Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

17/10/19 ore

Fratelli Musulmani, "Editto bulgaro" in salsa egiziana



I Fratelli Musulmani - vincitori alle elezioni parlamentari e a quelle presidenziali in Egitto - avrebbero perso molti consensi in pochi mesi. Per questo si starebbero attivando su più fronti per ovviare al problema. Nel mirino della Confraternita e dello stesso presidente Morsi sono finiti anche gli operatori dell’informazione.

 

In particolare - secondo quanto riferisce una corrispondenza di Asianews – il giornalista Tawfiq Okasha, deve difendersi dalle accuse di offendere il presidente e di mettere in cattiva luce l'islam. Okasha, oltre a essere un noto presentatore è proprietario del canale televisivo satellitare Al-Faraeen. Ma quel che è peggio costituisce voce critica rispetto all'integralismo dei Fratelli musulmani e dei salafiti.

 

In riferimento alle ultime elezioni, Okasha “ha accusato il capo dell'intelligence, il gen. Abdel Fattah al-Seesy, di essere al soldo del Qatar e di aver favorito il più possibile la vittoria di Mohammed Morsi, esprimendo anche dubbi sulla validità della consultazione elettorale, dato che molti copti (secondo lui il 50% di essi) non avevano potuto votare”.

 

Per tale posizioni Okasha è stato accusato di "insultare l'islam e provocare divisioni settarie", come pure di "falsità intenzionale e accuse che giungono fino alla diffamazione e alla calunnia" contro il presidente Morsi.

 

Quest'ultimo si è prodotto in una sorta di "editto bulgaro" di berlusconiana memoria, chiedendo perfino che Okasha sia bandito da tutti i canali televisivi.

 

A settembre Okasha dovrà comparire in tribunale. Una Ong egiziana – riferisce sempre Asianews - di avvocati ha chiesto a tutti i colleghi di difendere il presentatore per salvaguardare "la libertà di opinione e di espressione, che va difesa anche dopo la rivoluzione".


Commenti   

 
0 #1 Alessandrino dEgitto 2012-08-22 22:30
Tawfiq Okasha e' un insulto alla professione di giornalista. Mubarakiano di ferro si e' sempre battuto contro la rivoluzione.
Ha oltrepassato ogni limite chiedendo pubblicamente l'assassinio del primo presidente eletto democraticamente.
Il vero dissenso e' un'altra cosa e viene rispettato. Ci sono intellettuali laici che tuonano contro i FM su varie testate e TV e vengono lasciati parlare liberamente. I media anzi sono in buona parte contro i FM.
Okasha sarebbe indifendibile in qualsiasi paese democratico.
Per favore non fatene una vittima.
Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna