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24/07/17 ore

In diretta sulla Deutschlandfunk finisce il degrado di Napoli


  • Marcello Mottola

Prendete una firma d’eccezzione, il giornalista tedesco Thjomas Migge, e una radio di prestigio, come la storica D.L.F., ossia la Deutschlandfunk, stazione radio di Colonia che trasmette in tutta la Germania, e il gioco è fatto: l’immagine di Napoli e delle amministrazioni che la gestiscono (passate e speriamo non future), che dovrebbero tutelare e adoperarsi per il suo centro storico e i suoi monumenti, perdono l’ultimo labile straccio di credibilità.

 

“Il degrado continua per più di 30 anni nel centro storico di Napoli dove sono 163 le chiese, storicamente significative, chiuse perché sono da ristrutturare – tuona la radio tedesca durante un servizio dal titolo In Neapels Altstadt verfallen die Kirchen andato in una diretta del 27 novembre scorso - Ora, l’Unesco ha chiesto al consiglio comunale di fare qualcosa ma, dato che le casse sono vuote, nulla si nuove e gruppi di comitati civici scendono in piazza per fermare il declino inesorabile della città”.

 

Il degrado del centro storico delle città partenopea, patrimonio dell’Unesco dal 1995, è sotto gli occhi di tutti ma mai, fino ad ora, la sua situazione, così grave, era stata denunciata in un servizio  giornalistico straniero.

 

La radio tedesca intevista anche Fabrizio Vona, il sovrintendente al Polo Museale e responsabile, in collaborazione con la Diocesi di Napoli, per le chiese cattoliche. "Il degrado di queste chiese ha raggiunto un livello tale di cui vergognarsi.


È ridicolo che non abbiamo i soldi per mantenere questi edifici. Che fine hanno fatto i soldi stanziati negli anni ottanta e non utilizzati?" A questo interrogativo lo spirito teutonico non si perde in fronzoli e non lascia nulla di sottinteso spiegando come “non sono stati utilizzati per qualche inspiegabile ragione, si presume che tali fondi siano stati dirottati nelle tasche private”.


Un’immagine raccapricciante ma che purtroppo non si discosta dalla realtà. “Il Centro Storico è un caos totale. Auto e scooter tra i vicoli stretti e le strade impraticabili. Delle chiese chiuse per oltre 30 anni nessuno si preoccupa” e tra i luoghi di culto a cui viene data più importanza nella denuncia la chiesa di Santa Maria della Sapienza, una delle più belle chiese barocche di Napoli, prende la luce della ribalta. “Chiusa al pubblico da anni per lavori di restauro anche se i residenti confermano che non hanno mai visto qualcuno al lavoro!”


E la situazione non è di certo migliore quando, saltuariamente e per iniziative di singoli, le porte di questi gioielli si aprono. “Se le porte delle chiese si aprono dopo anni di chiusura si assiste a un orrore smisurato. Non solo a causa del degrado, causato da infiltrazioni di acqua, ma anche perché le chiese sono state derubate. “Se le porte delle chiese si aprono dopo anni di chiusura si assiste a un orrore smisurato. Non solo a causa del degrado, causato da infiltrazioni di acqua, ma anche perché le chiese sono state derubate e dentro non c’è più nulla”.


È  il caso della Chiesa del Gesù e Maria che attraverso la testimonianza dello storico dell'arte Anna Cataldini, tra i volontari che si prende cura di questa chiesa fatiscente, spiega "questa chiesa ha avuto furti di tutti i tipi. Anche la balaustra di marmo davanti all'altare è stata segata per poi essere venduta sul mercato dell'arte. Durante il nostro lavoro di ripristino degli spazi della chiesa i ladri sono  persino tornati. Hanno estratto preziose piastrelle barocche da una parete di una cappella e se le sono portate via".

 


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