 

Il Ministero ha presentato i risultati di un sondaggio secondo cui l'80 per cento della popolazione di Taiwan è contro l'abolizione della pena di morte. I sondaggi condotti nel mese di luglio da Master Survey & Research Co. per conto del ministero hanno rilevato che il 76,7% degli intervistati non sostiene l’eliminazione della pena di morte e che l'85% ritiene che mettere fine della pena capitale sarebbe dannoso per l'ordine pubblico. Il sondaggio ha anche rilevato che l’81,6% degli intervistati pensa che una diminuzione graduale del ricorso alla pena capitale sarebbe accettabile, ha aggiunto il Ministero.

 

Il ministro della Giustizia Tseng Yung-fu, che si è insediato nel 2010, ha ripreso le esecuzioni capitali a Taiwan dopo una moratoria che durava dal 2005. Quattro prigionieri sono stati giustiziati nel mese di aprile 2010 e cinque prigionieri nel marzo 2011. Secondo la statale Central News Agency, ci sono un totale di 55 condannati a morte dopo le esecuzioni del 21 dicembre. (fonte Nessuno tocchi Caino)


Commenti   

 
+1 #1 Wanderer 2012-12-28 08:52
Signori, basta guardare la foto per vedere che i manifestanti sono 4 gatti. E siccome io abito tra Taiwan e Cina, vi posso assicurare di aver incontrato pochissime persone che sono contro la pena di morte e le poche che ho incontrato hanno subito il tipico, irrazionale lavaggio di cervello all'occidentale sulla base del quale la vita (del criminale) è sacra, mentre delle vittime non se ne parla mai. Qui a Taiwan, dove ho il piacere di risiedere, la pena di morte è accettata e considerata supremo esempio di giustizia. Le statistiche finte tipiche dell'occidente "civilizzato", lasciatele in quell'emisfero. Se la popolazione di Taiwan fosse stata contro la pena di morte il governo l'avrebbe già abolita. Non siamo in Cina dove il partito regna sovrano. Il fatto è semplicemente che per chi subisce un crimine efferato come l'uccisione di un familiare, la pena di morte, se comminata con giustizia e oculatezza è considerata una condizione sine qua non, senza la quale non vi è giustizia.
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