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20/06/19 ore

Carta d'intenti, Bersani riscrive il pensiero del Partito democratico


  • Antonio Marulo

Di buone intenzioni sono lastricati i documenti ufficiali del Pd. Questa volta è toccata a Pierluigi Bersani tracciare il percorso.

14 cartelle (troppe) e dieci punti di proverbiale retorica che costituiscono la Carta d’intenti per la ricostruzione e il cambiamento dell’Italia. Bene comune.

 

Europa, lavoro, uguaglianza, diritti… Tutti i grandi temi vengono toccati nelle pagine fitte di sapere democratico e progressista presentate dal segretario aspirante premier, miscelando e rimestando ciò che è già più o meno noto almeno dai tempi del veltroniano I care.

 

Solo che oggi siamo a un poco international “ce la possiamo fare”. Come? Con un "patto dei democratici e dei progressisti che considerino "l’Europa il nostro posto", il "lavoro come parametro per tutte le politiche"; che puntino a un’ "Italia che sappia fare l'Italia", dove "istruzione, sanità, ambiente, sicurezza siano beni comuni", dove "non ci deve essere il povero né il ricco" (ma tutti uguali?).

 

La dignità della persona umana e i diritti individuali restano punti fermi delle intenzioni del Pd. Da qui il “contrasto verso ogni violenza contro le donne e una legge urgente contro l’omofobia”. E poi:“un bambino figlio di immigrati, nato e cresciuto in Italia, è un cittadino italiano”.

 

Sarà questa la prima norma quando i progressisti democratici andranno al governo, promette Bersani. La seconda, forse, quella che darà “sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte Costituzionale per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico”.

 

Non meno importante, l’economia e il contrasto del ”liberismo finanziario che ci ha portato a questa crisi”, disarmando “sovranità e democrazia nei paesi”.

Quanto al fisco, “il primo passo da compiere è un ridisegno profondo del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull'impresa, attingendo alla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari".

 

Ma nell’attesa che tutto questo e molto altro si compia, bisogna fare i conti con l’attualità. Quindi, Monti. In proposito, Bersani rassicura e conferma il suo appoggio al premier. Ma poi avverte: “siamo pronti a tutto!


Commenti   

 
0 #1 franco 2012-08-02 22:05
NON UNA, MA 10, 100, 1000 P.LI LORETO!
forse la strana frase della "ITALIA, BENE COMUNE" andava completata con "DEI PAPPONI", nel senso di 'cosa nostra', come dimostrano alcune ultime facezie, anche a membri di qualche segreteria segreteria, tipo i vari Pennati, e così i vari Belsito o Formigoni, tanto non cambia niente sono sempre le facce della stessa identica medaglia di PAPPONIA_LADRONIA!
Nessuna di queste avide ed inette sanguisughe meritano essere legittimate dal voto: mandiamoli tutti a lavorare questi faccendieri di regime o meglio tutti AFFAN...O!!!
liberiamoci da tutto questo pattume istituzional-pa rtitokratiko, riprendiamo la nostra dignità di upmini liberi e coscienti e la svenduta sovranità monetaria: SOVRANITA' CHE APPARTIENE AL POPOLO, NON Ai DEMONI BURATTINAI MAFIO-SIONISTI- MASSONICI BCE, FMI, NWO, E AI LORO SERVI PAPPONI BURATTINI!
a tanta degenerazione istituzioal-partitokratika:
DUCE RISORGI!
CHE TI PERDONIAMO!
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